Fondo di Garanzia PMI 2026: guida all'accesso al credito garantito
Ottenere un finanziamento bancario è ancora oggi una delle sfide più concrete e pressanti per le piccole e medie imprese italiane. La disponibilità di liquidità, la capacità di sostenere investimenti produttivi e il tipo di relazione che si costruisce con gli istituti di credito dipendono da variabili spesso al di fuori del controllo diretto delle PMI: storico creditizio, livello di patrimonializzazione, disponibilità di garanzie reali. Il Fondo di Garanzia per le PMI è nato per colmare questo divario strutturale, offrendo una copertura pubblica che consente all'impresa di presentarsi alla banca con un profilo creditizio rafforzato.
Istituito con la Legge n. 662 del 1996 (art. 2, comma 100, lett. a), il Fondo di Garanzia è un'agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestita operativamente da Mediocredito Centrale. Il meccanismo di funzionamento è lineare nella forma ma determinante nella sostanza: lo Stato si sostituisce, in tutto o in parte, alla garanzia che l'impresa non riesce a fornire autonomamente, rendendo il finanziamento bancario accessibile anche a soggetti che, in assenza di questa copertura, resterebbero fuori dal circuito del credito ordinario. Non si tratta di un contributo diretto né di un prestito, ma di una copertura che abbatte il rischio percepito dalla banca finanziatrice.
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Il Fondo di Garanzia MCC nel sistema del credito italiano
Gestito da Mediocredito Centrale (MCC), il Fondo di Garanzia per le PMI è uno degli strumenti di politica industriale più diffusi e strutturali del panorama nazionale. Non si tratta di un contributo a fondo perduto né di un finanziamento diretto: la garanzia MCC interviene a monte del rapporto tra banca e impresa, abbattendo il rischio di inadempimento che l'istituto di credito si troverebbe altrimenti a sostenere interamente. In termini pratici, questo meccanismo può tradursi in condizioni di accesso al credito più favorevoli e nella possibilità concreta di sbloccare operazioni che, senza questa leva pubblica, resterebbero inattuate.
La struttura del Fondo di Garanzia MCC è modulare: si articola in sezioni ordinarie e sezioni speciali che rispondono a profili d'impresa e finalità molto diversi. Dalle PMI generaliste alle imprese femminili, dalle start-up innovative agli operatori dell'autotrasporto, passando per i liberi professionisti. Questa architettura consente allo strumento di adattarsi a una platea eterogenea di beneficiari, mantenendo al centro l'obiettivo fondativo della misura: ampliare l'accesso al credito per i soggetti economici di dimensioni contenute, che il mercato tende a escludere o a penalizzare in assenza di garanzie patrimoniali adeguate, aspetto al centro di molte domande frequenti sul Fondo di Garanzia che le imprese si pongono prima di avviare un'operazione.
Le misure del Fondo di Garanzia PMI 2026
Con l'approvazione del cosiddetto decreto Mille Proroghe (decreto-legge n. 200 del 31 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302) le modalità di funzionamento del Fondo di Garanzia in vigore nel 2025 sono state prorogate per l'intero 2026. La comunicazione ufficiale è stata veicolata dalla circolare n. 1/2026 di Mediocredito Centrale. La proroga riguarda le misure dell'articolo 15-bis del DL Anticipi del 2023, successivamente aggiornate dalla Legge n. 207 del 30 dicembre 2024 e disciplinate dalle circolari operative n. 21/2023 e n. 20/2024 di Mediocredito Centrale.
Le percentuali di copertura restano invariate rispetto all'anno precedente. Per i finanziamenti destinati alla liquidità aziendale, la garanzia si attesta al 50% dell'importo. Per le operazioni a fronte di investimento produttivo, la copertura sale all'80%: un livello che riduce sensibilmente il rischio a carico dell'istituto finanziatore e facilita l'erogazione del credito anche a imprese con profilo creditizio più contenuto o limitato.
La soglia dell'80% è confermata anche per le operazioni Nuova Sabatini a importo ridotto, per il microcredito e per quelle a favore di PMI innovative, start-up, start-up innovative e incubatori certificati. Queste categorie beneficiano della copertura massima prevista dall'impianto normativo. Vale la pena precisare che le percentuali si applicano all'importo garantito: la quota residua rimane a carico del soggetto finanziatore, che mantiene quindi un interesse diretto nella selezione e nella gestione della pratica creditizia.
Le sezioni speciali del Fondo per le PMI
Accanto alle misure ordinarie, il Fondo di Garanzia per le PMI include sezioni speciali attive su base regionale e per categorie specifiche di beneficiari. Sul versante territoriale, risultano operative sezioni cofinanziate nell'ambito dei Programmi Regionali FESR 2021-2027 per Calabria, Sicilia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Marche, Toscana, Provincia Autonoma di Trento e Regione Autonoma Valle d'Aosta. Ogni sezione dispone di una dotazione propria e di criteri che si sovrappongono o integrano le regole nazionali del fondo, adattandole alle specificità territoriali e alle priorità dei programmi regionali di sviluppo economico.
Dal punto di vista tematico, le sezioni speciali attive includono quella per le imprese femminili, quella per il microcredito con prenotazione online, il programma Resto al Sud, la sezione per le imprese confiscate o sequestrate, e quelle dedicate all'autotrasporto e all'editoria. Il fondo opera anche in coordinamento con strumenti europei attraverso accordi di controgaranzia (CDP-FEI-EGF, COSME-EFS) che ampliano la capacità di copertura complessiva e il perimetro dei soggetti ammissibili, in una logica di complementarietà sistematica tra risorse nazionali ed europee.
I numeri del Fondo di Garanzia PMI 2026
I dati aggiornati al primo trimestre 2026 restituiscono la misura concreta del peso di questo strumento nel sistema economico nazionale. Tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026, il Fondo di Garanzia PMI 2026 ha registrato 60.536 domande accolte. I finanziamenti complessivi deliberati nel periodo ammontano a oltre 10,8 miliardi di euro, mentre gli importi garantiti si attestano a circa 7,6 miliardi. Rapportati a soli tre mesi di attività, questi numeri indicano un utilizzo sistematico e capillare dello strumento da parte delle imprese italiane.
La distribuzione geografica riflette le concentrazioni industriali del Paese. La Lombardia guida con 9.667 domande accolte e quasi 1,93 miliardi di finanziamenti; il Veneto segue con 7.692 domande e 1,29 miliardi; la Campania conta 5.557 domande e circa 1,21 miliardi. Anche Toscana (5.255 domande, 788 milioni) e Sicilia (5.221 domande, 735 milioni) mostrano un utilizzo consistente, confermando che la domanda di garanzia pubblica non è circoscritta alle sole aree ad alta densità industriale ma attraversa trasversalmente l'intero territorio nazionale, con una diffusione che abbraccia anche regioni a economia più frammentata, dove la garanzia pubblica si affianca ad altri strumenti come i bandi regionali e nazionali per imprese attivi nel 2026.
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Il trend di crescita nel 2025
Il report annuale 2025, pubblicato il 30 gennaio 2026, offre un quadro di lungo periodo che conferma la solidità della traiettoria. Nell'intero anno solare 2025 le domande accolte sono state 247.808, con un incremento dell'8,3% rispetto al 2024. I finanziamenti accolti hanno raggiunto 45,7 miliardi di euro. Si tratta di numeri che segnalano una domanda strutturale crescente, distinta dai picchi emergenziali registrati durante la pandemia e dai successivi programmi straordinari. Lo strumento continua a essere intensamente utilizzato anche in una fase economica ordinaria, il che ne conferma la rilevanza sistemica e la maturità istituzionale.
Come si accede al Fondo di Garanzia per le PMI
La domanda per accedere al Fondo di Garanzia per le PMI non viene presentata dall'impresa direttamente al gestore, bensì attraverso i soggetti finanziatori convenzionati: banche e Confidi che hanno aderito al sistema. È il soggetto finanziatore a istruire la pratica, a verificare la sussistenza dei requisiti e a trasmettere la richiesta di garanzia al fondo per la delibera di ammissione. L'impresa deve pertanto individuare un istituto convenzionato disponibile a supportare l'operazione e interfacciarsi con esso per l'avvio dell'istruttoria. L'elenco aggiornato delle banche e dei Confidi abilitati è disponibile nella sezione dedicata del portale ufficiale fondidigaranzia.it, con indicazione degli istituti attivi per area geografica.
La valutazione del merito creditizio
Il fondo non copre le operazioni in modo automatico o indistinto. Prima dell'accesso alla garanzia, l'impresa viene sottoposta a una valutazione del merito creditizio condotta attraverso i modelli elaborati dal gestore Mediocredito Centrale. Questi modelli analizzano i dati economico-finanziari dell'azienda e restituiscono un punteggio che determina l'ammissibilità e le condizioni di copertura applicabili. Il portale rating per le imprese, accessibile direttamente da fondidigaranzia.it, consente alle aziende di verificare in anticipo la propria posizione creditizia rispetto ai parametri adottati dal fondo, riducendo l'incertezza sul buon esito della domanda di garanzia.
I servizi digitali del portale MCC
Mediocredito Centrale ha sviluppato un insieme di strumenti digitali accessibili direttamente dall'impresa. Oltre al portale rating, è possibile verificare lo stato delle domande di garanzia già presentate, accedere alla modulistica e avviare la prenotazione del microcredito online. Questi servizi riducono i tempi di interlocuzione con gli sportelli fisici e restituiscono all'imprenditore un controllo più diretto e tempestivo sull'andamento delle pratiche aperte. Sul versante degli operatori finanziari, il portale mette a disposizione guide e manuali tecnici, circolari operative aggiornate e la sezione dedicata alla presentazione delle domande online, in un'ottica di efficienza procedurale che il gestore ha progressivamente potenziato.
Il Fondo di Garanzia PMI 2026 come presidio stabile del credito
Il Fondo di Garanzia PMI 2026 non è una misura contingente ma uno strumento strutturale che, dal 1996 ad oggi, ha accompagnato le imprese italiane attraverso fasi economiche profondamente diverse, compresa la straordinaria espansione dell'operatività durante l'emergenza Covid-19. La proroga delle misure al 2026, disposta con il decreto Mille Proroghe, conferma questa continuità: lo strumento resterà pienamente operativo per tutto l'anno in corso, con percentuali di copertura consolidate e una rete di soggetti finanziatori convenzionati estesa su scala nazionale.
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Per le imprese che pianificano operazioni di investimento o necessitano di liquidità nel corso del 2026, la garanzia MCC rappresenta un punto di riferimento affidabile, con regole chiare e un gestore (Mediocredito Centrale) che pubblica periodicamente dati, report e aggiornamenti operativi. Integrare questa misura nella propria pianificazione finanziaria significa ridurre il costo del rischio percepito dalla banca e ampliare il margine di accesso al credito, con effetti concreti sulla capacità di investimento e sulla solidità complessiva dell'impresa, che può avvalersi anche dei fondi europei e bandi PNRR 2026 disponibili in parallelo.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando Rinnova Veicoli 2026-2027: 4 milioni per le MPMI lombarde
La Giunta regionale lombarda ha approvato i criteri del nuovo Bando Rinnova Veicoli 2026-2027, una misura che stanzia 4 milioni di euro complessivi per il biennio a favore delle micro, piccole e medie imprese del territorio. L'obiettivo è incentivare la sostituzione dei veicoli più inquinanti con mezzi a zero o bassissime emissioni, sostenendo la transizione verso una mobilità sostenibile nel tessuto produttivo lombardo. I contributi a fondo perduto possono raggiungere i 30.000 euro per impresa beneficiaria.
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Beneficiari del bando Rinnova Veicoli Regione Lombardia
Il Bando Rinnova Veicoli 2026-2027 si rivolge a una platea ampia di soggetti economici operanti in Lombardia. Possono accedere alle risorse stanziate dalla Regione le seguenti categorie di beneficiari, purché in regola con i requisiti previsti dalla delibera regionale. Come già accaduto con le precedenti edizioni del Bando Rinnova Veicoli in Lombardia, la misura si conferma uno strumento centrale per accompagnare la transizione ecologica delle realtà produttive del territorio.
- le MPMI con sede operativa in Lombardia iscritte al Registro delle Imprese;
- le imprese sociali iscritte al Registro delle Imprese e al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS);
- gli enti del terzo settore con attività economica iscritti al Repertorio Economico Amministrativo (REA) e al RUNTS.
Veicoli ammessi alla rottamazione e all'acquisto
L'intervento è finalizzato al rinnovo dei veicoli inquinanti circolanti in Lombardia con mezzi a basso impatto emissivo destinati al trasporto di merci e di persone. La misura prevede l'obbligo di radiazione per demolizione di un veicolo della flotta aziendale, con specifiche caratteristiche tecniche.
Sono ammessi alla rottamazione un autoveicolo con alimentazione a benzina e/o a gas fino a Euro 3/III incluso oppure diesel fino a Euro 5/V incluso. Solo nel caso di un veicolo euro 5/V diesel è ammessa anche la radiazione per esportazione all'estero, una flessibilità importante per le imprese con flotte recenti.
Per quanto riguarda l'acquisto del nuovo mezzo, sono ammesse a contributo le spese al netto dell'IVA, anche nella forma del leasing finanziario, per veicoli delle categorie Le, M1, M2, N1, N2 o N3, oppure e-cargo bike, in grado di garantire zero o bassissime emissioni di inquinanti.
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Importi del contributo a fondo perduto
L'importo del contributo a fondo perduto previsto dal bando Rinnova Veicoli Regione Lombardia varia in base a tre parametri principali, che determinano l'entità del sostegno economico riconosciuto a ciascuna impresa beneficiaria del Bando Rinnova Veicoli 2026-2027.
- la categoria del veicolo acquistato (autoveicoli leggeri, pesanti, e-cargo bike);
- la classe emissiva del mezzo rottamato (più inquinante è il veicolo dismesso, maggiore il premio);
- il livello di emissioni prodotte dal nuovo veicolo immesso in circolazione.
Gli importi oscillano tra un minimo di 2.500 euro e un massimo di 30.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria. Ciascun soggetto può presentare fino a 4 domande di contributo a valere sulla presente misura, a fronte dello stesso numero di veicoli rottamati di proprietà dell'impresa stessa, consentendo così un rinnovo significativo delle flotte aziendali.
Modalità di assegnazione e tempistiche del bando Rinnova Veicoli Regione Lombardia
L'assegnazione del contributo avviene sulla base di una procedura valutativa "a sportello" con prenotazione delle risorse, in finestre temporali stabilite nel bando attuativo di successiva emanazione. Le domande verranno esaminate secondo l'ordine cronologico di invio telematico della richiesta, con la formazione di graduatorie temporali che premieranno la tempestività delle imprese.
Per l'assegnazione delle risorse la Regione Lombardia prevede la pubblicazione di un bando attuativo entro novanta giorni dall'approvazione dei criteri. Le imprese interessate devono quindi prepararsi sin da ora raccogliendo la documentazione necessaria e individuando i veicoli da rottamare, per non perdere l'opportunità di accedere ai fondi disponibili.
Aggiornamento: il bando è stato pubblicato, le domande per il 2026 sono aperte dal 3 giugno 2026 alle ore 16:00 del 31 ottobre 2026.
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Fonte: www.pmi.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Fondi europei a fondo perduto e PNRR: la guida 2026 alle opportunità ancora attive
L'Italia è tra i principali beneficiari delle risorse europee per il ciclo di programmazione 2021-2027 e del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), il pilastro finanziario del PNRR. Per le imprese il perimetro è composito: bandi a gestione diretta della Commissione europea, fondi strutturali a gestione condivisa con Stato e Regioni, misure PNRR ormai in fase di chiusura. Questa guida illustra le tipologie di fondi europei a fondo perduto disponibili nel 2026, le opportunità residue del PNRR e le scadenze operative attive alla data di aggiornamento.
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Fondi europei e PNRR: due binari, regole diverse
I fondi europei e il PNRR rispondono a logiche distinte. I primi attuano la programmazione UE 2021-2027 e resteranno operativi oltre il 2026; il secondo è uno strumento straordinario, vincolato a milestone e scadenze stringenti definite dal Reg. UE 2021/241.
| Caratteristica | Gestione diretta UE | Fondi strutturali (FESR/FSE+) | PNRR |
| Gestore | Commissione europea e agenzie esecutive | Regioni e Ministeri (Autorità di gestione) | Soggetti attuatori italiani (Ministeri, Invitalia, Regioni) |
| Programmazione | 2021-2027 | 2021-2027 | 2021-2026 |
| Lingua dei bandi | Inglese | Italiano | Italiano |
| Modalità di accesso | Funding & Tenders Portal | Bandi regionali/nazionali | Sportelli per misura |
| Cofinanziamento | Variabile (spesso 70-100% per le PMI) | Quote definite per programma | Variabile per misura |
Fondi europei a fondo perduto: tipologie e come accedere
I fondi europei a fondo perduto si dividono in due categorie principali. La gestione diretta prevede che la Commissione europea pubblichi e selezioni le proposte; la gestione condivisa trasferisce le risorse a Stati e Regioni, che le programmano in autonomia attraverso bandi nazionali e regionali.
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Programmi a gestione diretta della Commissione europea
I principali strumenti aperti alle imprese italiane sono:
- EIC Accelerator (European Innovation Council): finanzia startup e PMI ad alto contenuto innovativo con uno schema blended finance — sovvenzione fino a 2,5 milioni di euro per attività di innovazione (TRL 6-8) e investimento diretto in equity (o quasi-equity) tra 1 e 10 milioni di euro tramite l'EIC Fund.
- Single Market Programme – pilastro COSME: bandi su competitività delle PMI, internazionalizzazione e cluster.
- Digital Europe Programme: cinque aree tematiche, dal calcolo ad alte prestazioni alla cybersicurezza all'intelligenza artificiale.
- LIFE Programme: progetti su ambiente, clima ed energia pulita, gestiti da CINEA.
- Creative Europe: settori culturali, audiovisivo e cross-sectoral.
- Erasmus+: oltre alla mobilità formativa, finanzia partenariati per innovazione tra imprese e mondo della formazione.
Fondi strutturali: Programmi Regionali e Nazionali
Le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) alimentano i Programmi Regionali — uno per Regione e Provincia Autonoma — e i Programmi Nazionali tematici (ricerca e innovazione, giovani-donne-lavoro, equità nella salute, scuola, sicurezza, cultura, inclusione, capacità per la coesione, metro plus). Le imprese accedono attraverso bandi pubblicati dalle Autorità di gestione.
Come candidarsi: Funding & Tenders Portal, EU Login e PIC
Per i bandi a gestione diretta è obbligatoria la registrazione sul Funding & Tenders Portal. La procedura prevede:
- creazione di un account EU Login (servizio di autenticazione della Commissione);
- iscrizione dell'organizzazione e ottenimento del Participant Identification Code (PIC), codice univoco a nove cifre;
- compilazione e invio della proposta sul portale, in inglese, entro la deadline pubblicata;
- valutazione da parte di una commissione di esperti indipendenti.
Per i bandi a gestione condivisa la candidatura segue le procedure indicate dal singolo programma regionale o nazionale, su portali Sigeco/Sigesp regionali o sulle piattaforme di Invitalia.
PNRR 2026: opportunità residue e scadenze
Il PNRR italiano vale circa 194,4 miliardi di euro dopo la revisione approvata dal Consiglio europeo nell'aprile 2024, che ha integrato il capitolo REPowerEU. La fase 2025-2026 è quella della rendicontazione e del completamento dei progetti.
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Lo stato dell'arte
Il Regolamento RRF fissa il 31 agosto 2026 come ultima data utile per la richiesta finale di pagamento alla Commissione europea. La scadenza operativa per la chiusura degli interventi è il 30 giugno 2026: entro quella data le opere devono essere completate e i certificati emessi. Le Linee guida operative della Struttura di Missione PNRR del 27 aprile 2026 hanno chiarito che tutte le scadenze T1/2026 sono ricondotte al 30 giugno 2026 (T2), in coerenza con quanto previsto dal D.L. 19/2024 (conv. L. 56/2024) e dal successivo D.L. 19/2026, convertito in legge nell'aprile 2026.
Le finestre di apertura cambiano frequentemente. La tabella seguente riporta lo stato delle principali misure PNRR rivolte alle imprese al 4 maggio 2026.
| Misura | Soggetto attuatore | Tipologia | Stato al 04/05/2026 |
| Transizione 5.0 | MIMIT / GSE | Credito d'imposta green-digital | Risorse esaurite (D.D. 6/11/2025); fase di rendicontazione e conferme GSE in corso (Fonte: mimit.gov.it, agg. 29/04/2026) |
| Contratti di Sviluppo – sportello "Net Zero, Rinnovabili e Batterie" | MIMIT / Invitalia | Finanziamento agevolato + contributo | Sportello chiuso il 21 aprile 2026; in fase di valutazione delle domande presentate (regime CISAF sez. 6, decreto 24/11/2025; sportello aperto dal 19/01/2026) (Fonte: invitalia.it; mimit.gov.it) |
| Smart&Start Italia (componente PNRR) | Invitalia | Finanziamento agevolato a tasso zero | Sportello a sportello permanente attivo; finanzia piani d'impresa tra 100.000 € e 1,5 mln € con finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili (Fonte: invitalia.it) |
| Progetto Cinecittà (M1C3-3.2) | Cinecittà S.p.A.; Fondazione CSC | Investimento concentrato (non a bando aperto) | Soggetti attuatori predefiniti; dotazione 230 mln € (post-revisione) + 28 mln aggiuntivi (Fonte: cinema.cultura.gov.it) |
Tutte le scadenze e le dotazioni residue vanno verificate sui rispettivi portali (mimit.gov.it, invitalia.it, italiadomani.gov.it).
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Finanziamenti agevolati con risorse UE/PNRR
Accanto al fondo perduto puro, diverse misure UE/PNRR combinano sovvenzione e finanziamento agevolato. Lo schema più diffuso è il blended finance: una quota a fondo perduto copre parte del costo del progetto, una seconda quota è erogata come prestito agevolato (a tasso zero o ridotto).
Esempi rilevanti nel 2026:
- EIC Accelerator (gestione diretta UE): grant fino a 2,5 milioni e investimento in equity tra 1 e 10 milioni per startup e PMI deep-tech.
- Smart&Start Italia (PNRR, gestita da Invitalia): finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili per startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese; piani d'impresa finanziabili tra 100.000 e 1.500.000 euro.
- Contratti di Sviluppo – sportello Net Zero, Rinnovabili e Batterie (PNRR, M1C2 Inv. 7 e M2C2 Inv. 5.1): finanziamento agevolato, contributo in conto interessi e contributo diretto alla spesa per programmi industriali; dotazione complessiva di 1.739 milioni di euro. Sportello chiuso il 21 aprile 2026, ora in fase di valutazione delle domande presentate.
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Scadenze operative per i bandi UE e PNRR
Le finestre di partecipazione ai singoli bandi sono soggette a continue variazioni e proroghe. La tabella seguente è pensata come blocco editabile da aggiornare periodicamente.
| Bando / misura | Apertura sportello | Scadenza | Fonte ufficiale |
| Contratti di Sviluppo – Net Zero, Rinnovabili e Batterie (CISAF sez. 6) | 19 gennaio 2026 | Chiuso il 21 aprile 2026 | mimit.gov.it; invitalia.it |
| Transizione 5.0 – conferme GSE e fruizione credito | n/a (sportello chiuso) | 31 agosto 2026 (rendicontazione PNRR) | mimit.gov.it (avviso 29/04/2026) |
| Smart&Start Italia | Sportello permanente | A esaurimento risorse | invitalia.it |
| Bandi gestione diretta UE (Horizon, Digital, LIFE, Creative, EIC) | Calendari pluriennali | Variabili per call | Funding & Tenders Portal |
Casi studio Golden Group sui fondi europei e il PNRR
Ma come si applicano questi bandi nella pratica? Cosa portano concretamente alle imprese? I casi seguenti mostrano tre applicazioni della finanza agevolata a progetti industriali. Le esperienze riguardano un progetto finanziato da Horizon Europe, un investimento agrivoltaico sostenuto dal PNRR e un intervento realizzato con Transizione 5.0.
Un progetto Horizon Europe per la decarbonizzazione dei processi industriali
Un'azienda italiana specializzata in sistemi per la climatizzazione, il riscaldamento e il trattamento dell'aria coordina un progetto finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe. L'iniziativa coinvolge un consorzio di 18 partner europei tra imprese industriali, centri di ricerca, università e associazioni di settore.
Cosa è stato fatto? Il progetto, della durata di 48 mesi, prevede lo sviluppo di una soluzione integrata per la decarbonizzazione dei processi termici delle industrie energivore. La soluzione combina pompe di calore ad alta temperatura, sistemi di accumulo termico a cambiamento di fase e sistemi avanzati di gestione energetica industriale basati sull'intelligenza artificiale. È progettata per essere replicabile, scalabile e integrabile con fonti rinnovabili e sistemi di accumulo elettrico, con una validazione prevista in ambienti industriali reali, in particolare nel settore dell'alluminio. Golden Group ha affiancato l'impresa nella strutturazione della proposta, nella definizione dei work package e nella costruzione di un budget conforme alle regole di rendicontazione di Horizon Europe, allineando gli obiettivi industriali ai requisiti del bando.
Risultato ottenuto. La candidatura ha ottenuto un contributo europeo di 8.037.302 euro, a fronte di un investimento complessivo di 9.776.495 euro.
Due impianti agrivoltaici sostenuti dal PNRR
Un'impresa attiva nel settore dei prodotti petroliferi ha scelto di destinare parte dei nuovi investimenti alle energie rinnovabili. Il progetto, collegato alla misura Sviluppo agrivoltaico, Investimento 1.1 del PNRR, riguarda due impianti agrivoltaici fissi a terra e risponde all'obiettivo aziendale di diversificare progressivamente il proprio ambito di attività.
Cosa è stato fatto? I due impianti sono stati realizzati in aree idonee e progettati per mantenere la destinazione agricola dei terreni, che continuano a essere coltivati. La scelta è stata accompagnata da un'analisi puntuale dei costi e dei ricavi e da un business plan volto a rappresentare la sostenibilità economica dell'investimento. Il percorso ha richiesto attenzione nella fase autorizzativa, nella predisposizione della documentazione tecnica e nella successiva rendicontazione.
Risultato ottenuto. Per un investimento complessivo di circa 2,2 milioni di euro, l'impresa beneficia di un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili, con esclusione del costo del terreno. Il sostegno comprende inoltre una tariffa incentivante fissa per 20 anni, ottenuta con una riduzione indicativa dal 2% al 3% rispetto alla tariffa di riferimento.
Un progetto Transizione 5.0 per logistica ed energia
Un'impresa manifatturiera ha avviato un progetto per rendere più efficienti i processi logistici e ridurre i consumi energetici. L'intervento combina l'introduzione di tecnologie digitali nella gestione del magazzino con la produzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo del sito produttivo.
Cosa è stato fatto? L'impresa ha installato un magazzino automatico verticale con trasloelevatori in una scaffalatura autoportante di 2.400 metri quadrati. Il sistema è stato integrato con gli strumenti digitali utilizzati per la gestione della logistica, con l'obiettivo di ottimizzare i flussi di movimentazione e ridurre le attività manuali. Il progetto ha incluso anche un impianto fotovoltaico da circa 265 kWp per la produzione di energia destinata all'autoconsumo.
Risultato ottenuto. L'investimento complessivo ammonta a 5.707.050 euro, di cui 5.450.000 euro per i beni strumentali 4.0 e 257.050 euro per l'impianto fotovoltaico. Attraverso Transizione 5.0 l'impresa ha ottenuto un credito d'imposta di 2.293.666 euro, pari al 40% dell'investimento. Inoltre I’azienda ha ottenuto una maggiore efficienza operativa, una migliore gestione dei flussi logistici e una riduzione dei consumi energetici del processo.
Perché affidarsi a un esperto come Golden Group
La complessità della finanza agevolata europea richiede competenze su normativa, scrittura di proposte, gestione e rendicontazione. Golden Group opera dal 1996 e mette a disposizione una rete di oltre 150 consulenti d'impresa distribuiti sul territorio nazionale, con esperienza dedicata alla selezione del bando coerente con il progetto, alla redazione del piano e al presidio dell'iter fino alla rendicontazione finale.
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Domande frequenti (FAQ) su fondi europei e PNRR 2026
Quali sono le principali tipologie di fondi europei a fondo perduto disponibili nel 2026?
Sono tre: i programmi a gestione diretta della Commissione europea (EIC Accelerator, Digital Europe, LIFE, Creative Europe, Single Market Programme, Erasmus+); i fondi strutturali a gestione condivisa (FESR e FSE+), che alimentano Programmi Regionali e Nazionali; le misure PNRR in fase finale di attuazione fino al 2026. Ogni tipologia ha logica, tempi e modalità di accesso distinti.
Qual è la differenza tra fondi UE a gestione diretta e a gestione condivisa?
Nei fondi a gestione diretta è la Commissione europea (o le sue agenzie esecutive) a pubblicare i bandi, ricevere le proposte e selezionarle: l'iter è interamente comunitario e in inglese. Nei fondi a gestione condivisa l'Unione trasferisce le risorse a Stati e Regioni, che le programmano e bandiscono secondo regole nazionali, con iter in italiano e procedure dell'autorità di gestione locale.
Una piccola impresa italiana può accedere ai bandi a gestione diretta della Commissione europea?
Sì. Molti programmi a gestione diretta sono pensati o aperti alle PMI: l'EIC Accelerator finanzia startup e scale-up innovative, il Single Market Programme ha un pilastro dedicato alle PMI (COSME), Digital Europe e LIFE finanziano consorzi in cui le PMI partecipano come partner. Sono richieste registrazione sul Funding & Tenders Portal e ottenimento del PIC.
Cos'è il Funding & Tenders Portal e come si usa?
È il portale unico della Commissione europea per i bandi a gestione diretta. Vi si accede con credenziali EU Login. L'organizzazione si registra una sola volta nel Participant Register, ottenendo un Participant Identification Code (PIC) di nove cifre, da richiamare in ogni candidatura. Il portale ospita anche documenti di lavoro, modulistica e gestione contrattuale post-selezione.
Cosa sono FESR e FSE+ e quali progetti finanziano?
Il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) finanzia ricerca e innovazione, digitalizzazione, competitività delle PMI, transizione verde, mobilità sostenibile e sviluppo urbano. Il FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus) sostiene occupazione, formazione, inclusione sociale, lotta alla povertà e politiche per i giovani. Operano nel ciclo 2021-2027 attraverso Programmi Regionali e Nazionali tematici, gestiti da Regioni e Ministeri.
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Quando scade il PNRR e cosa succede dopo giugno 2026?
Il Regolamento RRF fissa al 31 agosto 2026 il termine ultimo per la richiesta di pagamento finale alla Commissione. I progetti devono essere conclusi entro il 30 giugno 2026: dopo tale data non sono ammissibili nuove spese a valere sul Dispositivo. Le Linee guida operative della Struttura di Missione PNRR del 27 aprile 2026 hanno ricondotto tutte le scadenze T1/2026 al 30 giugno (T2). Restano attivi i fondi strutturali 2021-2027 e la programmazione UE 2028-2034 in via di definizione.
Quali misure PNRR sono ancora attive a maggio 2026?
A maggio 2026 la principale misura aperta a sportello permanente è Smart&Start Italia (Invitalia, startup innovative). Restano operativi i bandi del PN Ricerca e Innovazione e del PN Cultura secondo i rispettivi calendari. Transizione 5.0 ha esaurito le risorse a novembre 2025 e si trova in fase di conferme GSE e rendicontazione. Lo sportello "Net Zero, Rinnovabili e Batterie" dei Contratti di Sviluppo è stato chiuso il 21 aprile 2026 e si trova in fase di valutazione delle domande presentate.
Cos'è Transizione 5.0 e qual è lo stato della misura nel 2026?
Transizione 5.0 è un credito d'imposta introdotto dall'art. 38 del D.L. 19/2024 a valere su risorse PNRR-REPowerEU. Premia investimenti in beni strumentali 4.0 a condizione che riducano i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, o del 5% del processo interessato. Con D.D. 6 novembre 2025 il MIMIT ha comunicato l'esaurimento delle risorse: lo sportello non accetta nuove prenotazioni; il GSE gestisce le conferme e la fruizione del credito già prenotato.
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È possibile cumulare un fondo europeo con un'altra agevolazione?
Il cumulo è ammesso entro i limiti del singolo bando e del Regolamento UE applicabile in materia di aiuti di Stato (es. art. 8 del Regolamento generale di esenzione GBER 651/2014). Non è ammesso il doppio finanziamento delle stesse spese con risorse UE diverse. Ogni bando contiene una clausola di cumulabilità da verificare caso per caso, anche con riferimento al regime de minimis.
Cos'è il regime de minimis e come incide sui bandi UE?
Il regime de minimis consente di concedere aiuti di importo limitato a un'impresa senza notifica preventiva alla Commissione. Il Regolamento UE 2023/2831, in vigore dal 1° gennaio 2024 e applicabile fino al 31 dicembre 2030, fissa il massimale a 300.000 euro per impresa unica nell'arco di tre anni, calcolati come ultimi 36 mesi (365 giorni × 3) e non più come tre esercizi finanziari. Molti bandi a fondo perduto operano in de minimis perché semplifica la concessione: l'impresa deve monitorare il proprio plafond residuo.
Cos'è il PIC e come si ottiene?
Il Participant Identification Code (PIC) è un codice univoco di nove cifre che identifica un'organizzazione registrata sul Funding & Tenders Portal. Si ottiene gratuitamente registrando l'ente nel Participant Register, fornendo dati anagrafici e legali (sede, partita IVA, atto costitutivo). Il PIC viene poi citato in tutte le candidature e nei contratti di finanziamento.
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Quali documenti servono per candidarsi a un bando europeo?
Per la registrazione iniziale serve la documentazione legale dell'organizzazione (atto costitutivo, statuto, bilanci, dati del legale rappresentante). Per la singola proposta sono richiesti, in genere: descrizione del progetto (Part B), piano economico, dichiarazioni di ammissibilità e capacità finanziaria, lettere di sostegno dei partner, curriculum del team. La documentazione precisa è specificata in ogni call for proposals.
I fondi europei prevedono maggiorazioni per le imprese del Mezzogiorno?
Sì. La Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, approvata dalla Commissione europea, riconosce intensità di aiuto più elevate negli investimenti effettuati nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Marche, Umbria). Le maggiorazioni operano su molti bandi cofinanziati con risorse FESR e PNRR.
Esistono fondi europei specifici per startup innovative?
Sì. A livello UE l'EIC Accelerator finanzia startup e PMI ad alto potenziale tecnologico con grant fino a 2,5 milioni e investimenti in equity tra 1 e 10 milioni tramite l'EIC Fund. A livello nazionale Smart&Start Italia (Invitalia) sostiene le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese con un finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili su piani d'impresa compresi tra 100.000 e 1.500.000 euro.
Cosa succede se un progetto PNRR non viene completato entro la scadenza?
Le spese sostenute dopo il 30 giugno 2026 non sono rendicontabili sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza, e dopo il 31 agosto 2026 non saranno più accettate integrazioni. Per i progetti non conclusi entro il termine sono possibili tre scenari: definanziamento integrale, riconversione su altri programmi (fondi strutturali 2021-2027 o nazionali) ove ammissibile, prosecuzione a totale carico del beneficiario. La scelta dipende dalle decisioni del soggetto attuatore.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Codice tributo 7079: novità per gli esodati Transizione 5.0
Con la Risoluzione n. 16/E del 23 aprile 2026, l'Agenzia delle Entrate ha ridenominato il codice tributo "7079", istituito appena una settimana prima con la Risoluzione 14/E del 16 aprile 2026. Si tratta dello strumento operativo che permette alle 7.417 imprese 'esodate' del Piano Transizione 5.0 di utilizzare in compensazione il credito d'imposta riconosciuto dall'art. 8 del DL 27 marzo 2026, n. 38 (DL Fiscale), come modificato dal DL 3 aprile 2026 n. 42 (Decreto 'carburanti bis').
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La novità: eliminato il riferimento "Transizione 5.0"
Con la Risoluzione 16/E del 23 aprile 2026, il codice tributo "7079" cambia denominazione. In particolare:
- Vecchia denominazione: "Credito d'imposta - Transizione 5.0 - Articolo 8, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38".
- Nuova denominazione: "Credito d'imposta - Articolo 8, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38".
In sostanza, viene eliminato il riferimento al Piano Transizione 5.0, mantenendo soltanto il rimando normativo all'articolo 8 del decreto-legge che ha introdotto l'agevolazione per gli 'esodati'.
Il credito d'imposta per gli 'esodati' del Piano Transizione 5.0
Come stabilito dall'art. 8 del DL 27 marzo 2026, n. 38, il credito d'imposta è destinato alle 7.417 imprese 'esodate' del Piano Transizione 5.0, ovvero quelle che avevano inviato comunicazioni preventive dal 7 fino al 27 novembre 2025 senza riuscire ad accedere alla misura originaria. Per un approfondimento sul percorso normativo, rimandiamo al nostro articolo sugli esodati Transizione 5.0 e l'aumento del credito d'imposta all'89,77%.
L'agevolazione è pari all'89,77% dell'ammontare del credito d'imposta richiesto con le comunicazioni preventive, in relazione a:
- investimenti relativi agli allegati A e B alla L. 232/2016 (beni materiali e immateriali 4.0);
- spese di formazione del personale.
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Come utilizzare il credito in compensazione tramite modello F24
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, da presentare entro il 31 dicembre 2026. In sede di compilazione del modello di pagamento F24, il codice "7079" deve essere esposto:
- nella sezione "Erario", in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a credito compensati";
- oppure, in caso di riversamento dell'agevolazione, nella colonna "importi a debito versati".
Il campo "anno di riferimento" va valorizzato con l'anno di completamento dell'investimento, nel formato "AAAA", come indicato nel cassetto fiscale.
Il ruolo del GSE e i controlli dell'Agenzia delle Entrate
Il GSE trasmette all'Agenzia delle Entrate l'elenco delle imprese beneficiarie, l'importo del credito concesso e le eventuali variazioni. Sulla base di queste informazioni, ciascun beneficiario può verificare, tramite il proprio cassetto fiscale, l'ammontare del credito effettivamente fruibile in compensazione.
In fase di elaborazione dei modelli F24, l'Agenzia delle Entrate verifica che il contribuente compaia nell'elenco dei beneficiari trasmesso dal GSE e che l'importo compensato non superi quello autorizzato. In caso contrario, il modello F24 viene scartato, tenendo conto anche delle eventuali rettifiche comunicate successivamente dal Gestore.
Le scadenze da ricordare per usare il credito d'imposta Transizione 5.0
- 30 aprile 2026: termine entro cui il GSE comunica ai soggetti interessati il credito d'imposta utilizzabile, secondo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 8 del DL Fiscale.
- 31 dicembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello F24 con il nuovo codice tributo "7079".
Per restare aggiornati anche sulle altre opportunità rivolte alle imprese, segnaliamo la panoramica sui migliori bandi regionali e nazionali del momento.
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Fonte: Risoluzione Agenzia delle Entrate 16/E del 23 aprile 2026 e Risoluzione n. 14/E del 16 aprile 2026.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando Isi: nuovi strumenti informativi Inail a supporto delle imprese
L’Inail ha pubblicato una nuova sezione dedicata al Bando Isi: uno strumento informativo pensato per accompagnare le imprese lungo l'intero percorso di partecipazione alla misura. La nuova area online raccoglie risorse operative, esempi pratici e indicazioni utili per orientarsi tra requisiti, criteri e tipologie di intervento ammissibili, con l'obiettivo di facilitare l'accesso al contributo e migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L'iniziativa rappresenta un supporto concreto per tutte le aziende italiane interessate a presentare un progetto di investimento in materia di sicurezza, offrendo una guida ragionata e strumenti operativi gratuiti che semplificano la comprensione delle regole della procedura di finanziamento.
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Cosa contiene la nuova sezione informativa Inail
La nuova area pubblicata sul portale Inail è stata progettata per fornire alle imprese informazioni chiare, materiali didattici e strumenti pratici in vista della partecipazione al Bando Isi. La sezione raggruppa contenuti pensati per supportare i partecipanti nella procedura di finanziamento, nella comprensione dei criteri e dei requisiti di accesso e nell'individuazione di soluzioni innovative finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Tra i contenuti disponibili figurano in particolare:
- video tutorial che illustrano passo passo le diverse fasi della procedura di finanziamento;
- Casi tipo, ovvero esempi pratici di progetti ammessi e realizzati nelle precedenti edizioni del bando;
- schede tecniche suddivise per settore economico, attività di impresa e profili di rischio, utili per orientare le scelte di investimento.
L'accesso a questi materiali è libero ed è consultabile direttamente sul portale Inail al link ufficiale https://www.inail.it/portale/prevenzione-e-sicurezza/it/focus/bando-isi---strumenti-informativi.html.
Video tutorial e Casi tipo: strumenti pratici per le imprese
Una delle componenti più rilevanti della nuova sezione è rappresentata dai video tutorial, che accompagnano le imprese attraverso le varie fasi della procedura di finanziamento. Si tratta di contenuti pensati per rendere più immediata la comprensione di passaggi tecnici e amministrativi che, in occasione delle precedenti edizioni, hanno spesso richiesto un'attenta preparazione da parte dei partecipanti.
Accanto ai tutorial, i Casi tipo offrono una panoramica concreta dei progetti già ammessi e realizzati. Le schede sono suddivise per settore economico, attività di impresa e profili di rischio: questa classificazione consente alle aziende di individuare rapidamente esempi affini alla propria realtà produttiva e di trarre spunto per definire un progetto coerente con le esigenze di sicurezza del proprio contesto lavorativo.
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Come utilizzare gli strumenti informativi del Bando Isi
La nuova sezione informativa rappresenta un punto di partenza prezioso per le imprese che desiderano valutare in modo consapevole la propria partecipazione al Bando Isi. L'utilizzo combinato di video tutorial, schede tecniche e Casi tipo consente di acquisire una visione complessiva sia degli aspetti procedurali sia delle scelte strategiche legate al progetto.
Per ottenere il massimo beneficio dagli strumenti messi a disposizione da Inail, è utile seguire un approccio strutturato:
- analizzare in via preliminare i propri profili di rischio, individuando il settore di appartenenza e la tipologia di intervento più coerente;
- consultare i Casi tipo del corrispondente Asse di finanziamento, per orientare le scelte di investimento;
- seguire i video tutorial per familiarizzare con la procedura informatica e con gli adempimenti previsti.
Un percorso di approfondimento di questo tipo, affiancato da una consulenza specialistica, consente di affrontare con maggiore sicurezza il processo di candidatura e di valorizzare al massimo le opportunità offerte dalla misura. Per restare aggiornati sulle prossime scadenze è possibile leggere l'approfondimento dedicato a date e scadenze del Bando ISI INAIL, che riepiloga il calendario aggiornato della misura.
La pubblicazione della nuova sezione conferma l'attenzione di Inail al supporto operativo delle imprese italiane, offrendo strumenti chiari e strutturati che possono fare la differenza nella qualità dei progetti presentati e, di conseguenza, nella possibilità di accedere effettivamente al contributo per il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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Fonte: Inail

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





