Iperammortamento 2026: il plafond di investimento si applica su base annuale e non sull'intero triennio
L'Iperammortamento 2026 riceve un chiarimento atteso da mesi. La Relazione tecnica al DL 38/2026, il cosiddetto decreto fiscale, ha sciolto il nodo relativo al calcolo degli scaglioni di investimento previsti dalla Legge di Bilancio 2026, confermando che i limiti delle tre fasce di maggiorazione si riferiscono alla singola annualità e non all'intero arco temporale di vigenza della misura. Un'indicazione che amplia sensibilmente il vantaggio fiscale per le imprese che programmano investimenti distribuiti su più esercizi, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Il ritorno dell'iperammortamento nella Legge di Bilancio 2026
Con la Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025), il legislatore ha scelto di abbandonare il meccanismo del credito d'imposta che aveva caratterizzato le stagioni di Transizione 4.0 e 5.0, reintroducendo la logica della variazione in diminuzione della base imponibile. L'agevolazione consente alle imprese di maggiorare il costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili, riducendo l'imponibile fiscale lungo l'intera vita utile del bene. Si tratta di un cambio di paradigma significativo, che riporta al centro il meccanismo dell'ammortamento maggiorato, considerato più stabile e prevedibile rispetto alla dinamica dei crediti d'imposta.
I beni ammissibili comprendono beni strumentali materiali e immateriali nuovi, inclusi nei nuovi allegati IV e V della Legge di Bilancio, a condizione che siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione. L'elenco è stato aggiornato con l'inclusione di tecnologie legate all'intelligenza artificiale, all'automazione avanzata, alla cybersecurity OT/IT, ai sistemi di visione industriale, agli esoscheletri industriali e alle infrastrutture di calcolo per AI. Tra le novità più rilevanti, il software industriale 4.0 torna ad essere agevolabile, dopo l'esclusione che aveva caratterizzato il 2025. Per un quadro completo delle misure previste dalla manovra finanziaria, è possibile consultare l'approfondimento sulle novità della legge di bilancio 2026.
Le tre fasce di maggiorazione e il chiarimento sul plafond annuale
Il comma 427 della Legge di Bilancio individua tre fasce di maggiorazione del costo di acquisizione, strutturate in modo progressivamente decrescente al crescere dell'investimento: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni, e 50% per la porzione tra 10 e 20 milioni. La norma primaria, tuttavia, non specificava se tali soglie dovessero calcolarsi su base annuale oppure riferirsi all'intero arco temporale della misura, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
La Relazione tecnica al DL 38/2026 ha ora dissipato ogni ambiguità, precisando che i limiti indicati sono riferiti alla singola annualità e non all'arco temporale di vigenza della norma considerato unitariamente. Di conseguenza, ai fini della determinazione della maggiorazione applicabile, rilevano gli investimenti complessivi effettuati nel singolo anno, dunque separatamente per ciascun esercizio 2026, 2027 e 2028. Questa interpretazione risulta coerente con i chiarimenti forniti in passato dall'Agenzia delle Entrate con riferimento al credito d'imposta 4.0, contenuti nella circolare 17 maggio 2022 n. 14.
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L'impatto pratico per le imprese
Il chiarimento sul plafond annuale ha ripercussioni concrete sulla pianificazione degli investimenti. Un'impresa che nell'arco del triennio prevede di acquistare beni strumentali per un valore complessivo di 7 milioni di euro potrà beneficiare dell'aliquota di maggiorazione del 180% distribuendo gli acquisti su tre esercizi distinti, ciascuno al di sotto della soglia di 2,5 milioni. Se, al contrario, i plafond fossero stati calcolati sull'intero triennio, la stessa impresa avrebbe visto applicare aliquote decrescenti già a partire dal superamento della prima fascia.
Questa impostazione premia le imprese che adottano una strategia di investimento graduale e programmata, consentendo di massimizzare il beneficio fiscale attraverso una distribuzione temporale ragionata degli acquisti. La scelta del legislatore di ancorare i limiti all'anno solare offre inoltre maggiore flessibilità operativa, permettendo alle aziende di adattare i piani di investimento alle condizioni di mercato e alla propria capacità finanziaria.
L'eliminazione del vincolo di produzione europea
La Relazione tecnica al decreto fiscale non si limita al chiarimento sui plafond. Il DL 38/2026, entrato in vigore il 29 marzo, ha eliminato il vincolo che limitava l'agevolazione ai soli beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo. La modifica, che interviene sopprimendo il relativo riferimento nell'art. 1 comma 427 della L. 199/2025, si applica con effetto retroattivo a tutti gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. Le imprese possono ora acquisire beni strumentali 4.0 a prescindere dal luogo di produzione, ampliando significativamente la platea dei fornitori e delle tecnologie accessibili.
Resta tuttavia confermata un'eccezione per gli impianti fotovoltaici. I moduli destinati all'autoproduzione e all'autoconsumo di energia solare devono continuare a rispettare il requisito di iscrizione nel Registro ENEA, con riferimento ai moduli di tipo B (celle prodotte in UE con efficienza minima del 23,5%) o di tipo C (celle bifacciali ad eterogiunzione o tandem, prodotte in UE con efficienza minima del 24%). Per le imprese interessate alle procedure in materia di beni strumentali e transizione digitale, è utile consultare l'approfondimento su procedure e scadenze per Transizione 4.0.
La procedura GSE e il decreto attuativo atteso
L'accesso all'iperammortamento richiede tre comunicazioni telematiche obbligatorie tramite la piattaforma del GSE. La prima, di carattere preventivo, raccoglie i dati identificativi dell'impresa e la tipologia degli investimenti previsti. La seconda, di conferma, va trasmessa entro 60 giorni dall'esito positivo della fase iniziale, corredandola della prova di pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo del bene. La terza comunicazione, di completamento, va inviata entro il 15 novembre 2028 con la documentazione finale sugli investimenti realizzati.
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Il decreto attuativo di competenza del MIMIT e del MEF, che deve definire nel dettaglio i termini operativi della piattaforma e i modelli standardizzati per le comunicazioni, risulta ancora in fase di definizione. Il Viceministro Leo ha promesso tempi brevi per la sua emanazione, ma ad oggi i moduli per le comunicazioni non sono ancora stati approvati. Le imprese possono comunque avviare gli investimenti, fermo restando che la formalizzazione delle istanze dovrà attendere la piena operatività della piattaforma.
Aggiornamento: il decreto attuativo è stato firmato dal MIMIT il 4 maggio 2026 e dal MEF il 7 maggio. La piattaforma del GSE è aperta dal 12 giugno per le comunicazioni preventive e dal 21 luglio per quelle di conferma. Requisiti, comunicazioni e scadenze sono nella nostra guida all'Iperammortamento.
Il quadro complessivo delle risorse per l'iperammortamento
La Legge di Bilancio 2026 aveva stanziato 8,3 miliardi di euro per il nuovo iperammortamento nel triennio 2026-2028. Il Decreto Fiscale ha poi aggiunto ulteriori 1,4 miliardi di euro, portando la dotazione complessiva a 9,7 miliardi, risorse necessarie anche a finanziare la rimozione del vincolo di produzione europea. Sommando le coperture destinate a Transizione 5.0, il pacchetto complessivo per gli investimenti produttivi delle imprese italiane supera ampiamente i 13 miliardi di euro.
Il ritorno all'iperammortamento segna un cambio di passo nella politica industriale italiana, con l'obiettivo di offrire alle imprese uno strumento più prevedibile e meno esposto ai rischi di esaurimento fondi che avevano caratterizzato le recenti stagioni dei crediti d'imposta. La combinazione tra plafond annuali, eliminazione dei vincoli geografici e aggiornamento dell'elenco dei beni ammissibili configura un incentivo di ampia portata, calibrato sulle esigenze di un tessuto produttivo chiamato ad accelerare la propria trasformazione tecnologica. Per le imprese che cercano ulteriori opportunità di finanziamento, è disponibile una panoramica aggiornata sui finanziamenti a fondo perduto attivi nel 2026.
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Fonte: Relazione tecnica al DL 38/2026 | Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 427-436)

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Fondo di rotazione Anticrisi Attività Produttive FSC: aperto lo sportello in Veneto
La Regione del Veneto ha attivato una nuova opportunità per le imprese del territorio attraverso il Fondo di rotazione Anticrisi Attività Produttive FSC, nell'ambito dell'Accordo per la Coesione 2021-2024. Lo sportello per la presentazione delle domande è operativo dal 31 marzo 2026 dalle ore 15:00 sull'applicativo Finanza 3000, con il codice identificativo FSCFA. Si tratta di una misura significativa per le attività produttive venete che necessitano di supporto finanziario per i propri piani di investimento, con un importo massimo di spesa agevolabile fino a 2.000.000 di euro.
Cos'è il Fondo Anticrisi Attività Produttive FSC
Il Fondo di rotazione Anticrisi Attività Produttive FSC è una misura istituita dalla Regione del Veneto con la DGR n. 865 del 29 luglio 2025. L'iniziativa si inserisce nel quadro dell'Accordo per la Coesione Regione del Veneto 2021-2024 e mira a sostenere le imprese venete attraverso finanziamenti agevolati destinati a iniziative di investimento. Non si tratta dell'unica misura attiva per il territorio: la Regione ha infatti attivato diversi strumenti nell'ambito del piano sviluppo e coesione Veneto per sostenere la competitività delle PMI, dimostrando un impegno costante verso il tessuto imprenditoriale locale.
La misura applica le disposizioni operative di cui all'allegato A alla DGR 885/2021 e alla DGR 666/2022, come successivamente modificate dalla DGR n. 865/25. Il fondo rappresenta uno strumento concreto per contrastare le difficoltà economiche delle attività produttive e favorire la ripresa degli investimenti sul territorio regionale.
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Importo massimo e spese agevolabili
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda l'innalzamento della soglia di spesa agevolabile. Ai sensi dell'articolo 5.2 dell'allegato A alla DGR n. 865/25, l'importo massimo di spesa agevolabile per le iniziative di investimento è stato portato a:
- • 2.000.000,00 euro per ciascuna iniziativa di investimento
Questo aumento rappresenta un segnale importante per le imprese che intendono realizzare programmi di investimento di dimensioni significative, ampliando le possibilità di accesso al credito agevolato rispetto alle precedenti soglie previste dalla normativa. Per le aziende che desiderano approfondire le diverse tipologie di agevolazioni disponibili, compresi i finanziamenti a fondo perduto attivi nel 2026, è possibile valutare anche altre opportunità complementari.
Chi può presentare le domande
Le disposizioni operative prevedono che la presentazione delle istanze di agevolazione possa avvenire anche attraverso soggetti diversi dai cofinanziatori convenzionati. In particolare, possono agire in qualità di presentatori delle domande:
- Confidi
- Associazioni imprenditoriali
- Organizzazioni imprenditoriali
- Società di servizi delle associazioni e organizzazioni imprenditoriali
Questa possibilità consente alle imprese di avvalersi del supporto di intermediari qualificati per la compilazione e la trasmissione della documentazione necessaria, semplificando l'iter burocratico legato alla richiesta di agevolazione.
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Come e quando presentare la domanda
Lo sportello per la presentazione delle domande a valere sulla sezione FSC del Fondo Anticrisi Attività Produttive è stato attivato sull'applicativo Finanza 3000 con le seguenti modalità:
- Data di apertura: martedì 31 marzo 2026
- Orario: a partire dalle ore 15:00
- Codice prodotto: FSCFA (Fondo Anticrisi FSC - DGR n. 865 del 29 luglio 2025)
- Piattaforma: applicativo Finanza 3000
Le imprese interessate devono accedere all'applicativo e seguire le procedure indicate nelle disposizioni operative per la corretta compilazione e invio della propria istanza.
Apertura sportello sezione Transizione FSC
Il 22 aprile 2026 è stato attivato lo sportello per la presentazione delle domande a valere sulla “sezione Transizione FSC”. Le domande possono essere inviate tramite l’applicativo Finanza 3000, il prodotto è identificato con il codice FSCST (Sezione Transizione FSC – DGR n. 865 del 29 luglio 2025).
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Fonte: www.venetoinnovazione.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando ISMEA trattori agricoli: contributi a fondo perduto per sicurezza e ammodernamento
ISMEA ha pubblicato il bando per il finanziamento di interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli e forestali, in attuazione dell'accordo di cooperazione sottoscritto il 9 dicembre 2025 con MASAF, INAIL e CREA. La misura mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni di euro, destinata alle micro, piccole e medie imprese attive nei settori agricolo, agroindustriale e agromeccanico. L'iniziativa si inserisce nel quadro del protocollo d'intesa Masaf-Inail, orientato a rafforzare la tutela della sicurezza dei lavoratori agricoli e la cultura della prevenzione.
Obiettivi e contesto del bando ISMEA
Il bando nasce da un accordo di cooperazione tra MASAF, INAIL, ISMEA e CREA con l'obiettivo di promuovere l'ammodernamento dei trattori agricoli e forestali già in uso, adeguandoli ai requisiti essenziali di sicurezza attraverso soluzioni tecnologiche innovative, semplici da reperire e installare. Ai 10 milioni di euro trasferiti dal bilancio Inail 2025 si aggiungono 500.000 euro messi a disposizione dal MASAF per attività di comunicazione, divulgazione e supporto tecnico-scientifico. Le risorse finanziano interventi mirati a migliorare le condizioni di sicurezza dei trattori, con particolare riferimento ai mezzi più datati ancora ampiamente utilizzati nelle aziende italiane. Per le imprese del settore agricolo interessate anche ad altri strumenti di sostegno alla sicurezza, è utile conoscere il bando ISI INAIL 2025-2026, che prevede contributi a fondo perduto per il miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro.
Beneficiari bando ISMEA
Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese (MPMI) operanti nei seguenti settori:
- agricolo
- agroindustriale
- agromeccanico
Il contributo è concesso in regime "de minimis", nel rispetto della normativa europea vigente in materia di aiuti di Stato.
Spese ammissibili e interventi finanziabili dal bando ISMEA
Sono ammissibili investimenti per l'installazione di dispositivi di sicurezza sui trattori agricoli e forestali, tra cui:
- sistemi di protezione contro il ribaltamento (ROPS), per il riposizionamento in sicurezza della struttura di protezione
- dispositivi di segnalazione per cintura di sicurezza e freno di stazionamento, con avvisi acustici e/o luminosi che intervengono quando la cintura non è allacciata o il freno non è inserito
- telecamere e sensori per il rilevamento di ostacoli e persone nella zona di lavoro
- indicatori di pendenza per la prevenzione del rischio di capovolgimento del mezzo
Gli interventi possono riguardare anche più dispositivi sullo stesso trattore, garantendo un approccio integrato alla sicurezza del mezzo.
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Importo del contributo
Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari all'80% delle spese ammissibili, fino a un importo massimo di 2.000 euro per impresa. Il contributo è riconosciuto anche in presenza di più interventi effettuati sullo stesso trattore. Per chi desidera approfondire le opportunità di investimento nel comparto primario, consigliamo la lettura dell'articolo sui bandi agricoltura 2025 e le tendenze di investimento delle imprese.
Modalità e tempistiche di presentazione della domanda
La procedura di accesso alle agevolazioni si articola in due fasi distinte:
- fase di accreditamento, compilazione e pre-convalida: dalle ore 12.00 del 15 aprile 2026 fino alle ore 12.00 del 15 maggio 2026
- fase di presentazione della domanda di ammissione: dalle ore 12.00 del 19 maggio 2026 fino alle ore 12.00 del 29 maggio 2026
La valutazione avviene a sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande.
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Come presentare la domanda per il bando ISMEA
È importante sottolineare che la domanda di ammissione alle agevolazioni non viene presentata direttamente dall'impresa. Il bando prevede che la richiesta sia inoltrata ad ISMEA, tramite la piattaforma dedicata, per il tramite dell'officina di autoriparazione (soggetto proponente) che:
- esegue l'intervento di ammodernamento e miglioramento della sicurezza del trattore
- risulta iscritta presso la CCIAA con almeno uno dei seguenti codici ATECO: C.33.12.30, 33.12.59, 33.12.60, 33.12.70, 33.12.99
- dispone dell'autorizzazione del soggetto richiedente alla presentazione della domanda
Le imprese agricole interessate dovranno quindi individuare un'officina autorizzata che si occupi sia dell'intervento tecnico sia della presentazione della domanda sulla piattaforma ISMEA.
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Fonte: ISMEA

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Nuovo Iperammortamento 2026: il decreto fiscale elimina il vincolo di produzione UE
Il Nuovo Iperammortamento cambia volto grazie al decreto fiscale. Con il DL 27 marzo 2026 n. 38, entrato in vigore il 29 marzo, il governo ha ufficialmente eliminato il vincolo che limitava l'agevolazione ai soli beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo.
La modifica, che conferma quanto anticipato nel comunicato del MEF del 12 marzo 2026, rappresenta una svolta significativa per tutte le imprese che intendono investire in beni strumentali tecnologicamente avanzati, ampliando notevolmente il perimetro dei beni agevolabili.
Cosa cambia con il decreto fiscale DL 38/2026
L'intervento normativo agisce sull'art. 1 comma 427 della legge 199/2025 (legge di Bilancio 2026), sopprimendo il riferimento ai beni prodotti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo. In termini pratici, questo significa che le imprese possono ora beneficiare del Nuovo Iperammortamento per l'acquisto di beni strumentali 4.0 a prescindere dal luogo di produzione del bene stesso.
Si tratta di una modifica che era fortemente attesa dal mondo imprenditoriale, poiché il vincolo geografico originario aveva generato incertezze operative e rallentato le decisioni di investimento. Per un quadro completo sulle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026, la misura si inserisce nel percorso di rilancio degli investimenti produttivi avviato con la manovra finanziaria.
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Efficacia retroattiva dal 1 gennaio 2026
Un elemento particolarmente rilevante della modifica è la sua applicazione retroattiva. La disposizione si applica infatti a tutti gli investimenti effettuati a partire dal 1 gennaio 2026, garantendo copertura anche a quelle imprese che avevano già avviato operazioni di acquisto nei primi mesi dell'anno. Questo aspetto elimina il rischio di contenziosi interpretativi e offre certezza normativa agli operatori economici che hanno programmato investimenti nel periodo precedente all'entrata in vigore del decreto.
L'eccezione per gli impianti fotovoltaici
Nonostante l'eliminazione del vincolo geografico, il legislatore ha mantenuto una specifica eccezione per gli impianti fotovoltaici. Per questa tipologia di investimento, resta obbligatorio il rispetto del requisito relativo ai moduli di tipo b) o c) del Registro ENEA. L'eliminazione del vincolo di produzione europea prevista dal decreto fiscale, dunque, non si estende ai moduli fotovoltaici, che continuano a dover rispettare criteri di provenienza e qualità più stringenti.
Le imprese che intendono investire nel fotovoltaico dovranno quindi continuare a verificare la conformità dei moduli scelti con le specifiche del Registro ENEA, come già previsto dalla disciplina sulle agevolazioni per beni strumentali e transizione digitale.
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Verso il decreto attuativo
La soppressione del vincolo geografico dovrebbe ora sbloccare l'emanazione del decreto attuativo, di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il decreto attuativo è un passaggio fondamentale per rendere pienamente operativa la misura e definire nel dettaglio le modalità di fruizione del Nuovo Iperammortamento. Le imprese interessate sono invitate a monitorare gli sviluppi normativi per cogliere tempestivamente le opportunità offerte dall'agevolazione.
Aggiornamento: il decreto attuativo è stato firmato dal MIMIT il 4 maggio 2026 e dal MEF il 7 maggio. La piattaforma del GSE è aperta dal 12 giugno per le comunicazioni preventive e dal 21 luglio per quelle di conferma. Requisiti, comunicazioni e scadenze sono nella nostra guida all'Iperammortamento.
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Fonte: Eutekne

Martina Moretti
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CATA Artigianato FVG: aperti i termini per i contributi alle imprese artigiane 2026
Le imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia possono accedere a una serie di contributi dedicati presentando domanda al CATA Artigianato FVG. La finestra temporale per l'invio delle richieste si è aperta il 31 marzo 2026 e resterà attiva fino al 31 dicembre 2026, offrendo un ampio margine operativo per raccogliere la documentazione necessaria e completare l'iter di presentazione. Si tratta di un'opportunità concreta per le realtà artigiane che intendono investire in innovazione, crescita e competitività.
Chi può presentare domanda
I contributi sono rivolti alle imprese artigiane con sede operativa in Friuli Venezia Giulia. La platea dei beneficiari comprende sia le aziende già strutturate sia le realtà di piccolissime dimensioni e le start up artigiane, a conferma della volontà di sostenere l'intero tessuto produttivo regionale. Per tutte le linee contributive è richiesta la rendicontazione delle spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2025.
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Le linee contributive disponibili
Il CATA Artigianato FVG mette a disposizione sette canali contributivi, ciascuno pensato per rispondere a esigenze specifiche delle imprese artigiane:
- Ammodernamento tecnologico: per investimenti in macchinari, attrezzature e strumenti che migliorano i processi produttivi. Chi desidera approfondire le opportunità legate alla digitalizzazione nella regione può consultare anche il bando Friuli Venezia Giulia per investimenti digitali:
- Commercio elettronico: per lo sviluppo di piattaforme e-commerce e la vendita online
- Analisi di fattibilità e consulenza economico-finanziaria: per studi e servizi di consulenza strategica
- Partecipazione a fiere, mostre ed esposizioni: limitate agli eventi svolti al di fuori del territorio regionale
- Miglioramento dei laboratori: dedicato alle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura
- Contributi per imprese artigiane di piccolissime dimensioni: una misura pensata per le micro-realtà
- Contributi alle start up artigiane: per sostenere le nuove imprese nella fase di avvio
Apertura posticipata per la misura dedicata all'artigianato tipico
La nuova linea contributiva dedicata all'artigianato tipico non rientra nella finestra attualmente aperta. L'apertura dei termini per questa specifica misura è fissata al 15 giugno 2026. Le imprese interessate a questa linea dovranno quindi attendere tale data per la presentazione della domanda.
Obbligo di polizza catastrofale
Una novità rilevante introdotta per il 2026 riguarda l'obbligo di allegare la polizza catastrofale dell'azienda richiedente. Questo requisito si applica a tutte le linee contributive e rappresenta una condizione necessaria per la validità della domanda. Le imprese che non ne sono ancora provviste dovranno quindi attivarsi per tempo, stipulando la polizza prima dell'invio della richiesta di contributo.
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Tempistiche e modalità di presentazione
Le domande possono essere presentate dalle ore 10.00 del 31 marzo alle ore 16.00 del 31 dicembre 2026. L'invio va effettuato direttamente al CATA Artigianato FVG, allegando la documentazione di rendicontazione delle spese sostenute. È fondamentale rispettare le scadenze indicate e verificare la completezza di tutti gli allegati richiesti, inclusa la polizza catastrofale. Per chi fosse alla ricerca di ulteriori opportunità di finanziamenti a fondo perduto per il 2026, il panorama regionale e nazionale offre diverse misure complementari.
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Fonte: www.regione.fvg.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





