Bando Rinnova Veicoli 2026-2027: 4 milioni per le MPMI lombarde
La Giunta regionale lombarda ha approvato i criteri del nuovo Bando Rinnova Veicoli 2026-2027, una misura che stanzia 4 milioni di euro complessivi per il biennio a favore delle micro, piccole e medie imprese del territorio. L'obiettivo è incentivare la sostituzione dei veicoli più inquinanti con mezzi a zero o bassissime emissioni, sostenendo la transizione verso una mobilità sostenibile nel tessuto produttivo lombardo. I contributi a fondo perduto possono raggiungere i 30.000 euro per impresa beneficiaria.
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Beneficiari del bando Rinnova Veicoli Regione Lombardia
Il Bando Rinnova Veicoli 2026-2027 si rivolge a una platea ampia di soggetti economici operanti in Lombardia. Possono accedere alle risorse stanziate dalla Regione le seguenti categorie di beneficiari, purché in regola con i requisiti previsti dalla delibera regionale. Come già accaduto con le precedenti edizioni del Bando Rinnova Veicoli in Lombardia, la misura si conferma uno strumento centrale per accompagnare la transizione ecologica delle realtà produttive del territorio.
- le MPMI con sede operativa in Lombardia iscritte al Registro delle Imprese;
- le imprese sociali iscritte al Registro delle Imprese e al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS);
- gli enti del terzo settore con attività economica iscritti al Repertorio Economico Amministrativo (REA) e al RUNTS.
Veicoli ammessi alla rottamazione e all'acquisto
L'intervento è finalizzato al rinnovo dei veicoli inquinanti circolanti in Lombardia con mezzi a basso impatto emissivo destinati al trasporto di merci e di persone. La misura prevede l'obbligo di radiazione per demolizione di un veicolo della flotta aziendale, con specifiche caratteristiche tecniche.
Sono ammessi alla rottamazione un autoveicolo con alimentazione a benzina e/o a gas fino a Euro 3/III incluso oppure diesel fino a Euro 5/V incluso. Solo nel caso di un veicolo euro 5/V diesel è ammessa anche la radiazione per esportazione all'estero, una flessibilità importante per le imprese con flotte recenti.
Per quanto riguarda l'acquisto del nuovo mezzo, sono ammesse a contributo le spese al netto dell'IVA, anche nella forma del leasing finanziario, per veicoli delle categorie Le, M1, M2, N1, N2 o N3, oppure e-cargo bike, in grado di garantire zero o bassissime emissioni di inquinanti.
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Importi del contributo a fondo perduto
L'importo del contributo a fondo perduto previsto dal bando Rinnova Veicoli Regione Lombardia varia in base a tre parametri principali, che determinano l'entità del sostegno economico riconosciuto a ciascuna impresa beneficiaria del Bando Rinnova Veicoli 2026-2027.
- la categoria del veicolo acquistato (autoveicoli leggeri, pesanti, e-cargo bike);
- la classe emissiva del mezzo rottamato (più inquinante è il veicolo dismesso, maggiore il premio);
- il livello di emissioni prodotte dal nuovo veicolo immesso in circolazione.
Gli importi oscillano tra un minimo di 2.500 euro e un massimo di 30.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria. Ciascun soggetto può presentare fino a 4 domande di contributo a valere sulla presente misura, a fronte dello stesso numero di veicoli rottamati di proprietà dell'impresa stessa, consentendo così un rinnovo significativo delle flotte aziendali.
Modalità di assegnazione e tempistiche del bando Rinnova Veicoli Regione Lombardia
L'assegnazione del contributo avviene sulla base di una procedura valutativa "a sportello" con prenotazione delle risorse, in finestre temporali stabilite nel bando attuativo di successiva emanazione. Le domande verranno esaminate secondo l'ordine cronologico di invio telematico della richiesta, con la formazione di graduatorie temporali che premieranno la tempestività delle imprese.
Per l'assegnazione delle risorse la Regione Lombardia prevede la pubblicazione di un bando attuativo entro novanta giorni dall'approvazione dei criteri. Le imprese interessate devono quindi prepararsi sin da ora raccogliendo la documentazione necessaria e individuando i veicoli da rottamare, per non perdere l'opportunità di accedere ai fondi disponibili.
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Fonte: www.pmi.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Fondi europei a fondo perduto e PNRR: la guida 2026 alle opportunità ancora attive
L'Italia è tra i principali beneficiari delle risorse europee per il ciclo di programmazione 2021-2027 e del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), il pilastro finanziario del PNRR. Per le imprese il perimetro è composito: bandi a gestione diretta della Commissione europea, fondi strutturali a gestione condivisa con Stato e Regioni, misure PNRR ormai in fase di chiusura. Questa guida illustra le tipologie di fondi europei a fondo perduto disponibili nel 2026, le opportunità residue del PNRR e le scadenze operative attive alla data di aggiornamento.
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Fondi europei e PNRR: due binari, regole diverse
I fondi europei e il PNRR rispondono a logiche distinte. I primi attuano la programmazione UE 2021-2027 e resteranno operativi oltre il 2026; il secondo è uno strumento straordinario, vincolato a milestone e scadenze stringenti definite dal Reg. UE 2021/241.
| Caratteristica | Gestione diretta UE | Fondi strutturali (FESR/FSE+) | PNRR |
| Gestore | Commissione europea e agenzie esecutive | Regioni e Ministeri (Autorità di gestione) | Soggetti attuatori italiani (Ministeri, Invitalia, Regioni) |
| Programmazione | 2021-2027 | 2021-2027 | 2021-2026 |
| Lingua dei bandi | Inglese | Italiano | Italiano |
| Modalità di accesso | Funding & Tenders Portal | Bandi regionali/nazionali | Sportelli per misura |
| Cofinanziamento | Variabile (spesso 70-100% per le PMI) | Quote definite per programma | Variabile per misura |
Fondi europei a fondo perduto: tipologie e come accedere
I fondi europei a fondo perduto si dividono in due categorie principali. La gestione diretta prevede che la Commissione europea pubblichi e selezioni le proposte; la gestione condivisa trasferisce le risorse a Stati e Regioni, che le programmano in autonomia attraverso bandi nazionali e regionali.
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Programmi a gestione diretta della Commissione europea
I principali strumenti aperti alle imprese italiane sono:
- EIC Accelerator (European Innovation Council): finanzia startup e PMI ad alto contenuto innovativo con uno schema blended finance — sovvenzione fino a 2,5 milioni di euro per attività di innovazione (TRL 6-8) e investimento diretto in equity (o quasi-equity) tra 1 e 10 milioni di euro tramite l'EIC Fund.
- Single Market Programme – pilastro COSME: bandi su competitività delle PMI, internazionalizzazione e cluster.
- Digital Europe Programme: cinque aree tematiche, dal calcolo ad alte prestazioni alla cybersicurezza all'intelligenza artificiale.
- LIFE Programme: progetti su ambiente, clima ed energia pulita, gestiti da CINEA.
- Creative Europe: settori culturali, audiovisivo e cross-sectoral.
- Erasmus+: oltre alla mobilità formativa, finanzia partenariati per innovazione tra imprese e mondo della formazione.
Fondi strutturali: Programmi Regionali e Nazionali
Le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) alimentano i Programmi Regionali — uno per Regione e Provincia Autonoma — e i Programmi Nazionali tematici (ricerca e innovazione, giovani-donne-lavoro, equità nella salute, scuola, sicurezza, cultura, inclusione, capacità per la coesione, metro plus). Le imprese accedono attraverso bandi pubblicati dalle Autorità di gestione.
Come candidarsi: Funding & Tenders Portal, EU Login e PIC
Per i bandi a gestione diretta è obbligatoria la registrazione sul Funding & Tenders Portal. La procedura prevede:
- creazione di un account EU Login (servizio di autenticazione della Commissione);
- iscrizione dell'organizzazione e ottenimento del Participant Identification Code (PIC), codice univoco a nove cifre;
- compilazione e invio della proposta sul portale, in inglese, entro la deadline pubblicata;
- valutazione da parte di una commissione di esperti indipendenti.
Per i bandi a gestione condivisa la candidatura segue le procedure indicate dal singolo programma regionale o nazionale, su portali Sigeco/Sigesp regionali o sulle piattaforme di Invitalia.
PNRR 2026: opportunità residue e scadenze
Il PNRR italiano vale circa 194,4 miliardi di euro dopo la revisione approvata dal Consiglio europeo nell'aprile 2024, che ha integrato il capitolo REPowerEU. La fase 2025-2026 è quella della rendicontazione e del completamento dei progetti.
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Lo stato dell'arte
Il Regolamento RRF fissa il 31 agosto 2026 come ultima data utile per la richiesta finale di pagamento alla Commissione europea. La scadenza operativa per la chiusura degli interventi è il 30 giugno 2026: entro quella data le opere devono essere completate e i certificati emessi. Le Linee guida operative della Struttura di Missione PNRR del 27 aprile 2026 hanno chiarito che tutte le scadenze T1/2026 sono ricondotte al 30 giugno 2026 (T2), in coerenza con quanto previsto dal D.L. 19/2024 (conv. L. 56/2024) e dal successivo D.L. 19/2026, convertito in legge nell'aprile 2026.
Le finestre di apertura cambiano frequentemente. La tabella seguente riporta lo stato delle principali misure PNRR rivolte alle imprese al 4 maggio 2026.
| Misura | Soggetto attuatore | Tipologia | Stato al 04/05/2026 |
| Transizione 5.0 | MIMIT / GSE | Credito d'imposta green-digital | Risorse esaurite (D.D. 6/11/2025); fase di rendicontazione e conferme GSE in corso (Fonte: mimit.gov.it, agg. 29/04/2026) |
| Contratti di Sviluppo – sportello "Net Zero, Rinnovabili e Batterie" | MIMIT / Invitalia | Finanziamento agevolato + contributo | Sportello chiuso il 21 aprile 2026; in fase di valutazione delle domande presentate (regime CISAF sez. 6, decreto 24/11/2025; sportello aperto dal 19/01/2026) (Fonte: invitalia.it; mimit.gov.it) |
| Smart&Start Italia (componente PNRR) | Invitalia | Finanziamento agevolato a tasso zero | Sportello a sportello permanente attivo; finanzia piani d'impresa tra 100.000 € e 1,5 mln € con finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili (Fonte: invitalia.it) |
| Progetto Cinecittà (M1C3-3.2) | Cinecittà S.p.A.; Fondazione CSC | Investimento concentrato (non a bando aperto) | Soggetti attuatori predefiniti; dotazione 230 mln € (post-revisione) + 28 mln aggiuntivi (Fonte: cinema.cultura.gov.it) |
Tutte le scadenze e le dotazioni residue vanno verificate sui rispettivi portali (mimit.gov.it, invitalia.it, italiadomani.gov.it).
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Finanziamenti agevolati con risorse UE/PNRR
Accanto al fondo perduto puro, diverse misure UE/PNRR combinano sovvenzione e finanziamento agevolato. Lo schema più diffuso è il blended finance: una quota a fondo perduto copre parte del costo del progetto, una seconda quota è erogata come prestito agevolato (a tasso zero o ridotto).
Esempi rilevanti nel 2026:
- EIC Accelerator (gestione diretta UE): grant fino a 2,5 milioni e investimento in equity tra 1 e 10 milioni per startup e PMI deep-tech.
- Smart&Start Italia (PNRR, gestita da Invitalia): finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili per startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese; piani d'impresa finanziabili tra 100.000 e 1.500.000 euro.
- Contratti di Sviluppo – sportello Net Zero, Rinnovabili e Batterie (PNRR, M1C2 Inv. 7 e M2C2 Inv. 5.1): finanziamento agevolato, contributo in conto interessi e contributo diretto alla spesa per programmi industriali; dotazione complessiva di 1.739 milioni di euro. Sportello chiuso il 21 aprile 2026, ora in fase di valutazione delle domande presentate.
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Scadenze operative per i bandi UE e PNRR
Le finestre di partecipazione ai singoli bandi sono soggette a continue variazioni e proroghe. La tabella seguente è pensata come blocco editabile da aggiornare periodicamente.
| Bando / misura | Apertura sportello | Scadenza | Fonte ufficiale |
| Contratti di Sviluppo – Net Zero, Rinnovabili e Batterie (CISAF sez. 6) | 19 gennaio 2026 | Chiuso il 21 aprile 2026 | mimit.gov.it; invitalia.it |
| Transizione 5.0 – conferme GSE e fruizione credito | n/a (sportello chiuso) | 31 agosto 2026 (rendicontazione PNRR) | mimit.gov.it (avviso 29/04/2026) |
| Smart&Start Italia | Sportello permanente | A esaurimento risorse | invitalia.it |
| Bandi gestione diretta UE (Horizon, Digital, LIFE, Creative, EIC) | Calendari pluriennali | Variabili per call | Funding & Tenders Portal |
Perché affidarsi a un esperto come Golden Group
La complessità della finanza agevolata europea richiede competenze su normativa, scrittura di proposte, gestione e rendicontazione. Golden Group opera dal 1996 e mette a disposizione una rete di oltre 150 consulenti d'impresa distribuiti sul territorio nazionale, con esperienza dedicata alla selezione del bando coerente con il progetto, alla redazione del piano e al presidio dell'iter fino alla rendicontazione finale.
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Domande frequenti (FAQ) su fondi europei e PNRR 2026
Quali sono le principali tipologie di fondi europei a fondo perduto disponibili nel 2026?
Sono tre: i programmi a gestione diretta della Commissione europea (EIC Accelerator, Digital Europe, LIFE, Creative Europe, Single Market Programme, Erasmus+); i fondi strutturali a gestione condivisa (FESR e FSE+), che alimentano Programmi Regionali e Nazionali; le misure PNRR in fase finale di attuazione fino al 2026. Ogni tipologia ha logica, tempi e modalità di accesso distinti.
Qual è la differenza tra fondi UE a gestione diretta e a gestione condivisa?
Nei fondi a gestione diretta è la Commissione europea (o le sue agenzie esecutive) a pubblicare i bandi, ricevere le proposte e selezionarle: l'iter è interamente comunitario e in inglese. Nei fondi a gestione condivisa l'Unione trasferisce le risorse a Stati e Regioni, che le programmano e bandiscono secondo regole nazionali, con iter in italiano e procedure dell'autorità di gestione locale.
Una piccola impresa italiana può accedere ai bandi a gestione diretta della Commissione europea?
Sì. Molti programmi a gestione diretta sono pensati o aperti alle PMI: l'EIC Accelerator finanzia startup e scale-up innovative, il Single Market Programme ha un pilastro dedicato alle PMI (COSME), Digital Europe e LIFE finanziano consorzi in cui le PMI partecipano come partner. Sono richieste registrazione sul Funding & Tenders Portal e ottenimento del PIC.
Cos'è il Funding & Tenders Portal e come si usa?
È il portale unico della Commissione europea per i bandi a gestione diretta. Vi si accede con credenziali EU Login. L'organizzazione si registra una sola volta nel Participant Register, ottenendo un Participant Identification Code (PIC) di nove cifre, da richiamare in ogni candidatura. Il portale ospita anche documenti di lavoro, modulistica e gestione contrattuale post-selezione .
Cosa sono FESR e FSE+ e quali progetti finanziano?
Il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) finanzia ricerca e innovazione, digitalizzazione, competitività delle PMI, transizione verde, mobilità sostenibile e sviluppo urbano. Il FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus) sostiene occupazione, formazione, inclusione sociale, lotta alla povertà e politiche per i giovani. Operano nel ciclo 2021-2027 attraverso Programmi Regionali e Nazionali tematici, gestiti da Regioni e Ministeri.
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Quando scade il PNRR e cosa succede dopo giugno 2026?
Il Regolamento RRF fissa al 31 agosto 2026 il termine ultimo per la richiesta di pagamento finale alla Commissione. I progetti devono essere conclusi entro il 30 giugno 2026: dopo tale data non sono ammissibili nuove spese a valere sul Dispositivo. Le Linee guida operative della Struttura di Missione PNRR del 27 aprile 2026 hanno ricondotto tutte le scadenze T1/2026 al 30 giugno (T2). Restano attivi i fondi strutturali 2021-2027 e la programmazione UE 2028-2034 in via di definizione.
Quali misure PNRR sono ancora attive a maggio 2026?
A maggio 2026 la principale misura aperta a sportello permanente è Smart&Start Italia (Invitalia, startup innovative). Restano operativi i bandi del PN Ricerca e Innovazione e del PN Cultura secondo i rispettivi calendari. Transizione 5.0 ha esaurito le risorse a novembre 2025 e si trova in fase di conferme GSE e rendicontazione. Il sportello "Net Zero, Rinnovabili e Batterie" dei Contratti di Sviluppo è stato chiuso il 21 aprile 2026 e si trova in fase di valutazione delle domande presentate.
Cos'è Transizione 5.0 e qual è lo stato della misura nel 2026?
Transizione 5.0 è un credito d'imposta introdotto dall'art. 38 del D.L. 19/2024 a valere su risorse PNRR-REPowerEU. Premia investimenti in beni strumentali 4.0 a condizione che riducano i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, o del 5% del processo interessato. Con D.D. 6 novembre 2025 il MIMIT ha comunicato l'esaurimento delle risorse: lo sportello non accetta nuove prenotazioni; il GSE gestisce le conferme e la fruizione del credito già prenotato.
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È possibile cumulare un fondo europeo con un'altra agevolazione?
Il cumulo è ammesso entro i limiti del singolo bando e del Regolamento UE applicabile in materia di aiuti di Stato (es. art. 8 del Regolamento generale di esenzione GBER 651/2014). Non è ammesso il doppio finanziamento delle stesse spese con risorse UE diverse. Ogni bando contiene una clausola di cumulabilità da verificare caso per caso, anche con riferimento al regime de minimis.
Cos'è il regime de minimis e come incide sui bandi UE?
Il regime de minimis consente di concedere aiuti di importo limitato a un'impresa senza notifica preventiva alla Commissione. Il Regolamento UE 2023/2831, in vigore dal 1° gennaio 2024 e applicabile fino al 31 dicembre 2030, fissa il massimale a 300.000 euro per impresa unica nell'arco di tre anni, calcolati come ultimi 36 mesi (365 giorni × 3) e non più come tre esercizi finanziari. Molti bandi a fondo perduto operano in de minimis perché semplifica la concessione: l'impresa deve monitorare il proprio plafond residuo.
Cos'è il PIC e come si ottiene?
Il Participant Identification Code (PIC) è un codice univoco di nove cifre che identifica un'organizzazione registrata sul Funding & Tenders Portal. Si ottiene gratuitamente registrando l'ente nel Participant Register, fornendo dati anagrafici e legali (sede, partita IVA, atto costitutivo). Il PIC viene poi citato in tutte le candidature e nei contratti di finanziamento.
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Quali documenti servono per candidarsi a un bando europeo?
Per la registrazione iniziale serve la documentazione legale dell'organizzazione (atto costitutivo, statuto, bilanci, dati del legale rappresentante). Per la singola proposta sono richiesti, in genere: descrizione del progetto (Part B), piano economico, dichiarazioni di ammissibilità e capacità finanziaria, lettere di sostegno dei partner, curriculum del team. La documentazione precisa è specificata in ogni call for proposals.
I fondi europei prevedono maggiorazioni per le imprese del Mezzogiorno?
Sì. La Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, approvata dalla Commissione europea, riconosce intensità di aiuto più elevate negli investimenti effettuati nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Marche, Umbria). Le maggiorazioni operano su molti bandi cofinanziati con risorse FESR e PNRR.
Esistono fondi europei specifici per startup innovative?
Sì. A livello UE l'EIC Accelerator finanzia startup e PMI ad alto potenziale tecnologico con grant fino a 2,5 milioni e investimenti in equity tra 1 e 10 milioni tramite l'EIC Fund. A livello nazionale Smart&Start Italia (Invitalia) sostiene le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese con un finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili su piani d'impresa compresi tra 100.000 e 1.500.000 euro.
Cosa succede se un progetto PNRR non viene completato entro la scadenza?
Le spese sostenute dopo il 30 giugno 2026 non sono rendicontabili sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza, e dopo il 31 agosto 2026 non saranno più accettate integrazioni. Per i progetti non conclusi entro il termine sono possibili tre scenari: definanziamento integrale, riconversione su altri programmi (fondi strutturali 2021-2027 o nazionali) ove ammissibile, prosecuzione a totale carico del beneficiario. La scelta dipende dalle decisioni del soggetto attuatore

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Codice tributo 7079: novità per gli esodati Transizione 5.0
Con la Risoluzione n. 16/E del 23 aprile 2026, l'Agenzia delle Entrate ha ridenominato il codice tributo "7079", istituito appena una settimana prima con la Risoluzione 14/E del 16 aprile 2026. Si tratta dello strumento operativo che permette alle 7.417 imprese 'esodate' del Piano Transizione 5.0 di utilizzare in compensazione il credito d'imposta riconosciuto dall'art. 8 del DL 27 marzo 2026, n. 38 (DL Fiscale), come modificato dal DL 3 aprile 2026 n. 42 (Decreto 'carburanti bis').
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La novità: eliminato il riferimento "Transizione 5.0"
Con la Risoluzione 16/E del 23 aprile 2026, il codice tributo "7079" cambia denominazione. In particolare:
- Vecchia denominazione: "Credito d'imposta - Transizione 5.0 - Articolo 8, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38".
- Nuova denominazione: "Credito d'imposta - Articolo 8, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38".
In sostanza, viene eliminato il riferimento al Piano Transizione 5.0, mantenendo soltanto il rimando normativo all'articolo 8 del decreto-legge che ha introdotto l'agevolazione per gli 'esodati'.
Il credito d'imposta per gli 'esodati' del Piano Transizione 5.0
Come stabilito dall'art. 8 del DL 27 marzo 2026, n. 38, il credito d'imposta è destinato alle 7.417 imprese 'esodate' del Piano Transizione 5.0, ovvero quelle che avevano inviato comunicazioni preventive dal 7 fino al 27 novembre 2025 senza riuscire ad accedere alla misura originaria. Per un approfondimento sul percorso normativo, rimandiamo al nostro articolo sugli esodati Transizione 5.0 e l'aumento del credito d'imposta all'89,77%.
L'agevolazione è pari all'89,77% dell'ammontare del credito d'imposta richiesto con le comunicazioni preventive, in relazione a:
- investimenti relativi agli allegati A e B alla L. 232/2016 (beni materiali e immateriali 4.0);
- spese di formazione del personale.
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Come utilizzare il credito in compensazione tramite modello F24
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, da presentare entro il 31 dicembre 2026. In sede di compilazione del modello di pagamento F24, il codice "7079" deve essere esposto:
- nella sezione "Erario", in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a credito compensati";
- oppure, in caso di riversamento dell'agevolazione, nella colonna "importi a debito versati".
Il campo "anno di riferimento" va valorizzato con l'anno di completamento dell'investimento, nel formato "AAAA", come indicato nel cassetto fiscale.
Il ruolo del GSE e i controlli dell'Agenzia delle Entrate
Il GSE trasmette all'Agenzia delle Entrate l'elenco delle imprese beneficiarie, l'importo del credito concesso e le eventuali variazioni. Sulla base di queste informazioni, ciascun beneficiario può verificare, tramite il proprio cassetto fiscale, l'ammontare del credito effettivamente fruibile in compensazione.
In fase di elaborazione dei modelli F24, l'Agenzia delle Entrate verifica che il contribuente compaia nell'elenco dei beneficiari trasmesso dal GSE e che l'importo compensato non superi quello autorizzato. In caso contrario, il modello F24 viene scartato, tenendo conto anche delle eventuali rettifiche comunicate successivamente dal Gestore.
Le scadenze da ricordare per usare il credito d'imposta Transizione 5.0
- 30 aprile 2026: termine entro cui il GSE comunica ai soggetti interessati il credito d'imposta utilizzabile, secondo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 8 del DL Fiscale.
- 31 dicembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello F24 con il nuovo codice tributo "7079".
Per restare aggiornati anche sulle altre opportunità rivolte alle imprese, segnaliamo la panoramica sui migliori bandi regionali e nazionali del momento.
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Fonte: Risoluzione Agenzia delle Entrate 16/E del 23 aprile 2026 e Risoluzione n. 14/E del 16 aprile 2026.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando Isi: nuovi strumenti informativi Inail a supporto delle imprese
L’Inail ha pubblicato una nuova sezione dedicata al Bando Isi: uno strumento informativo pensato per accompagnare le imprese lungo l'intero percorso di partecipazione alla misura. La nuova area online raccoglie risorse operative, esempi pratici e indicazioni utili per orientarsi tra requisiti, criteri e tipologie di intervento ammissibili, con l'obiettivo di facilitare l'accesso al contributo e migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L'iniziativa rappresenta un supporto concreto per tutte le aziende italiane interessate a presentare un progetto di investimento in materia di sicurezza, offrendo una guida ragionata e strumenti operativi gratuiti che semplificano la comprensione delle regole della procedura di finanziamento.
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Cosa contiene la nuova sezione informativa Inail
La nuova area pubblicata sul portale Inail è stata progettata per fornire alle imprese informazioni chiare, materiali didattici e strumenti pratici in vista della partecipazione al Bando Isi. La sezione raggruppa contenuti pensati per supportare i partecipanti nella procedura di finanziamento, nella comprensione dei criteri e dei requisiti di accesso e nell'individuazione di soluzioni innovative finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Tra i contenuti disponibili figurano in particolare:
- video tutorial che illustrano passo passo le diverse fasi della procedura di finanziamento;
- Casi tipo, ovvero esempi pratici di progetti ammessi e realizzati nelle precedenti edizioni del bando;
- schede tecniche suddivise per settore economico, attività di impresa e profili di rischio, utili per orientare le scelte di investimento.
L'accesso a questi materiali è libero ed è consultabile direttamente sul portale Inail al link ufficiale https://www.inail.it/portale/prevenzione-e-sicurezza/it/focus/bando-isi---strumenti-informativi.html.
Video tutorial e Casi tipo: strumenti pratici per le imprese
Una delle componenti più rilevanti della nuova sezione è rappresentata dai video tutorial, che accompagnano le imprese attraverso le varie fasi della procedura di finanziamento. Si tratta di contenuti pensati per rendere più immediata la comprensione di passaggi tecnici e amministrativi che, in occasione delle precedenti edizioni, hanno spesso richiesto un'attenta preparazione da parte dei partecipanti.
Accanto ai tutorial, i Casi tipo offrono una panoramica concreta dei progetti già ammessi e realizzati. Le schede sono suddivise per settore economico, attività di impresa e profili di rischio: questa classificazione consente alle aziende di individuare rapidamente esempi affini alla propria realtà produttiva e di trarre spunto per definire un progetto coerente con le esigenze di sicurezza del proprio contesto lavorativo.
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Come utilizzare gli strumenti informativi del Bando Isi
La nuova sezione informativa rappresenta un punto di partenza prezioso per le imprese che desiderano valutare in modo consapevole la propria partecipazione al Bando Isi. L'utilizzo combinato di video tutorial, schede tecniche e Casi tipo consente di acquisire una visione complessiva sia degli aspetti procedurali sia delle scelte strategiche legate al progetto.
Per ottenere il massimo beneficio dagli strumenti messi a disposizione da Inail, è utile seguire un approccio strutturato:
- analizzare in via preliminare i propri profili di rischio, individuando il settore di appartenenza e la tipologia di intervento più coerente;
- consultare i Casi tipo del corrispondente Asse di finanziamento, per orientare le scelte di investimento;
- seguire i video tutorial per familiarizzare con la procedura informatica e con gli adempimenti previsti.
Un percorso di approfondimento di questo tipo, affiancato da una consulenza specialistica, consente di affrontare con maggiore sicurezza il processo di candidatura e di valorizzare al massimo le opportunità offerte dalla misura. Per restare aggiornati sulle prossime scadenze è possibile leggere l'approfondimento dedicato a date e scadenze del Bando ISI INAIL, che riepiloga il calendario aggiornato della misura.
La pubblicazione della nuova sezione conferma l'attenzione di Inail al supporto operativo delle imprese italiane, offrendo strumenti chiari e strutturati che possono fare la differenza nella qualità dei progetti presentati e, di conseguenza, nella possibilità di accedere effettivamente al contributo per il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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Fonte: Inail

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Sardegna: 100 milioni di euro per tecnologie STEP e investimenti produttivi
La Regione Sardegna mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere programmi di investimento produttivo nei settori delle tecnologie digitali, deep tech, biotecnologie e tecnologie pulite. L'obiettivo della misura è ridurre le dipendenze strategiche del territorio e rafforzare le filiere produttive più rilevanti per la transizione green e digitale, in coerenza con la piattaforma europea STEP (Strategic Technologies for Europe Platform).
L'avviso si rivolge a imprese di ogni dimensione e ad aggregazioni stabili già costituite, con dotazioni finanziarie significative e tempistiche operative ben definite. Si tratta di una delle misure più rilevanti del 2026 per chi opera nei settori ad alta intensità tecnologica e si inserisce nel più ampio panorama dei bandi regionali e nazionali per imprese di aprile 2026.
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Settori target e finalità degli interventi
Gli interventi finanziati devono essere finalizzati allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie critiche, oppure alla salvaguardia e al rafforzamento delle relative catene del valore. La cornice di riferimento è quella delle traiettorie europee della transizione green e digitale, in linea con gli obiettivi del Regolamento STEP.
I settori tecnologici considerati strategici sono i seguenti:
- Tecnologie digitali (intelligenza artificiale, cloud, semiconduttori, cybersecurity)
- Deep tech (tecnologie avanzate ad alto contenuto scientifico e di ricerca)
- Biotecnologie applicate a salute, agricoltura e ambiente
- Clean tech e tecnologie pulite per la transizione energetica
Le proposte devono prevedere un Piano di Investimenti Produttivi che, oltre agli investimenti materiali e immateriali, può includere anche interventi complementari su competenze, ricerca e consulenza specialistica.
Nello specifico, il Piano può comprendere:
- Investimenti materiali e immateriali in macchinari, impianti, software e brevetti
- Interventi per lo sviluppo delle competenze del personale aziendale
- Attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale
- Servizi di consulenza specialistica, riservati esclusivamente alle PMI
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Beneficiari ammessi al bando Sardegna STEP
Possono presentare domanda per il bando Sardegna STEP imprese di grande, media e piccola dimensione, in forma singola oppure attraverso aggregazioni stabili di imprese già costituite alla data di presentazione della proposta. Il bando si conferma quindi inclusivo, intercettando tanto le grandi realtà industriali quanto le PMI innovative del territorio sardo.
L'apertura a tutte le dimensioni aziendali consente di stimolare progetti complessi e filiere integrate, dove PMI e grandi imprese possono cooperare su tecnologie critiche e processi produttivi avanzati. Questo approccio si allinea ad altre misure regionali dedicate alle realtà innovative, come il bando Sardegna per imprese innovative già attivo sul territorio.
Spese ammissibili al bando STEP Sardegna
La dimensione finanziaria complessiva di ciascuna proposta deve essere compresa tra 1.500.000 euro e 25.000.000 euro. Si tratta quindi di investimenti di taglio medio-grande, pensati per produrre un impatto industriale rilevante e duraturo sul tessuto economico regionale.
Sul piano temporale, gli interventi devono essere conclusi entro 42 mesi dalla stipula del Contratto di Investimento e, in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2030. Le imprese devono quindi pianificare con attenzione cronoprogramma, milestone tecniche e tempistiche di rendicontazione.
Condizioni del contributo e intensità dell'aiuto
Il sostegno viene concesso attraverso una combinazione di sovvenzione a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Questa formula consente di alleggerire il fabbisogno finanziario delle imprese e, al tempo stesso, di garantire una leva pubblica significativa sugli investimenti privati.
L’intensità dell'aiuto dipende sia dalla dimensione dell'impresa beneficiaria sia dalla localizzazione dell'investimento sul territorio. Le PMI e le aree con maggiori esigenze di sviluppo accedono in genere a percentuali di agevolazione più elevate, in coerenza con la disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Come fare domanda per il bando Sardegna STEP
Le domande di partecipazione al bando Sardegna STEP devono essere presentate esclusivamente per via telematica dalle ore 12:00 dell'11 maggio 2026 alle ore 12:00 del 13 luglio 2026. La finestra di presentazione è quindi piuttosto ampia, ma richiede una preparazione accurata della documentazione tecnica ed economica.
La selezione delle proposte avviene tramite procedura valutativo-negoziale a graduatoria: i progetti vengono valutati sulla base di criteri qualitativi, tecnici e di impatto, e successivamente negoziati con l'amministrazione regionale. Il bando Sardegna si configura quindi come uno strumento competitivo, in cui la qualità progettuale fa la differenza.
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Fonte: www.sardegnaprogrammazione.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





