Fondo di rotazione Anticrisi Attività Produttive FSC: aperto lo sportello in Veneto
La Regione del Veneto ha attivato una nuova opportunità per le imprese del territorio attraverso il Fondo di rotazione Anticrisi Attività Produttive FSC, nell'ambito dell'Accordo per la Coesione 2021-2024. Lo sportello per la presentazione delle domande è operativo dal 31 marzo 2026 dalle ore 15:00 sull'applicativo Finanza 3000, con il codice identificativo FSCFA. Si tratta di una misura significativa per le attività produttive venete che necessitano di supporto finanziario per i propri piani di investimento, con un importo massimo di spesa agevolabile fino a 2.000.000 di euro.
Cos'è il Fondo Anticrisi Attività Produttive FSC
Il Fondo di rotazione Anticrisi Attività Produttive FSC è una misura istituita dalla Regione del Veneto con la DGR n. 865 del 29 luglio 2025. L'iniziativa si inserisce nel quadro dell'Accordo per la Coesione Regione del Veneto 2021-2024 e mira a sostenere le imprese venete attraverso finanziamenti agevolati destinati a iniziative di investimento. Non si tratta dell'unica misura attiva per il territorio: la Regione ha infatti attivato diversi strumenti nell'ambito del piano sviluppo e coesione Veneto per sostenere la competitività delle PMI, dimostrando un impegno costante verso il tessuto imprenditoriale locale.
La misura applica le disposizioni operative di cui all'allegato A alla DGR 885/2021 e alla DGR 666/2022, come successivamente modificate dalla DGR n. 865/25. Il fondo rappresenta uno strumento concreto per contrastare le difficoltà economiche delle attività produttive e favorire la ripresa degli investimenti sul territorio regionale.
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Importo massimo e spese agevolabili
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda l'innalzamento della soglia di spesa agevolabile. Ai sensi dell'articolo 5.2 dell'allegato A alla DGR n. 865/25, l'importo massimo di spesa agevolabile per le iniziative di investimento è stato portato a:
- • 2.000.000,00 euro per ciascuna iniziativa di investimento
Questo aumento rappresenta un segnale importante per le imprese che intendono realizzare programmi di investimento di dimensioni significative, ampliando le possibilità di accesso al credito agevolato rispetto alle precedenti soglie previste dalla normativa. Per le aziende che desiderano approfondire le diverse tipologie di agevolazioni disponibili, compresi i finanziamenti a fondo perduto attivi nel 2026, è possibile valutare anche altre opportunità complementari.
Chi può presentare le domande
Le disposizioni operative prevedono che la presentazione delle istanze di agevolazione possa avvenire anche attraverso soggetti diversi dai cofinanziatori convenzionati. In particolare, possono agire in qualità di presentatori delle domande:
- Confidi
- Associazioni imprenditoriali
- Organizzazioni imprenditoriali
- Società di servizi delle associazioni e organizzazioni imprenditoriali
Questa possibilità consente alle imprese di avvalersi del supporto di intermediari qualificati per la compilazione e la trasmissione della documentazione necessaria, semplificando l'iter burocratico legato alla richiesta di agevolazione.
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Come e quando presentare la domanda
Lo sportello per la presentazione delle domande a valere sulla sezione FSC del Fondo Anticrisi Attività Produttive è stato attivato sull'applicativo Finanza 3000 con le seguenti modalità:
- Data di apertura: martedì 31 marzo 2026
- Orario: a partire dalle ore 15:00
- Codice prodotto: FSCFA (Fondo Anticrisi FSC - DGR n. 865 del 29 luglio 2025)
- Piattaforma: applicativo Finanza 3000
Le imprese interessate devono accedere all'applicativo e seguire le procedure indicate nelle disposizioni operative per la corretta compilazione e invio della propria istanza.
Apertura sportello sezione Transizione FSC
Il 22 aprile 2026 è stato attivato lo sportello per la presentazione delle domande valere sulla “sezione Transizione FSC”. Le domande possono essere inviate tramite l’applicativo Finanza 3000, il prodotto è identificato con il codice FSCST(Sezione Transizione FSC – DGR n. 865 del 29 luglio 2025).
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Fonte: www.venetoinnovazione.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando ISMEA trattori agricoli: contributi a fondo perduto per sicurezza e ammodernamento
ISMEA ha pubblicato il bando per il finanziamento di interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli e forestali, in attuazione dell'accordo di cooperazione sottoscritto il 9 dicembre 2025 con MASAF, INAIL e CREA. La misura mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni di euro, destinata alle micro, piccole e medie imprese attive nei settori agricolo, agroindustriale e agromeccanico. L'iniziativa si inserisce nel quadro del protocollo d'intesa Masaf-Inail, orientato a rafforzare la tutela della sicurezza dei lavoratori agricoli e la cultura della prevenzione.
Obiettivi e contesto del bando ISMEA
Il bando nasce da un accordo di cooperazione tra MASAF, INAIL, ISMEA e CREA con l'obiettivo di promuovere l'ammodernamento dei trattori agricoli e forestali già in uso, adeguandoli ai requisiti essenziali di sicurezza attraverso soluzioni tecnologiche innovative, semplici da reperire e installare. Ai 10 milioni di euro trasferiti dal bilancio Inail 2025 si aggiungono 500.000 euro messi a disposizione dal MASAF per attività di comunicazione, divulgazione e supporto tecnico-scientifico. Le risorse finanziano interventi mirati a migliorare le condizioni di sicurezza dei trattori, con particolare riferimento ai mezzi più datati ancora ampiamente utilizzati nelle aziende italiane. Per le imprese del settore agricolo interessate anche ad altri strumenti di sostegno alla sicurezza, è utile conoscere il bando ISI INAIL 2025-2026, che prevede contributi a fondo perduto per il miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro.
Beneficiari bando ISMEA
Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese (MPMI) operanti nei seguenti settori:
- agricolo
- agroindustriale
- agromeccanico
Il contributo è concesso in regime "de minimis", nel rispetto della normativa europea vigente in materia di aiuti di Stato.
Spese ammissibili e interventi finanziabili dal bando ISMEA
Sono ammissibili investimenti per l'installazione di dispositivi di sicurezza sui trattori agricoli e forestali, tra cui:
- sistemi di protezione contro il ribaltamento (ROPS), per il riposizionamento in sicurezza della struttura di protezione
- dispositivi di segnalazione per cintura di sicurezza e freno di stazionamento, con avvisi acustici e/o luminosi che intervengono quando la cintura non è allacciata o il freno non è inserito
- telecamere e sensori per il rilevamento di ostacoli e persone nella zona di lavoro
- indicatori di pendenza per la prevenzione del rischio di capovolgimento del mezzo
Gli interventi possono riguardare anche più dispositivi sullo stesso trattore, garantendo un approccio integrato alla sicurezza del mezzo.
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Importo del contributo
Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari all'80% delle spese ammissibili, fino a un importo massimo di 2.000 euro per impresa. Il contributo è riconosciuto anche in presenza di più interventi effettuati sullo stesso trattore. Per chi desidera approfondire le opportunità di investimento nel comparto primario, consigliamo la lettura dell'articolo sui bandi agricoltura 2025 e le tendenze di investimento delle imprese.
Modalità e tempistiche di presentazione della domanda
La procedura di accesso alle agevolazioni si articola in due fasi distinte:
- fase di accreditamento, compilazione e pre-convalida: dalle ore 12.00 del 15 aprile 2026 fino alle ore 12.00 del 15 maggio 2026
- fase di presentazione della domanda di ammissione: dalle ore 12.00 del 19 maggio 2026 fino alle ore 12.00 del 29 maggio 2026
La valutazione avviene a sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande.
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Come presentare la domanda per il bando ISMEA
È importante sottolineare che la domanda di ammissione alle agevolazioni non viene presentata direttamente dall'impresa. Il bando prevede che la richiesta sia inoltrata ad ISMEA, tramite la piattaforma dedicata, per il tramite dell'officina di autoriparazione (soggetto proponente) che:
- esegue l'intervento di ammodernamento e miglioramento della sicurezza del trattore
- risulta iscritta presso la CCIAA con almeno uno dei seguenti codici ATECO: C.33.12.30, 33.12.59, 33.12.60, 33.12.70, 33.12.99
- dispone dell'autorizzazione del soggetto richiedente alla presentazione della domanda
Le imprese agricole interessate dovranno quindi individuare un'officina autorizzata che si occupi sia dell'intervento tecnico sia della presentazione della domanda sulla piattaforma ISMEA.
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Fonte: ISMEA

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Nuovo Iperammortamento 2026: il decreto fiscale elimina il vincolo di produzione UE
Il Nuovo Iperammortamento cambia volto grazie al decreto fiscale. Con il DL 27 marzo 2026 n. 38, entrato in vigore il 29 marzo, il governo ha ufficialmente eliminato il vincolo che limitava l'agevolazione ai soli beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo.
La modifica, che conferma quanto anticipato nel comunicato del MEF del 12 marzo 2026, rappresenta una svolta significativa per tutte le imprese che intendono investire in beni strumentali tecnologicamente avanzati, ampliando notevolmente il perimetro dei beni agevolabili.
Cosa cambia con il decreto fiscale DL 38/2026
L'intervento normativo agisce sull'art. 1 comma 427 della legge 199/2025 (legge di Bilancio 2026), sopprimendo il riferimento ai beni prodotti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo. In termini pratici, questo significa che le imprese possono ora beneficiare del Nuovo Iperammortamento per l'acquisto di beni strumentali 4.0 a prescindere dal luogo di produzione del bene stesso.
Si tratta di una modifica che era fortemente attesa dal mondo imprenditoriale, poiché il vincolo geografico originario aveva generato incertezze operative e rallentato le decisioni di investimento. Per un quadro completo sulle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026, la misura si inserisce nel percorso di rilancio degli investimenti produttivi avviato con la manovra finanziaria.
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Efficacia retroattiva dal 1 gennaio 2026
Un elemento particolarmente rilevante della modifica è la sua applicazione retroattiva. La disposizione si applica infatti a tutti gli investimenti effettuati a partire dal 1 gennaio 2026, garantendo copertura anche a quelle imprese che avevano già avviato operazioni di acquisto nei primi mesi dell'anno. Questo aspetto elimina il rischio di contenziosi interpretativi e offre certezza normativa agli operatori economici che hanno programmato investimenti nel periodo precedente all'entrata in vigore del decreto.
L'eccezione per gli impianti fotovoltaici
Nonostante l'eliminazione del vincolo geografico, il legislatore ha mantenuto una specifica eccezione per gli impianti fotovoltaici. Per questa tipologia di investimento, resta obbligatorio il rispetto del requisito relativo ai moduli di tipo b) o c) del Registro ENEA. L'eliminazione del vincolo di produzione europea prevista dal decreto fiscale, dunque, non si estende ai moduli fotovoltaici, che continuano a dover rispettare criteri di provenienza e qualità più stringenti.
Le imprese che intendono investire nel fotovoltaico dovranno quindi continuare a verificare la conformità dei moduli scelti con le specifiche del Registro ENEA, come già previsto dalla disciplina sulle agevolazioni per beni strumentali e transizione digitale.
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Verso il decreto attuativo
La soppressione del vincolo geografico dovrebbe ora sbloccare l'emanazione del decreto attuativo, di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il decreto attuativo è un passaggio fondamentale per rendere pienamente operativa la misura e definire nel dettaglio le modalità di fruizione del Nuovo Iperammortamento. Le imprese interessate sono invitate a monitorare gli sviluppi normativi per cogliere tempestivamente le opportunità offerte dall'agevolazione.
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Fonte: Eutekne

Martina Moretti
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CATA Artigianato FVG: aperti i termini per i contributi alle imprese artigiane 2026
Le imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia possono accedere a una serie di contributi dedicati presentando domanda al CATA Artigianato FVG. La finestra temporale per l'invio delle richieste si è aperta il 31 marzo 2026 e resterà attiva fino al 31 dicembre 2026, offrendo un ampio margine operativo per raccogliere la documentazione necessaria e completare l'iter di presentazione. Si tratta di un'opportunità concreta per le realtà artigiane che intendono investire in innovazione, crescita e competitività.
Chi può presentare domanda
I contributi sono rivolti alle imprese artigiane con sede operativa in Friuli Venezia Giulia. La platea dei beneficiari comprende sia le aziende già strutturate sia le realtà di piccolissime dimensioni e le start up artigiane, a conferma della volontà di sostenere l'intero tessuto produttivo regionale. Per tutte le linee contributive è richiesta la rendicontazione delle spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2025.
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Le linee contributive disponibili
Il CATA Artigianato FVG mette a disposizione sette canali contributivi, ciascuno pensato per rispondere a esigenze specifiche delle imprese artigiane:
- Ammodernamento tecnologico: per investimenti in macchinari, attrezzature e strumenti che migliorano i processi produttivi. Chi desidera approfondire le opportunità legate alla digitalizzazione nella regione può consultare anche il bando Friuli Venezia Giulia per investimenti digitali:
- Commercio elettronico: per lo sviluppo di piattaforme e-commerce e la vendita online
- Analisi di fattibilità e consulenza economico-finanziaria: per studi e servizi di consulenza strategica
- Partecipazione a fiere, mostre ed esposizioni: limitate agli eventi svolti al di fuori del territorio regionale
- Miglioramento dei laboratori: dedicato alle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura
- Contributi per imprese artigiane di piccolissime dimensioni: una misura pensata per le micro-realtà
- Contributi alle start up artigiane: per sostenere le nuove imprese nella fase di avvio
Apertura posticipata per la misura dedicata all'artigianato tipico
La nuova linea contributiva dedicata all'artigianato tipico non rientra nella finestra attualmente aperta. L'apertura dei termini per questa specifica misura è fissata al 15 giugno 2026. Le imprese interessate a questa linea dovranno quindi attendere tale data per la presentazione della domanda.
Obbligo di polizza catastrofale
Una novità rilevante introdotta per il 2026 riguarda l'obbligo di allegare la polizza catastrofale dell'azienda richiedente. Questo requisito si applica a tutte le linee contributive e rappresenta una condizione necessaria per la validità della domanda. Le imprese che non ne sono ancora provviste dovranno quindi attivarsi per tempo, stipulando la polizza prima dell'invio della richiesta di contributo.
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Tempistiche e modalità di presentazione
Le domande possono essere presentate dalle ore 10.00 del 31 marzo alle ore 16.00 del 31 dicembre 2026. L'invio va effettuato direttamente al CATA Artigianato FVG, allegando la documentazione di rendicontazione delle spese sostenute. È fondamentale rispettare le scadenze indicate e verificare la completezza di tutti gli allegati richiesti, inclusa la polizza catastrofale. Per chi fosse alla ricerca di ulteriori opportunità di finanziamenti a fondo perduto per il 2026, il panorama regionale e nazionale offre diverse misure complementari.
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Fonte: www.regione.fvg.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Transizione 5.0: il Governo stanzia 1,5 miliardi di euro per le imprese rimaste senza credito d'imposta
Il piano Transizione 5.0 registra un cambio di rotta significativo. A seguito delle pressioni del mondo industriale, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato il ripristino di 1,5 miliardi di euro destinati alle imprese che avevano presentato domanda per il credito d’imposta e si erano trovate in lista d’attesa per l’esaurimento delle risorse disponibili. L’incontro, organizzato dal MIMIT con le associazioni datoriali, segna un punto di svolta nella vicenda dei cosiddetti “esodati 5.0”, ossia quelle aziende che avevano maturato il diritto al beneficio ma non avevano potuto accedervi per mancanza di copertura finanziaria.
Il decreto fiscale e la questione degli esodati 5.0
La vicenda affonda le radici nel decreto fiscale DL 27 marzo 2026 n. 38, approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento aveva introdotto un credito d’imposta specifico per le imprese che, nel periodo compreso tra il 7 e il 27 novembre 2025, avevano trasmesso le comunicazioni preventive per il credito d’imposta Transizione 5.0. Si trattava di investimenti tecnicamente ammissibili che, tuttavia, non avevano trovato copertura per l’esaurimento dei fondi stanziati.
La dotazione iniziale prevista dal decreto ammontava a soli 537 milioni di euro, una cifra del tutto insufficiente rispetto al fabbisogno reale di circa 1,5 miliardi necessari per soddisfare le domande rimaste in sospeso. Questa sproporzione aveva generato malcontento diffuso tra le categorie produttive, che vedevano vanificati investimenti già pianificati e avviati. Per chi desidera ricostruire l’iter delle comunicazioni preventive, è utile consultare l’approfondimento sulle comunicazioni di conferma e completamento per Transizione 5.0.
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Le aliquote ridotte previste dal decreto fiscale originario
Con le risorse limitate a 537 milioni, il decreto aveva stabilito che alle imprese esodate spettasse solo il 35% del credito d’imposta richiesto, calcolato esclusivamente sugli investimenti strumentali relativi agli allegati A e B, maggiorato delle spese sostenute per gli obblighi di certificazione. Restavano pertanto esclusi dal computo gli investimenti in fonti rinnovabili e nei sistemi di gestione dell’energia.
In termini pratici, questa parametrizzazione si traduceva in aliquote fortemente ridimensionate. Un’impresa che aveva diritto al 45% di credito d’imposta avrebbe ottenuto soltanto il 15,75% sull’investimento complessivo, mentre chi aveva maturato il diritto al 35% si sarebbe visto riconoscere appena il 12,25%. La situazione risultava ancora più penalizzante per le aziende con investimenti significativi in energia rinnovabile, dato che tali componenti venivano integralmente escluse dalla base di calcolo.
L’incontro al MIMIT: il Ministro Urso annuncia nuove risorse
Le proteste del comparto industriale hanno prodotto effetti concreti. Il tavolo di confronto, convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy presso Palazzo Piacentini d’intesa con il MEF e il Ministero per gli Affari europei PNRR e Politiche di coesione, ha portato all’annuncio da parte del Ministro Urso del ripristino delle risorse originariamente previste dalla legge di bilancio. Si tratta di 1,3 miliardi di euro, a cui si aggiungono ulteriori 200 milioni di euro freschi, per un totale di 1,5 miliardi.
Con questo stanziamento aggiuntivo, le coperture complessive raggiungono i 4,25 miliardi di euro, a fronte dei 4,40 miliardi che sarebbero stati necessari per coprire integralmente tutte le domande pervenute. Il Governo si impegna così a soddisfare al 100% le richieste relative alle FER e alla formazione, che il decreto fiscale aveva inizialmente escluso dal calcolo, e al 90% la componente relativa ai beni strumentali.
La modifica in sede di conversione del decreto
L’intervento correttivo non è ancora definitivo. La modifica di quanto previsto dal DL n. 38 del 27 marzo 2026 interverrà nella fase di conversione in legge del decreto fiscale, attualmente all’esame del Senato. Si tratta di un passaggio legislativo che le imprese dovranno monitorare con attenzione nelle prossime settimane, poiché dalla conversione dipende l’effettiva operatività delle risorse annunciate. Per un quadro completo delle misure fiscali, si veda anche l’analisi sulle novità fiscali della Legge di Bilancio 2026.
Il precedente del tavolo di confronto convocato il 1° aprile aveva già segnalato la volontà dell’esecutivo di trovare una mediazione. Nella nota stampa rilasciata dopo il Consiglio dei Ministri, il Governo aveva dichiarato l’intenzione di avviare un confronto con le categorie produttive interessate, con l’obiettivo di valutare risorse aggiuntive che si rendessero disponibili in sede di conversione del decreto. L’incontro al MIMIT rappresenta la concretizzazione di quell’impegno. Per inquadrare queste novità nel contesto più ampio delle misure previste dalla manovra finanziaria, è possibile consultare l’articolo dedicato alle novità della Legge di bilancio 2026.
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Tempistiche per l’utilizzo del credito d’imposta
Le scadenze operative restano quelle fissate dal decreto fiscale. Entro il 30 aprile 2026, il GSE comunicherà ai soggetti interessati e all’Agenzia delle Entrate l’importo del beneficio maturato. Le imprese potranno quindi utilizzare l’intero credito d’imposta in compensazione, presentando il modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
L’utilizzo del credito sarà possibile decorsi cinque giorni dalla comunicazione ufficiale del GSE. Questo intervallo temporale, relativamente contenuto, consente alle aziende di pianificare con sufficiente anticipo l’impiego delle risorse nella propria strategia fiscale. La compensazione tramite F24 rappresenta lo strumento più diretto per tradurre il beneficio in liquidità effettiva.
Il pacchetto complessivo per gli investimenti produttivi
Durante l’incontro, il Governo ha voluto inquadrare l’intervento su Transizione 5.0 all’interno di un quadro più ampio di sostegno agli investimenti produttivi. Alle risorse dedicate agli esodati si sommano gli 8,3 miliardi di euro previsti per il nuovo Iperammortamento nel triennio 2026-2028, a cui il Decreto Fiscale ha aggiunto ulteriori 1,4 miliardi di euro, portando la dotazione complessiva a 9,7 miliardi.
Questa dotazione ha finanziato, tra le altre cose, la rimozione del vincolo “Made in EU” che limitava l’agevolazione ai soli beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. Il Viceministro Leo ha inoltre promesso tempi brevi per l’emanazione del decreto attuativo sull’Iperammortamento, un passaggio atteso con urgenza dal tessuto imprenditoriale per rendere pienamente operative le agevolazioni. Per le imprese interessate alle procedure e scadenze in materia di beni strumentali e digitalizzazione, è disponibile un approfondimento sulle procedure e scadenze per Transizione 4.0.
Le reazioni del mondo industriale
I primi commenti delle associazioni datoriali sono stati positivi. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha dichiarato di aver apprezzato gli sforzi compiuti dall’esecutivo per trovare una soluzione alla questione degli esodati. Un segnale di distensione che arriva dopo settimane di tensione tra il comparto produttivo e le istituzioni.
Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, ha espresso un giudizio altrettanto favorevole, sottolineando come il ripristino dei fondi ristabilisca la fiducia nel rapporto tra Stato e imprese. La vicenda degli esodati 5.0 aveva incrinato la credibilità degli strumenti di incentivazione pubblica, generando incertezza tra gli operatori economici che avevano programmato investimenti sulla base delle agevolazioni annunciate. L’esito del tavolo ministeriale segna dunque un passo avanti verso il recupero di un clima di fiducia reciproca, indispensabile per rilanciare la propensione all’investimento nel tessuto produttivo nazionale.
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Fonte: www.innovationpost.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





