Regione Sardegna: 100 milioni di euro per tecnologie STEP e investimenti produttivi
La Regione Sardegna mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere programmi di investimento produttivo nei settori delle tecnologie digitali, deep tech, biotecnologie e tecnologie pulite. L'obiettivo della misura è ridurre le dipendenze strategiche del territorio e rafforzare le filiere produttive più rilevanti per la transizione green e digitale, in coerenza con la piattaforma europea STEP (Strategic Technologies for Europe Platform).
L'avviso si rivolge a imprese di ogni dimensione e ad aggregazioni stabili già costituite, con dotazioni finanziarie significative e tempistiche operative ben definite. Si tratta di una delle misure più rilevanti del 2026 per chi opera nei settori ad alta intensità tecnologica e si inserisce nel più ampio panorama dei bandi regionali e nazionali per imprese di aprile 2026.
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Settori target e finalità degli interventi
Gli interventi finanziati devono essere finalizzati allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie critiche, oppure alla salvaguardia e al rafforzamento delle relative catene del valore. La cornice di riferimento è quella delle traiettorie europee della transizione green e digitale, in linea con gli obiettivi del Regolamento STEP.
I settori tecnologici considerati strategici sono i seguenti:
- Tecnologie digitali (intelligenza artificiale, cloud, semiconduttori, cybersecurity)
- Deep tech (tecnologie avanzate ad alto contenuto scientifico e di ricerca)
- Biotecnologie applicate a salute, agricoltura e ambiente
- Clean tech e tecnologie pulite per la transizione energetica
Le proposte devono prevedere un Piano di Investimenti Produttivi che, oltre agli investimenti materiali e immateriali, può includere anche interventi complementari su competenze, ricerca e consulenza specialistica.
Nello specifico, il Piano può comprendere:
- Investimenti materiali e immateriali in macchinari, impianti, software e brevetti
- Interventi per lo sviluppo delle competenze del personale aziendale
- Attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale
- Servizi di consulenza specialistica, riservati esclusivamente alle PMI
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Beneficiari ammessi al bando Sardegna STEP
Possono presentare domanda per il bando Sardegna STEP imprese di grande, media e piccola dimensione, in forma singola oppure attraverso aggregazioni stabili di imprese già costituite alla data di presentazione della proposta. Il bando si conferma quindi inclusivo, intercettando tanto le grandi realtà industriali quanto le PMI innovative del territorio sardo.
L'apertura a tutte le dimensioni aziendali consente di stimolare progetti complessi e filiere integrate, dove PMI e grandi imprese possono cooperare su tecnologie critiche e processi produttivi avanzati. Questo approccio si allinea ad altre misure regionali dedicate alle realtà innovative, come il bando Sardegna per imprese innovative già attivo sul territorio.
Spese ammissibili al bando STEP Sardegna
La dimensione finanziaria complessiva di ciascuna proposta deve essere compresa tra 1.500.000 euro e 25.000.000 euro. Si tratta quindi di investimenti di taglio medio-grande, pensati per produrre un impatto industriale rilevante e duraturo sul tessuto economico regionale.
Sul piano temporale, gli interventi devono essere conclusi entro 42 mesi dalla stipula del Contratto di Investimento e, in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2030. Le imprese devono quindi pianificare con attenzione cronoprogramma, milestone tecniche e tempistiche di rendicontazione.
Condizioni del contributo e intensità dell'aiuto
Il sostegno viene concesso attraverso una combinazione di sovvenzione a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Questa formula consente di alleggerire il fabbisogno finanziario delle imprese e, al tempo stesso, di garantire una leva pubblica significativa sugli investimenti privati.
L’intensità dell'aiuto dipende sia dalla dimensione dell'impresa beneficiaria sia dalla localizzazione dell'investimento sul territorio. Le PMI e le aree con maggiori esigenze di sviluppo accedono in genere a percentuali di agevolazione più elevate, in coerenza con la disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Come fare domanda per il bando Sardegna STEP
Le domande di partecipazione al bando Sardegna STEP devono essere presentate esclusivamente per via telematica dalle ore 12:00 dell'11 maggio 2026 alle ore 12:00 del 13 luglio 2026. La finestra di presentazione è quindi piuttosto ampia, ma richiede una preparazione accurata della documentazione tecnica ed economica.
La selezione delle proposte avviene tramite procedura valutativo-negoziale a graduatoria: i progetti vengono valutati sulla base di criteri qualitativi, tecnici e di impatto, e successivamente negoziati con l'amministrazione regionale. Il bando Sardegna si configura quindi come uno strumento competitivo, in cui la qualità progettuale fa la differenza.
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Fonte: www.sardegnaprogrammazione.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Sicilia 2026: attive le prime 2 misure della Legge di Stabilità Regionale
Irfis-FinSicilia ha pubblicato i primi due avvisi del pacchetto incentivi 2026 della Regione Sicilia, dando concreta attuazione agli articoli 1 e 2 della legge di stabilità regionale 2026-28. Si tratta di 200 milioni di euro complessivi, parte di un piano più ampio da 239 milioni articolato in sei linee di intervento, pensato per sostenere occupazione stabile, nuovi investimenti e competitività del tessuto produttivo isolano.
Le due misure si rivolgono alle imprese private con almeno un'unità produttiva in Sicilia e prevedono contributi calcolati in percentuale sul costo annuale del personale, con percentuali maggiorate per le aziende che investono in welfare, sostenibilità e inclusione. Per un quadro più ampio sulle opportunità aperte sull'Isola e sulle modalità di accesso ai fondi regionali è utile consultare anche la guida dedicata ai migliori bandi regionali del momento.
Incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato: 150 milioni di euro
La misura cardine del pacchetto stanzia 150 milioni di euro per le imprese che effettuano assunzioni a tempo indeterminato a decorrere dal 9 gennaio 2026, data di pubblicazione della legge finanziaria regionale. L'obiettivo dichiarato è quello di promuovere l'occupazione stabile, ridurre la precarietà e rafforzare il reddito delle famiglie siciliane, con effetti positivi attesi anche sulla domanda interna e sulla fiducia delle imprese.
Il contributo riconosciuto può arrivare fino al 10% del costo annuale del personale assunto, con una maggiorazione fino al 15% per le aziende che adottano strumenti di welfare aziendale, applicano criteri Esg, investono in sicurezza sul lavoro o riducono l'orario settimanale a 35 ore a parità di salario. La quota maggiorata si applica inoltre alle assunzioni di donne e di over 50 disoccupati da almeno due anni, con una particolare attenzione ai segmenti più fragili del mercato del lavoro.
Le finestre temporali per la presentazione dell'istanza di contributo sono state così articolate:
- per l'esercizio 2026: dal 7 maggio 2026 ore 12:00 al 31 dicembre 2026 ore 12:00
- per l'esercizio 2027: dal 4 gennaio 2027 ore 12:00 al 31 dicembre 2027 ore 12:00
- per l'esercizio 2028: dal 3 gennaio 2028 ore 12:00 al 29 dicembre 2028 ore 12:00
Incentivi per le assunzioni connesse a progetti di investimento iniziale: 50 milioni di euro
La seconda misura destina 50 milioni di euro alle aziende che avviano in Sicilia nuovi progetti di investimento iniziale. L'intervento mira a sostenere programmi di crescita e ammodernamento del sistema produttivo, con un'attenzione particolare a innovazione, competitività e sviluppo dimensionale delle imprese, in linea con le strategie di rilancio del Mezzogiorno.
In questo caso il contributo, sempre fino al 10% del costo del lavoro, è calcolato sui costi salariali dei nuovi posti di lavoro creati grazie al programma di investimento, in un arco temporale di due anni. Si tratta di una leva utile a coniugare crescita produttiva e generazione di occupazione qualificata, in un'ottica di sviluppo strutturale del territorio.
Le scadenze per la presentazione delle domande sono così definite:
- per l'esercizio 2026: dal 21 maggio 2026 ore 12:00 al 31 dicembre 2026 ore 12:00
- per l'esercizio 2027: dal 4 gennaio 2027 ore 12:00 al 31 dicembre 2027 ore 12:00
- per l'esercizio 2028: dal 3 gennaio 2028 ore 12:00 al 29 dicembre 2028 ore 12:00
South working: misura in arrivo per riportare in Sicilia i lavoratori da remoto
È già stata annunciata l'attivazione (nelle prossime settimane) della misura collegata all'Articolo 3 del pacchetto di incentivi, dedicato al South working, che stanzia 18 milioni di euro per favorire l'attrazione e il rientro in Sicilia di lavoratori da remoto. L'obiettivo è duplice: arricchire il capitale umano locale e rafforzare la vitalità economica dei territori, agendo su un fenomeno che negli ultimi anni ha ridisegnato le geografie del lavoro qualificato.
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Fonte: Irfis-FinSicilia - www.irfis.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Esodati Transizione 5.0: con il DL 'carburanti bis' il credito d'imposta sale dal 35% all'89,77%
Una svolta importante per le 7.417 imprese rimaste escluse dal Piano Transizione 5.0: il DL 3 aprile 2026 n. 42, noto come decreto 'carburanti bis' e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78, modifica l'articolo 8 del DL 27 marzo 2026 n. 38 (DL fiscale) portando il credito d'imposta riconosciuto agli 'esodati' dal 35% all'89,77% dell'importo richiesto. Una correzione attesa da migliaia di aziende che, pur avendo presentato comunicazioni preventive nei termini, erano rimaste senza copertura per esaurimento delle risorse stanziate.
Cosa cambia per le imprese esodate: dal 35% all'89,77%
Il nuovo credito d'imposta è ora previsto in misura pari all'89,77% dell'ammontare richiesto con le comunicazioni preventive trasmesse dal 7 al 27 novembre 2025. Il beneficio si applica con riferimento agli investimenti relativi agli allegati A e B alla L. 232/2016 e alle spese di formazione del personale. Rispetto alla prima versione del decreto fiscale, viene meno il riferimento alle spese sostenute per adempiere agli obblighi di certificazione, che trovano ora una disciplina specifica e separata. Per un quadro completo delle misure dedicate alle imprese escluse, è utile consultare l'approfondimento su Transizione 5.0 e i 1,5 miliardi annunciati per gli esodati.
Risorse finanziarie: 1.302,3 milioni di euro per il 2026
Il nuovo credito d'imposta spetta nel limite di spesa di 1.302,3 milioni di euro per l'anno 2026, a valere sulle risorse previste dall'art. 1, comma 770, della Legge di Bilancio. Si tratta di un forte incremento rispetto ai 537 milioni di euro inizialmente stanziati, una scelta che testimonia l'attenzione del legislatore verso le imprese rimaste fuori dalla copertura iniziale.
Tempistiche e modalità di fruizione
Il comma 2 dell'art. 8 del DL fiscale non viene modificato, pertanto restano fermi i passaggi operativi già delineati. In particolare:
- entro il 30 aprile 2026 il GSE comunicherà ai soggetti interessati il credito d'imposta utilizzabile;
- la fruizione avverrà in un'unica quota tramite presentazione del modello F24;
- l'utilizzo è ammesso decorsi 5 giorni dalla comunicazione del credito utilizzabile;
- il termine ultimo per la presentazione dell'F24 è il 31 dicembre 2026.
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Il nuovo contributo ad hoc per autoproduzione e certificazioni
Una delle principali novità introdotte dal DL 42/2026 è il nuovo comma 3-bis all'art. 8 del DL 38/2026, che riconosce alle imprese esodate un contributo ad hoc concesso in proporzione alle spese risultanti dalle comunicazioni preventive sostenute per due specifiche tipologie di intervento:
- investimenti in impianti finalizzati all'autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, comprese le spese per i sistemi di accumulo dell'energia prodotta, nel rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm);
- certificazioni relative alla documentazione contabile e quelle necessarie alla dimostrazione della riduzione dei consumi energetici e della conformità al principio DNSH, rilasciate da soggetti abilitati.
Il contributo non può eccedere, per ciascuna istanza, l'ammontare del credito d'imposta richiesto con le comunicazioni preventive per le medesime spese. Per un quadro più ampio sulle misure a sostegno dell'autoproduzione energetica delle imprese, è disponibile la guida agli incentivi MIMIT 2025 per l'autoproduzione di energia rinnovabile.
Limiti di spesa pluriennali e modalità di erogazione
Il contributo ad hoc opera entro precisi limiti di stanziamento pluriennale:
- 57,7 milioni di euro per l'anno 2026;
- 80 milioni di euro per l'anno 2027;
- 60 milioni di euro per l'anno 2028.
All'erogazione del contributo provvede il MIMIT sulla base delle informazioni fornite dal GSE in relazione alle spese effettivamente sostenute, secondo le modalità individuate con apposito decreto ministeriale. Le disposizioni si applicano nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, garantendo così la piena compatibilità del beneficio con il quadro comunitario.
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Copertura complessiva: 4,25 miliardi spesi dallo Stato
Con le modifiche introdotte dal DL 42/2026, la somma complessivamente spesa dallo Stato per il Piano della transizione digitale ed ecologica sale a 4,25 miliardi di euro, a fronte dei 4,40 miliardi che sarebbero stati necessari per una copertura completa al 100% delle richieste. Un risultato che, pur non azzerando completamente il gap, riduce sensibilmente lo scarto tra fabbisogno e risorse, dando una risposta concreta alle imprese che avevano regolarmente avviato i propri progetti di innovazione.
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Fonte: Eutekne

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Credito d'imposta ZES Unica Agricoltura esteso a Marche e Umbria: cosa cambia per le imprese del settore
Il Credito d'imposta ZES Agricoltura 2026 è stato esteso anche alle imprese agricole, della pesca e dell'itticoltura delle Regioni Marche e Umbria. La novità, attesa da mesi dagli operatori del settore, arriva grazie all'aggiornamento dei modelli dichiarativi predisposti dall'Agenzia delle Entrate in raccordo con i Ministeri competenti, evitando così la necessità di nuovi interventi normativi. Si tratta di un'opportunità rilevante per le aziende agricole e ittiche dei due territori, finora escluse dalla misura prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, artt. 462-466).
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Quadro normativo: la proroga della Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha previsto, agli articoli 462-466, la proroga del credito d'imposta ZES Unica Agricoltura per l'anno in corso. La norma, tuttavia, non contemplava espressamente le Regioni Marche e Umbria fra i territori beneficiari, a differenza di quanto stabilito per il Credito d'imposta ZES Unica 2026-2028, per cui l'estensione era invece prevista in modo esplicito. La situazione ha generato incertezza fra gli operatori dei due territori, che si vedevano esclusi pur in presenza delle medesime esigenze produttive del Mezzogiorno.
Beneficiari della misura
Possono accedere al credito d'imposta le seguenti categorie di soggetti operanti nelle Marche e in Umbria, oltre alle Regioni del Mezzogiorno già incluse:
- Imprese agricole che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive
- Imprese della pesca marittima e nelle acque interne
- Imprese dell'itticoltura e dell'acquacoltura
- Micro, piccole e medie imprese dei comparti agricolo, forestale e ittico
Come è stata risolta la questione: aggiornamento dei modelli
L'inclusione delle imprese marchigiane e umbre è stata resa possibile grazie all'aggiornamento dei modelli predisposti dall'Agenzia delle Entrate, realizzato in raccordo con i Ministeri competenti. La questione si è quindi risolta in via puramente amministrativa, senza la necessità di ulteriori passaggi normativi. Un esito positivo che consente alle aziende dei due territori di presentare la comunicazione secondo le tempistiche e modalità già previste dalla disciplina nazionale.
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Modalità operative: comunicazione e comunicazione integrativa
Per accedere all'agevolazione le imprese devono trasmettere all'Agenzia delle Entrate la comunicazione prevista, utilizzando i modelli aggiornati che ora includono anche Marche e Umbria. È inoltre disponibile la comunicazione integrativa, utile per rettificare o integrare i dati già trasmessi. Per approfondire scadenze e adempimenti operativi è utile consultare le indicazioni sui modelli per la richiesta del credito d'imposta ZES, che illustrano nel dettaglio la procedura. In allegato ai provvedimenti dell'Agenzia sono disponibili i modelli e le istruzioni aggiornati.
Cosa cambia per le imprese di Marche e Umbria
L'estensione del Credito d'imposta ZES Agricoltura 2026 alle due Regioni rappresenta un'opportunità significativa per il tessuto produttivo locale. Le aziende potranno pianificare nuovi investimenti in beni strumentali, ammodernamento degli impianti, macchinari e infrastrutture produttive, beneficiando di un contributo che incide concretamente sui costi sostenuti. Il provvedimento conferma l'attenzione delle istituzioni verso il comparto primario e verso territori che, pur non rientrando tradizionalmente nel perimetro del Mezzogiorno, presentano comunque esigenze di sviluppo e competitività.
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Fonte: www.regione.marche.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Cultura Cresce: incentivi per le imprese culturali del Mezzogiorno
La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha lanciato l’avviso pubblico Cultura Cresce, un importante incentivo per le imprese culturali e creative del Mezzogiorno. Con una dotazione finanziaria di 151.710.000,00 euro, l’iniziativa si inserisce nel Programma Nazionale Cultura 2021-2027 e mira a sostenere le micro, piccole e medie imprese nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La misura è gestita da Invitalia.
Chi può partecipare al bando Cultura Cresce
L’intervento è stato pensato per assicurare il rafforzamento delle imprese culturali e creative esistenti, incoraggiarne di nuove e promuovere la creazione di nuova occupazione. L’obiettivo è stimolare nel tempo un mercato culturale e creativo più solido, supportando nuovi progetti, prodotti e iniziative. L’efficacia della misura sarà valutata attraverso specifici indicatori, come il numero di posti di lavoro creati, l’aumento del fatturato delle imprese beneficiarie e il numero di imprese sostenute tramite sovvenzioni.
Le linee di intervento di Cultura Cresce
Il bando Cultura Cresce si articola in tre diverse linee di intervento, pensate per rispondere a esigenze specifiche all’interno della filiera culturale e creativa. I progetti imprenditoriali devono rientrare in una delle seguenti categorie:
- Capo A – Consolidamento: dedicato alle imprese costituite da oltre cinque anni (incluse le imprese sociali) che operano nel settore culturale e creativo, supportandone la crescita e il posizionamento competitivo.
- Capo B – Nuove imprese: rivolto ai team di persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa e alle imprese costituite da non oltre cinque anni che svolgono attività culturali e creative.
- Capo C – Terzo Settore: destinato a imprese sociali, soggetti del Terzo Settore, associazioni e fondazioni costituiti da almeno due anni che svolgono attività economica nelle filiere culturali e creative.
Settori ammissibili
I progetti devono rientrare in una delle seguenti filiere culturali e creative:
- Musica
- Audiovisivo (film/cinema, televisione, videogiochi, software, multimedia, radio)
- Teatro, danza e arti performative
- Patrimonio culturale materiale e immateriale (archivi, biblioteche, musei)
- Arti visive e fotografia
- Architettura e design
- Letteratura ed editoria
- Moda e artigianato artistico
Progetti e investimenti finanziabili
I progetti presentati devono prevedere investimenti e capitale circolante di importo non superiore a 2,5 milioni di euro per i Capi A e B, oppure non superiore a 500.000 euro per il Capo C. Le iniziative devono essere localizzate nelle sette regioni del Mezzogiorno individuate dall’avviso e realizzate entro 24 mesi dalla data del contratto di finanziamento. Per altre opportunità rivolte alle imprese del Sud, consulta la nostra guida a Resto al Sud 2.0 e la selezione di altri bandi nazionali aggiornata mensilmente.
Gli investimenti finanziabili devono rientrare in una di queste tipologie:
- acquisizione di mezzi di produzione e insediamento di nuove attività nell’ambito culturale-creativo;
- sviluppo di nuovi processi, prodotti e servizi che connettono il territorio con la produzione culturale;
- innovazione organizzativa per favorire occupazione di qualità.
In generale, i progetti devono favorire l’incremento di fatturato, la creazione di nuova occupazione e l’inclusione sociale di giovani e donne.
Spese ammissibili al bando Cultura Cresce
Sono ammissibili gli investimenti in impianti, macchinari, opere murarie (entro il limite massimo del 20%), beni pluriennali e consulenze specialistiche. È inoltre agevolabile il capitale circolante fino al 20% degli investimenti ammessi, comprendendo materie prime, utenze, canoni di locazione, servizi, personale e fideiussioni.
Le agevolazioni previste
Cultura Cresce prevede un finanziamento complessivo fino all’80% delle spese ammissibili, con una quota a fondo perduto e una quota di finanziamento agevolato a tasso zero, modulate in base al Capo:
- Capo A – Consolidamento: finanziamento fino all’80% su progetti fino a 2,5 milioni di euro, di cui 30% a fondo perduto e 50% di finanziamento a tasso zero della durata di 10 anni. Rispetta i limiti dell’articolo 53 del Regolamento GBER.
- Capo B – Nuove imprese: finanziamento fino all’80% su progetti fino a 2,5 milioni di euro, di cui 30% a fondo perduto e 50% di finanziamento a tasso zero della durata di 10 anni. Rispetta i limiti dell’articolo 22 del Regolamento GBER e/o del Regolamento de minimis.
- Capo C – Terzo Settore: finanziamento fino all’80% su progetti fino a 500.000 euro, di cui 40% a fondo perduto e 40% di finanziamento a tasso zero della durata di 10 anni. Rispetta i limiti del Regolamento de minimis.
A supporto dei beneficiari è previsto anche un servizio di tutoring fino a 10.000 euro (in regime de minimis), erogato in modalità telematica o in presenza.
Come presentare la domanda per il bando Cultura Cresce
Le domande per accedere al bando Cultura Cresce possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 10 dicembre 2025. La procedura è gestita da Invitalia e la compilazione deve avvenire esclusivamente online, tramite l’area personale di Invitalia, accessibile con identità digitale (SPID, CNS o CIE).
I contributi sono concessi sulla base di una procedura valutativa a sportello: le domande sono istruite da Invitalia in ordine cronologico di ricezione, senza formazione di graduatoria, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
La procedura per accedere ai contributi si articola nei seguenti step:
- accesso all’area personale di Invitalia con identità digitale;
- compilazione della domanda online;
- caricamento del piano d’impresa e dei relativi allegati;
- sottoscrizione della domanda con firma digitale;
- invio tramite PEC (posta elettronica certificata);
- assegnazione del protocollo elettronico al completamento dell’invio.
Il piano d’impresa deve contenere i dati del soggetto richiedente, la descrizione dell’attività, l’analisi di mercato, le strategie e le finalità del progetto, nonché gli aspetti tecnico-produttivi, organizzativi ed economico-finanziari. Invitalia mette a disposizione una “Guida alla presentazione della domanda” e una modulistica differenziata per le tre linee di intervento (Capo A, B e C).
La valutazione delle domande si basa su sei criteri principali: credibilità del soggetto proponente, potenzialità di mercato, qualità progettuale, impatto culturale-sociale-occupazionale, sostenibilità economica e capacità inclusiva. È previsto inoltre un colloquio con il team di Invitalia per approfondire il piano d’impresa presentato.
Golden Group affianca le imprese culturali e creative del Mezzogiorno nella verifica dei requisiti, nella costruzione del piano d’impresa e nella presentazione della domanda, per cogliere al meglio le opportunità offerte da Cultura Cresce.
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Fonte: www.invitalia.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





