Bando Emilia-Romagna attrazione investimenti

Bando Emilia-Romagna per l'attrazione di investimenti: contributi a fondo perduto per ricerca e sviluppo

La Regione Emilia-Romagna ha approvato con Deliberazione di Giunta n. 2037 del 9 dicembre 2025 un nuovo bando destinato all'attrazione di investimenti sul territorio regionale. L'iniziativa, denominata "Attrazione investimenti in Emilia-Romagna - Accordi regionali di insediamento e sviluppo delle imprese - Anno 2025", mette a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere programmi di innovazione e sviluppo aziendale.

Il bando Emilia-Romagna si propone di rafforzare la competitività delle filiere produttive regionali, accelerare la transizione digitale e green e generare ricadute economiche, occupazionali e ambientali positive per il territorio. Le risorse sono destinate sia alle imprese già operanti in regione sia a quelle che intendono insediarsi per la prima volta sul territorio emiliano-romagnolo.

A chi si rivolge il bando per l'attrazione di investimenti

Il bando Emilia-Romagna per l'attrazione di investimenti è rivolto a imprese di qualsiasi dimensione - dalle piccole e medie imprese alle grandi aziende - che intendono realizzare programmi di investimento strategici in Emilia-Romagna. Possono presentare domanda sia le imprese già presenti sul territorio regionale sia quelle intenzionate a insediarsi per la prima volta nella regione.

Requisito fondamentale per accedere ai contributi è la presentazione di programmi che comprendano almeno un intervento di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con impatti significativi sul sistema produttivo locale e sulle filiere di riferimento.
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Condizioni del contributo bando Emilia-Romagna

Il bando Emilia-Romagna prevede il finanziamento di quattro tipologie di interventi, con requisiti specifici di investimento minimo.

La prima e principale categoria riguarda i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che costituiscono il cuore dell'iniziativa. Per questa tipologia è richiesto un investimento minimo di 2 milioni di euro per le piccole e medie imprese e di 3 milioni di euro per le grandi imprese.

Ai progetti di ricerca e sviluppo possono affiancarsi interventi per la realizzazione di infrastrutture di prova e sperimentazione aperte alle imprese e alle filiere produttive, favorendo così la condivisione di tecnologie e competenze.

Sono ammesse a finanziamento anche le azioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale della regione.

Infine, il bando sostiene gli investimenti produttivi in aree svantaggiate quando questi sono strettamente connessi al programma di sviluppo presentato dall'impresa.

Caratteristiche del contributo

Il sostegno economico è concesso a fondo perduto secondo la normativa europea sugli aiuti di Stato. L'intensità del contributo e le modalità di erogazione saranno determinate in base alla dimensione dell'impresa, alla localizzazione degli investimenti e alla tipologia di intervento proposto.

I programmi finanziati dovranno garantire ricadute positive in termini di competitività delle filiere produttive, accelerazione della transizione digitale e green e generazione di nuova occupazione qualificata sul territorio regionale.
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Come presentare domanda per il bando Emilia-Romagna

Le domande di partecipazione al bando Emilia-Romagna devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica a partire dal 26 gennaio 2026 e fino alle ore 12.00 del 31 marzo 2026.

Le imprese interessate dovranno predisporre una proposta progettuale dettagliata che illustri gli obiettivi strategici, le attività previste, gli investimenti necessari e le ricadute attese sul territorio. È fondamentale dimostrare la coerenza del programma con le priorità regionali in materia di innovazione, sostenibilità e competitività industriale.

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Fonte: fesr.regione.emilia-romagna.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


SIMEST obbligo polizza catastrofale Fondo 39481

SIMEST Fondo 394/81: ufficiale l’obbligo di polizza calamità naturali

Con una recente delibera pubblicata sul proprio sito istituzionale, SIMEST ha comunicato l'adeguamento delle circolari del Fondo 394/81 all'obbligo di stipula della polizza assicurativa contro calamità naturali ed eventi catastrofali. La modifica normativa, prevista dall'articolo 1, comma 101, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, introduce il requisito come obbligatorio per l'accesso ai finanziamenti agevolati destinati all'internazionalizzazione delle imprese italiane, con tempistiche differenziate in base alla dimensione aziendale.

L'obbligo assicurativo per accedere ai finanziamenti SIMEST

La delibera stabilisce che l'accesso ai finanziamenti agevolati a valere sul Fondo 394/81 e ai contributi a valere sul FPI (Fondo per la Promozione Integrata) è consentito esclusivamente alle imprese che abbiano adempiuto all'obbligo di stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali. Questo requisito rappresenta una condizione vincolante per tutte le aziende che intendono beneficiare delle agevolazioni SIMEST.

L'adempimento dell'obbligo assicurativo previsto dalla legge deve sussistere non solo al momento della presentazione della domanda di agevolazione, ma anche in occasione di ciascuna erogazione delle agevolazioni concesse. Questo significa che le imprese beneficiarie dovranno mantenere attiva la copertura assicurativa per tutta la durata del finanziamento, pena l'impossibilità di ricevere le successive tranche di erogazione.
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Scadenze differenziate per dimensione aziendale

SIMEST ha previsto tempistiche diverse per l'entrata in vigore dell'obbligo, calibrate in base alla dimensione delle imprese secondo la classificazione stabilita dall'Allegato 1 al Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 e successive modifiche.

Per le imprese di grandi dimensioni e per le imprese di medie dimensioni, l'obbligo di stipula della polizza assicurativa è già operativo con decorrenza dal 1° novembre 2025. Queste realtà aziendali, dotate di maggiore capacità organizzativa e finanziaria, hanno dovuto adeguarsi tempestivamente al nuovo requisito per poter continuare ad accedere agli strumenti agevolativi offerti da SIMEST.

Per le microimprese e le imprese di piccola dimensione, invece, la decorrenza dell'obbligo è posticipata al 1° gennaio 2026. Questa dilazione temporale tiene conto delle maggiori difficoltà che le realtà imprenditoriali più piccole potrebbero incontrare nell'adeguarsi alla nuova normativa, consentendo loro un periodo più ampio per organizzarsi e stipulare i necessari contratti assicurativi.

Impatti operativi per le imprese esportatrici

L'introduzione di questo obbligo comporta conseguenze significative per le imprese che intendono utilizzare gli strumenti di SIMEST per finanziare i propri progetti di internazionalizzazione. Le aziende dovranno necessariamente includere nei propri budget i costi relativi alle polizze assicurative catastrofali, che andranno a sommarsi alle altre spese operative.

SIMEST ha provveduto anche ad aggiornare le schede tecniche degli strumenti agevolativi disponibili sul Fondo 394/81, integrando le informazioni relative al nuovo requisito assicurativo. Le imprese interessate possono consultare la documentazione aggiornata sul sito istituzionale di SIMEST per verificare nel dettaglio le modalità di dimostrazione dell'adempimento dell'obbligo e la documentazione da presentare.

È importante sottolineare che la mancata stipula o il mancato mantenimento della copertura assicurativa obbligatoria preclude completamente l'accesso ai finanziamenti agevolati, rendendo questo adempimento un elemento imprescindibile della strategia di internazionalizzazione delle imprese che intendono avvalersi del supporto di SIMEST.

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Fonte: www.simest.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


ZES Unica, ZLS ZES Agricoltura

ZES Unica, ZLS e ZES Agricoltura e pesca: determinate le percentuali del credito d'imposta 2026

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 12 dicembre 2025 tre importanti provvedimenti che definiscono le percentuali del credito d'imposta effettivamente fruibili per gli investimenti realizzati nella Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno (ZES Unica), nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) e per le imprese dei settori agricoltura e pesca. I provvedimenti arrivano dopo la chiusura della finestra temporale per la presentazione delle comunicazioni e permettono alle imprese beneficiarie di conoscere l'importo definitivo delle agevolazioni spettanti.

ZES Unica: credito d'imposta al 60,38% dell'importo richiesto

Per quanto riguarda la ZES Unica, l'ammontare complessivo dei crediti d'imposta risultanti dalle comunicazioni validamente presentate dal 18 novembre 2025 al 2 dicembre 2025 è risultato pari a 3.643.520.511 euro, a fronte di una dotazione finanziaria disponibile di 2.200 milioni di euro. Il significativo superamento delle risorse disponibili ha reso necessario un riproporzionamento delle agevolazioni.

Con il nuovo provvedimento l'Agenzia delle Entrate ha stabilito che la percentuale del credito d'imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario è pari al 60,3811% dell'importo del credito richiesto. Questo valore è stato calcolato rapportando le risorse disponibili (2.200.000.000 euro) all'ammontare complessivo delle richieste pervenute (3.643.520.511 euro). Le imprese che hanno presentato domanda dovranno quindi considerare questa riduzione nel pianificare l'utilizzo del credito d'imposta per i propri investimenti nel Mezzogiorno.
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Zone Logistiche Semplificate: credito d'imposta integrale

Una situazione decisamente più favorevole si è verificata per le Zone Logistiche Semplificate e per le zone delle regioni Marche e Umbria. L'ammontare complessivo dei crediti d'imposta risultanti dalle comunicazioni validamente presentate dal 20 novembre 2025 al 2 dicembre 2025 è risultato pari a 47.711.015 euro, ampiamente inferiore alla dotazione disponibile di 110 milioni di euro.

Di conseguenza, il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate stabilisce che la percentuale del credito d'imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario è pari al 100% dell'importo richiesto. Questa circostanza rappresenta un'opportunità significativa per le imprese che operano nelle ZLS, che potranno beneficiare integralmente delle agevolazioni richieste senza alcun riproporzionamento.

ZES Agricoltura e pesca: ripartizione differenziata per settore

Il settore agricoltura e pesca presenta una situazione articolata. L'ammontare complessivo dei crediti d'imposta ZES agricoltura e pesca risultanti dalle comunicazioni validamente presentate dal 20 novembre 2025 al 2 dicembre 2025 è risultato pari a 310.227.164 euro, a fronte di 50 milioni di euro di risorse disponibili. Il budget della misura agevolativa, comunicato dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, è stato ripartito in modo differenziato tra i vari comparti.

Per gli investimenti effettuati nel settore della pesca e acquacoltura, sono stati assegnati 2.336.507 euro, pari al 100% di quanto richiesto. Il budget originariamente comunicato per questo settore era pari a 12 milioni di euro, pertanto le risorse non utilizzate sono state destinate a beneficio degli altri comparti.

Per gli investimenti effettuati dalle grandi imprese nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, sono stati destinati 4.000.000 euro, a fronte di crediti richiesti pari a 21.644.403 euro, determinando una percentuale di fruibilità del 18,4805%.

Infine, per gli investimenti effettuati nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore forestale da microimprese, piccole e medie imprese, sono stati assegnati 43.663.493 euro. A fronte di crediti richiesti pari a 286.246.254 euro, con una percentuale di fruibilità del 15,2538%. Il provvedimento approvato ai sensi dell'articolo 16-bis, comma 2-ter, del decreto-legge, garantisce il rispetto del limite di spesa complessivo della misura.

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Fonte: www.ipsoa.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando Piemonte MATCHIN

Regione Piemonte: 5 milioni per inserimento figure altamente qualificate

La Regione Piemonte ha approvato con D.D. 16 dicembre 2025, n. 635 il bando "MATCHIN – Mobilizing Advanced Talents for Competence and High INnovation", destinato alle piccole e medie imprese del territorio. L'iniziativa intende rafforzare la capacità d'innovazione delle PMI attraverso l'inserimento di figure altamente qualificate provenienti dal mondo della ricerca pubblica, supportando così lo sviluppo e l'integrazione di nuove tecnologie, prodotti e processi innovativi in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente regionale.

A chi si rivolge il bando MATCHIN

I soggetti beneficiari del bando sono le piccole e medie imprese (PMI) che possiedono una sede operativa o produttiva nel territorio della Regione Piemonte.
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Le due linee di intervento del bando Piemonte

Il bando Piemonte MATCHIN si articola in due linee distinte che offrono alle imprese piemontesi diverse modalità per accedere a competenze avanzate nel campo della ricerca e sviluppo.

  • La Linea A è dedicata all'assunzione di figure altamente qualificate, specificatamente soggetti in possesso di dottorato di ricerca che abbiano in corso o abbiano concluso da non più di 12 mesi una collaborazione a termine con un Organismo di Ricerca. Queste figure professionali saranno impiegate nella realizzazione di attività di ricerca, sviluppo e innovazione (R&S&I), con l'obiettivo di rafforzare strutturalmente le competenze interne all'impresa beneficiaria.
  • La Linea B riguarda la mobilità temporanea di ricercatori, tecnologi e professori di prima e seconda fascia già inseriti nell'organico degli Organismi di Ricerca pubblici. Attraverso convenzioni con Università o Enti pubblici di ricerca, questi professionisti verranno messi a disposizione temporaneamente presso le PMI per svolgere attività di R&S&I. È importante sottolineare che una domanda di agevolazione può riguardare anche entrambe le linee contemporaneamente, offrendo così maggiore flessibilità alle imprese.

Condizioni del contributo per il bando MATCHIN

Il bando Piemonte MATCHIN dispone di una dotazione complessiva di 5 milioni di euro, destinati a sostenere le piccole e medie imprese con sede operativa o produttiva in Piemonte. I contributi sono erogati a fondo perduto secondo il regime de minimis, con intensità d'aiuto variabili in base alla dimensione dell'impresa e alla linea di intervento prescelta.
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Per quanto concerne la Linea A, l'intensità d'aiuto raggiunge il 60% delle spese ammissibili per le medie imprese, mentre sale al 70% per le piccole imprese. La Linea B prevede invece un'intensità d'aiuto del 50% per tutte le PMI, indipendentemente dalla loro dimensione. Questa struttura di incentivi è stata studiata per favorire particolarmente le realtà di minori dimensioni, che spesso incontrano maggiori difficoltà nell'accesso a competenze scientifiche avanzate.

Come presentare domanda per il bando MATCHIN Regione Piemonte

Le imprese interessate dovranno presentare le proprie domande esclusivamente tramite la piattaforma online dedicata. La finestra temporale per la presentazione delle domande si aprirà alle ore 09:00 del 2 marzo 2026 e rimarrà attiva fino alle ore 12:00 del 10 settembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

Il bando MATCHIN Regione Piemonte segue una procedura di valutazione a sportello, quindi le domande verranno esaminate secondo l'ordine cronologico di arrivo.

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Fonte: www.finpiemonte.it


Martina Moretti

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Conto Termico 3.0 regole operative

Conto Termico 3.0: pubblicate le regole operative per gli incentivi

Il MASE ha approvato in data 19 dicembre 2025 le Regole Applicative del Conto Termico 3.0, relative al Decreto Ministeriale del 7 agosto 2025. Il provvedimento introduce importanti novità per chi desidera migliorare l'efficienza energetica degli edifici e produrre energia termica da fonti rinnovabili, con una dotazione finanziaria complessiva di 900 milioni di euro annui.

Cosa prevede il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 sostiene interventi di piccole dimensioni finalizzati all'incremento dell'efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il contributo viene erogato in conto capitale e può coprire fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili, rappresentando così un'opportunità significativa per privati, imprese e pubbliche amministrazioni che intendono investire nella transizione energetica.

Gli incentivi si configurano come un supporto diretto che velocizza il ritorno dell'investimento, rendendo più accessibili gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
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Disciplina transitoria dal precedente decreto

Le Regole Applicative forniscono precisazioni importanti in merito alla disciplina transitoria dal precedente D.M. 16 febbraio 2016, definendo modalità e tempistiche per le richieste di accesso agli incentivi.

Per tutti gli interventi ammissibili alla previgente disciplina e realizzati entro il 25 dicembre 2025, la richiesta di accesso agli incentivi relativi al D.M. 16 febbraio 2016 deve essere trasmessa entro 60 giorni dalla conclusione degli interventi. Questo termine permette ai beneficiari di completare l'iter amministrativo secondo le regole precedenti.

Per gli interventi realizzati dalle imprese i cui lavori siano stati avviati dal 7 agosto 2025 e non siano ancora conclusi alla data del 25 dicembre 2025, è prevista una procedura particolare. Fino all'entrata in esercizio del nuovo Portaltermico, è possibile inviare la "richiesta preliminare di accesso agli incentivi" (comma 3 dell'Articolo 25 del D.M. 7 Agosto 2025) tramite PEC all'indirizzo preliminareimpreseCT3@pec.gse.it.

Requisiti e modalità di accesso

Il documento delle Regole Applicative contiene tutte le indicazioni operative necessarie per accedere agli incentivi del Conto Termico 3.0. I soggetti interessati devono verificare attentamente i requisiti specifici previsti per ciascuna tipologia di intervento, nonché le modalità di presentazione delle domande attraverso i canali indicati dal GSE.

La pubblicazione delle Regole Applicative rappresenta un passaggio fondamentale per rendere operativo il nuovo meccanismo incentivante, fornendo certezze ai beneficiari e agli operatori del settore energetico.

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Fonte: www.gse.it/


Martina Moretti

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