Liguria: bando regionale per l’economia circolare
La Giunta regionale della Liguria ha approvato il Bando POR FESR 2021-2027 - Azione 2.1.6. Si tratta di un bando regionale Liguria che mira a supportare lo sviluppo di progetti volti alla conversione delle attività di impresa, passando da un approccio lineare a uno circolare.
La misura arriva a pochi giorni di distanza dall’approvazione del bando Regione Liguria per la riduzione dei consumi e delle emissioni. Confermando la volontà dell’Amministrazione regionale di fornire supporto alle imprese che guardano con attenzione alle nuove sfide del mercato.
Beneficiari bandi Regione Liguria economia circolare
Il bando si rivolge alle MPMI (micro, piccole e medie imprese) che hanno unità operative sul territorio regionale ligure. Sono ammesse le imprese che attivano interventi per il passaggio all’economia circolare in ambito industriale, manifatturiero e della bioeconomia.
Rientrano nella platea delle aziende beneficiarie anche quelle che danno forma a interventi per il recupero e la valorizzazione degli scarti organici generati dai processi di produzione.
Per ottenere il contributo le MPMI devono inoltre svolgere un’attività economica identificata con il codice ISTAT ATECO 2007.
Caratteristiche del contributo bando Regione Liguria
Il bando regionale Liguria prevede un finanziamento da parte dell’ente regionale, in misura variabile a seconda delle spese sostenute dalle imprese.
Per ottenerlo è necessario che l’impresa che presenta domanda realizzi interventi finalizzati ad una conversione verso un approccio circolare. Abbandonando quindi, per quanto possibile, le logiche tipiche dell’economia lineare.
In particolare, sono finanziati gli interventi rivolti a:
- la razionalizzazione dell’uso delle materie prime, anche attraverso la sostituzione dei materiali non rinnovabili con materiali rinnovabili, riciclati, riciclati permanenti, biodegradabili e compostabili.
- La valorizzazione dei sottoprodotti industriali e la loro re-immissione nella catena del valore.
- L’aumento dell’efficienza della produzione aziendale, attraverso l’ottimizzazione del consumo delle risorse e la riduzione degli scarti di lavorazione.
- Il miglioramento delle operazioni di disassemblamento delle diverse componenti di un prodotto, così da favorirne il recupero e aumentare la riciclabilità.
- L’aumento della vita del prodotto, anche attraverso la promozione di pratiche di ecodesign sostenibile e con l’impiego di componenti con una maggiore riparabilità.
Ai fini della concessione del finanziamento regionale del progetto, è fondamentale che questo risponda ai seguenti requisiti:
- Il costo ammissibile deve essere compreso tra 25.000 euro e 250.000 euro (secondo quanto stabilito dal bando regionale Liguria).
- I progetti devono concludersi entro il 31 agosto 2024.
- Le imprese devono presentare una rendicontazione delle attività svolte e delle spese sostenute, entro il limite temporale del 30 settembre 2024.
- I progetti devono interessare la sede operativa aziendale ubicata sul territorio ligure, a cui devono fare riferimento tutte le spese per cui si richiede l’agevolazione.
Come partecipare al bando Liguria
Le imprese che intendono partecipare al bando regionale Liguria per l’economia circolare possono presentare domanda per via telematica dal 26 al 31 luglio 2023. La modalità per la presentazione off-line della candidatura sarà attiva dal 19 luglio.
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Caratteristiche e vantaggi del rating di sostenibilità: la prova dell’impegno ESG
Molto diverso dai tradizionali rating applicati a imprese e società, il rating di sostenibilità (noto anche come rating ESG) è un giudizio sintetico che valuta gli aspetti ambientali, sociali e di governance. Può essere applicato alle aziende, come a prodotti di investimento e titoli azionari, ma in ogni caso ciò che certifica è la solidità in termini di aderenza ai principi ESG (Environmental, Social, Governance).
Cos’è il rating ESG e perché è importante
Per questa sua particolare natura, possiamo dire che il rating sostenibilità è complementare ai comuni rating applicati alle aziende. Fornisce un’indicazione chiara non sul trend dell’impresa in termini economici-finanziari, bensì sull’attenzione che questa ripone verso temi di grande rilevanza sociale. Insieme alle tradizionali metriche di valutazione applicate alle imprese, quindi, offre una visione a 360 gradi sulle politiche aziendali.
È quindi di grande importanza agli occhi di potenziali investitori e stakeholder, perché permette di avere un quadro chiaro dell’azienda che si sta valutando. Semplificando il processo decisionale alla luce dei dati ESG, che oggi costituiscono una voce importante per chi sceglie di investire o meno in un progetto.
Non è un caso che diverse statistiche dimostrino come le aziende con certificazioni ambientali hanno maggiore accesso a investimenti e strumenti di finanza agevolata. Complice la presenza di molti bandi diretti in maniera specifica alle aziende che investono in sostenibilità.
ESG rating: quali sono gli aspetti rilevanti per il giudizio
Dopo aver chiarito cos'è il rating ESG o rating di sostenibilità, vediamo quali aspetti sono effettivamente presi in considerazione da questo giudizio. Sì, perché sebbene il concetto di sostenibilità sia piuttosto ampio, il rating ESG valuta in maniera specifica:
- Fattori ambientali: sono considerati i rischi legati al cambiamento climatico e le attività che permettono di ridurre l’impatto ambientale della produzione aziendale. Rientra in questa voce anche l’impegno dell’azienda nell’efficientamento energetico e nell’impiego di risorse provenienti da fonti rinnovabili.
- Fattori sociali: per il rating di sostenibilità sono considerate le politiche aziendali che mirano alla creazione di un ambiente di lavoro attento alla salute mentale e fisica dei dipendenti. Sono prese in considerazione anche le relazioni sindacali, gli standard di sicurezza e l’attenzione posta nel contrastare le discriminazioni. Rientrano in questa voce anche il rispetto dei diritti umani e le questioni inerenti l’assunzione di responsabilità sociale.
- Politiche di gestione societaria: sono analizzate l’etica e la trasparenza previste dalle politiche aziendali, considerando anche eventuali consiglieri indipendenti o non esecutivi. Rientrano tra i fattori determinanti per la valutazione ESG anche le politiche portate avanti dalla società in materia di diversità e composizione del consiglio di amministrazione, nonché la presenza di eventuali piani di sostenibilità legati alla remunerazione delle figure manageriali. Sono considerate infine le procedure di controllo del management e le policy.
Perché inserire la valutazione ESG nella strategia aziendale
Disporre di un ESG score positivo significa presentarsi sul mercato come un’azienda che crea valore condiviso, andando oltre i tradizionali concetti di guadagno privato, e legando in maniera indissolubile il valore della sostenibilità all’immagine aziendale.
È chiaro quindi che questo rappresenta un vantaggio strategico per le aziende, piccole o grandi che siano. Soprattutto nel momento in cui sono alla ricerca di nuovi investitori o intendono estendere la proposta a nuove fette di mercato.
Quanto detto non significa che disporre del rating di sostenibilità sia garanzia di successo. Tuttavia è certamente un ottimo punto di partenza per chi intende battere la concorrenza e distinguersi nel settore di riferimento.
Non solo. L’adozione del rating di sostenibilità permette all’azienda di comunicare in maniera sintetica il proprio impatto di sostenibilità in accordo con gli indici ESG. Disponendo quindi di un report dettagliato da fornire in qualsiasi momento a partener potenziali o acquisiti.
La presenza del rating sostenibilità è poi la testimonianza dell’attenzione alle tematiche sociali e ambientali che sono alla base degli indici ESG e che si ritrovano nelle linee guida dell’Agenda 2030 dell’ONU. Un’azienda che fa redigere annualmente un rating di questo tipo si presenta come una società attenta alle proprie responsabilità sociali e alla valutazione dei rischi legati alle proprie scelte. Un plus da non sottovalutare.
Contributi Camera di Commercio Cuneo per transizione energetica e transizione ESG
La Camera di Commercio di Cuneo ha approvato un bando per la concessione di contributi in favore delle imprese che investono in transizione energetica e transizione ESG (ecologica, sociale e di governance). Con una dotazione finanziaria complessiva di 770.000 euro, gli obiettivi principali del bando sono il riposizionamento competitivo delle imprese sui mercati e la transizione energetica attraverso l’introduzione di fonti rinnovabili e la partecipazione a comunità energetiche rinnovabili.
Chi può ottenere le agevolazioni per transizione ecologica ed energetica
Possono ottenere il contributi per la transizione energetica, ecologica, sociale e di governance le imprese che hanno una sede o un’unita locale nella provincia di Cuneo. Per ottenere l’agevolazione è necessario che le imprese siano iscritte al Registro Imprese e abbiano regolarmente pagato il diritto annuale camerale.
Contributo transizione energetica cos'è e come funziona
Il contributo camerale è corrisposto nella misura del 50% delle spese ammissibili. Viene però fissato anche un limite di importo all’agevolazione, che non può superare i 7.500 euro. Mentre la spesa minima ammissibile ai fini dell’erogazione del contributo è di 4.000 euro.
Quali sono le spese ammissibili
Il bando della Camera di Commercio di Cuneo ammette ai fini del calcolo del contributo le seguenti voci di spesa.
- Consulenza e formazione volte a favorire la transizione ecologica e, più in generale, l’adozione dei criteri ESG.
- Acquisto di sistemi gestionali per l’operatività aziendale in relazione a piani di governance coerenti con i principi ESG.
- Consulenze finalizzate a migliorare la razionalizzazione delle risorse energetiche anche attraverso interventi di efficientamento energetico, sistemi di autoproduzione da fonti rinnovabili e la partecipazione a comunità energetiche rinnovabili.
- Attività di formazione specifiche per il settore energetico, con durata di almeno 40 ore totali, finalizzate all’ottenimento della qualifica di Energy manager. A condizione che il corso di formazione sia seguito da risorse interne impiegate in maniera stabile all’interno dell’impresa.
Richiesta agevolazioni per la transizione energetica
La domanda di contributi per la transizione energetica, ecologica, sociale e di governance può essere inoltrata dal 10 luglio al 30 settembre 2023. A meno di chiusura anticipata da parte della Camera di Commercio per esaurimento delle risorse stanziate.
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Sicilia: bando per investimenti nell'innovazione a fondo perduto
È ufficiale l’approvazione del bando Sicilia in favore delle imprese che scelgono di investire in innovazione e tecnologia. La misura, denominata "Connessioni-Nuovi luoghi per l’innovazione in Sicilia" gode di una dotazione finanziaria di 5,6 milioni di euro e prevede la concessione di contributi a fondo perduto.
Chi può richiedere i contributi bando Sicilia 2023
Il nuovo bando Sicilia si rivolge a tutte le imprese della regione Sicilia che vogliono aumentare la propria competitività investendo in ristrutturazione e qualificazione tecnologica finalizzati alla creazione, l’implementazione o l’ampliamento di interventi innovativi.
Caratteristiche dell’agevolazione bandi Regione Sicilia 2023
L’assessorato regionale delle Attività produttive ha pubblicato il bando Sicilia per la concessione di contributi a fondo perduto a valere sulla dotazione finanziaria dei fondi Fsc 2021-2027 e Poc Sicilia 2014-2020. Il contributo è concesso a fondo perduto nella misura del 65% dell’investimento sostenuto dall’impresa per la realizzazione o lo sviluppo di luoghi di innovazione, fisici e virtuali.
Rientrano quindi tra i progetti per cui è possibile richiedere il contributo bandi Sicilia 2023 gli incubatori, gli acceleratori e gli spazi di co-working. Tali luoghi di innovazione (a prescindere che siano fisici o virtuali) devono essere dedicati alla creazione di nuove imprese e capaci di:
- offrire supporto imprenditoriale;
- supportare attività di networking;
- fornire consulenze in merito al business model da adottare;
- fornire accesso a servizi e tecnologie avanzate.
Richiesta bandi Regione Sicilia
La richiesta di contributo a fondo perduto può essere presentata fino al 24 ottobre tramite lo Sportello telematico incentivi della Regione Sicilia.
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Liguria: bando regionale da 4 milioni per riduzione consumi
La Giunta della Regione Liguria ha approvato un nuovo bando per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni dei gas climalteranti. La concessione degli incentivi è finalizzata al raggiungimento di tali obiettivi per le imprese e per le aree produttive delle stesse. Un impegno notevole per l’Amministrazione, che ha stanziato per questo bando Regione Liguria 4 milioni di euro.
Caratteristiche del bando Liguria per l’efficientamento energetico
Il bando Regione Liguria opera per la promozione dell’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. In particolare, gli incentivi concessi sono finalizzati alla riduzione dei consumi energetici delle MPMI, e delle conseguenti emissioni che alterano il clima terrestre.
I contributi sono finanziati dal PR FESR Liguria 2021-2027 e gli incentivi sono volti all’attivazione di interventi di efficientamento energetico sulle unità operative che si trovano sul territorio regionale. Interventi che devono concorrere sia ad un abbassamento dei costi dovuti ai consumi energetici, sia all’abbattimento delle emissioni dei gas creati durante i cicli produttivi.
I contributi sono riconosciuti in forma di cofinanziamento a fronte di un investimento minimo di:
- 20.000 euro per le microimprese;
- 100.000 euro per le piccole e medie imprese (senza però superare il limite di 750.000 euro).
Gli interventi per cui si richiede il cofinanziamento possono riguardare la riqualificazione energetica di immobili o impianti produttivi, finalizzata alla digitalizzazione e alla limitazione del consumo tramite formule di misurazione smart. Rientra tra gli interventi finanziabili anche la sostituzione di impianti e macchinari, a condizione però che quelli nuovi abbiano una maggiore efficienza.
Chi può richiedere i contributi bandi Regione Liguria
Possono ottenere i contributi le micro, piccole e medie imprese della Liguria che presentano progetti coerenti con i requisiti di cui sopra. Ai fini dell’accesso all’agevolazione è necessario inoltre che gli interventi siano realizzati e rendicontati entro il 30 settembre 2024.
È fondamentale poi che il piano di interventi per cui si richiede il finanziamento porti a:
- un miglioramento dell’efficienza energetica tale da far attribuire alla sede aziendale di riferimento una classe energetica più alta rispetto a quella di partenza;
- una riduzione delle emissioni di gas climalteranti di almeno il 30%.
Scadenza domande bando Liguria
Le domande per l’accesso ai contributi del bando Regione Liguria possono essere inoltrate dal 21 luglio 2023 al 27 luglio 2023.
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