Bando STEP 2025 Emilia Romagna

Regione Emilia-Romagna: bando STEP 2025, 45 milioni per tecnologie strategiche

La Regione Emilia-Romagna, con la delibera n. 2035 del 9 dicembre 2025, ha approvato il bando STEP 2025 per sostenere le imprese che operano nell'ambito della piattaforma per le tecnologie strategiche. Con una dotazione complessiva di 45 milioni di euro, l'iniziativa mira a finanziare, tramite contributi a fondo perduto, progetti di investimento e di ricerca e sviluppo. L'obiettivo è incentivare lo sviluppo di tecnologie critiche in tre ambiti: tecnologie digitali e deep tech; tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse; biotecnologie e medicinali critici.

Chi sono i beneficiari del bando STEP Emilia-Romagna?

Possono presentare domanda per il bando STEP Emilia-Romagna le singole imprese, sia PMI che grandi imprese, costituite nella forma giuridica delle società di capitali. Ogni impresa può presentare una sola domanda per la linea d'intervento dedicata agli investimenti e una per quella relativa alla ricerca e sviluppo, scegliendo una delle tre finestre disponibili.

Quali sono i progetti ammissibili al bando STEP Emilia-Romagna

I progetti ammissibili al bando STEP Emilia-Romagna devono rientrare in una delle due seguenti azioni:

  • Azione 1.6.1 – Investimenti: per lo sviluppo e/o la fabbricazione di tecnologie critiche e per il rafforzamento delle relative catene del valore.
  • Azione 1.6.2 – Ricerca e Sviluppo: per attività ad alto TRL (Technology Readiness Level) finalizzate allo sviluppo o alla produzione delle tecnologie strategiche.

Le tecnologie oggetto del progetto devono apportare elementi innovativi e all'avanguardia o contribuire a ridurre le dipendenze strategiche dell'Unione Europea da paesi terzi, dimostrando di essere pronte per il mercato e di poter generare un impatto economico significativo.
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Contributo e requisiti dei progetti

La dotazione finanziaria complessiva del bando STEP è di 45.000.000 di euro. Il contributo è concesso a fondo perduto, con percentuali massime che variano in base alla dimensione dell'impresa, al luogo dell'intervento e alle sue caratteristiche.

Per essere ammessi, i progetti devono rispettare i seguenti requisiti:

  • Prevedere un costo totale ammissibile non inferiore a 1.000.000 di euro, sia per i progetti di investimento (Azione 1.6.1) che per quelli di ricerca e sviluppo (Azione 1.6.2).
  • Essere avviati dopo la data di presentazione della domanda.
  • Essere conclusi entro 18 mesi dalla pubblicazione della graduatoria, salvo proroghe autorizzate.

Come fare domanda per il bando STEP 2025 Regione Emilia-Romagna

Le domande di contributo per il bando STEP Emilia-Romagna possono essere trasmesse alla Regione in tre diverse finestre temporali, a scelta del richiedente. Le procedure di valutazione sono separate per l'azione di investimento e per quella di ricerca e sviluppo, e seguiranno un criterio valutativo a graduatoria.

Le finestre di presentazione sono:

  • Prima finestra: dalle ore 10.00 del 5 febbraio 2026 alle ore 13.00 del 27 febbraio 2026.
  • Seconda finestra: dalle ore 10.00 del 4 maggio 2026 alle ore 13.00 del 29 maggio 2026.
  • Terza finestra: dalle ore 10.00 del 1° settembre 2026 alle ore 13.00 del 30 settembre 2026.

Se un progetto viene giudicato non ammissibile, l'impresa potrà ripresentarlo in una finestra successiva. Se invece risulta ammissibile ma non finanziabile per esaurimento delle risorse, sarà automaticamente inserito nella graduatoria della finestra successiva con il punteggio già ottenuto.

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Fonte: fesr.regione.emilia-romagna.it/


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando Lazio Energia Solare per Imprese

Regione Lazio: 20 milioni per il bando Energia Solare per le Imprese

La Regione Lazio ha stanziato 20 milioni di euro a fondo perduto per sostenere gli investimenti delle imprese nell'autoproduzione di energia da fonte fotovoltaica e nei relativi sistemi di accumulo. L’avviso, denominato “Energia Solare per le Imprese”, è un’importante opportunità per le aziende del territorio che intendono ridurre i propri costi energetici e l’impatto ambientale. Questo bando mira a finanziare l’acquisto e l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici o il potenziamento di quelli preesistenti, a servizio delle sedi operative situate nella regione.

A chi è rivolto l'avviso Energia Solare per le Imprese?

I beneficiari del contributo sono le imprese in forma singola, che alla data della domanda risultino già iscritte al Registro delle Imprese e operino presso la sede operativa oggetto dell'investimento. Anche le grandi imprese possono accedere al finanziamento, ma esclusivamente per progetti che prevedono l’installazione di impianti fotovoltaici con una nuova potenza di almeno 600 kWp.

Caratteristiche dei progetti ammissibili

I progetti finanziabili devono rispettare specifici requisiti tecnici e normativi. Gli impianti, nuovi o potenziati, devono essere collegati alla rete elettrica nazionale e censiti nel sistema GAUDI. Inoltre, è necessario che i moduli utilizzati siano presenti nel Registro delle Tecnologie Fotovoltaiche dell'ENEA e che l’installazione avvenga sulle coperture di unità immobiliari o pertinenze della sede operativa.

La capacità di produzione dell'impianto, compresi eventuali sistemi già esistenti, non deve superare il fabbisogno elettrico annuo della sede operativa, con una tolleranza massima del 20% in eccesso. I progetti devono inoltre rispettare la normativa vigente in materia urbanistica e paesaggistica e impiegare esclusivamente dispositivi nuovi di fabbrica. Sono esclusi dal contributo gli impianti a servizio di immobili a uso residenziale e quelli da installare in aree naturali protette o siti della rete Natura 2000.

L'avviso consente di finanziare anche l'acquisto e l'installazione di sistemi di stoccaggio dell'energia (behind-the-meter), a condizione che siano collegati all'impianto fotovoltaico e che, su base annua, assorbano almeno il 75% della loro capacità di stoccaggio dall'energia prodotta. La conformità tecnica di tutti i requisiti deve essere asseverata da un tecnico abilitato.
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Tipologia di contributo e spese ammissibili al bando Energia Solare per le Imprese

L'agevolazione del bando Lazio per l’energia solare consiste in un contributo a fondo perduto, la cui percentuale varia in base alla dimensione dell'impresa e alla tipologia di spese sostenute. L'importo massimo del contributo non può superare il limite di 1.000.000,00 euro per singola impresa. Per essere ammissibile, ciascun progetto di investimento deve prevedere una spesa minima di 75.000,00 euro. Un’ottima opportunità per le aziende che vogliono investire nella sostenibilità.

Come presentare la domanda per il bando Regione Lazio

Le domande di ammissione al contributo dell’avviso Energia Solare per le Imprese” dovranno essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma GeCoWEB Plus. La finestra per la presentazione sarà aperta dalle ore 12:00 del 3 febbraio 2026 e si chiuderà alle ore 17:00 del 31 marzo 2026. Il formulario per la compilazione della domanda sarà disponibile già a partire dalle ore 12:00 del 19 gennaio 2026.

La procedura di valutazione è "a sportello". Dopo una verifica dei requisiti formali, i progetti saranno valutati nel merito e otterranno un punteggio. Saranno ammessi al finanziamento i progetti che raggiungeranno un punteggio minimo di 40 punti, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

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Fonte: lazioinnova.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando STEP Campania 50 milioni

Regione Campania: con il bando STEP 50 milioni per tecnologie critiche

La regione Campania ha pubblicato l’avviso pubblico “STEP II EDIZIONE – Aiuti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche”, che mette a disposizione una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro. L’obiettivo è promuovere lo sviluppo delle tecnologie digitali, delle tecnologie pulite ed efficienti e delle biotecnologie, sostenendo la realizzazione di investimenti ad alto contenuto tecnologico da parte di PMI e grandi imprese.

A chi si rivolge il bando STEP Campania?

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, che si presentino in forma singola o in forma aggregata stabile. È richiesto che le aziende siano già costituite al momento della presentazione della domanda e che abbiano una sede operativa in Campania (o che intendano attivarla) dove verrà realizzato l’intervento. Questo importante bando STEP Campania mira a rafforzare le catene del valore strategiche presenti sul territorio regionale, salvaguardandone la competitività.

Interventi e settori tecnologici ammissibili

Gli interventi proposti devono riguardare almeno uno dei tre settori tecnologici strategici (STEP), che includono:

  • Tecnologie digitali e innovazione deep-tech;
  • Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
  • Biotecnologie.

I progetti per essere considerati finanziabili devono prevedere la realizzazione di investimenti produttivi, necessari per lo sviluppo o la fabbricazione della tecnologia strategica, oppure per il rafforzamento della relativa catena del valore. In aggiunta, possono essere incluse eventuali attività correlate di “ricerca industriale” e “sviluppo sperimentale”.

Per essere ammissibile, l’importo totale delle spese proposte non deve essere inferiore a 1.000.000 di euro. È inoltre obbligatorio allegare una perizia tecnica asseverata che descriva in dettaglio il progetto.
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Come funziona il contributo del bando STEP Campania

Gli aiuti del bando STEP Campania sono concessi sotto forma di sovvenzione a fondo perduto. Le intensità variano in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia di attività, come specificato di seguito.

Per gli investimenti produttivi, i contributi sono:

  • Micro e piccola impresa: fino al 70%
  • Media impresa: fino al 60%
  • Grande impresa: fino al 50%

Per le attività di ricerca industriale, le intensità sono:

  • Micro e piccola impresa: fino al 80%
  • Media impresa: fino al 75%
  • Grande impresa: fino al 65%

Per lo sviluppo sperimentale, le agevolazioni sono:

  • Micro e piccola impresa: fino al 60%
  • Media impresa: fino al 50%
  • Grande impresa: fino al 40%

Come fare domanda per il bando STEP Campania

La selezione dei progetti avverrà tramite una procedura “a graduatoria” e le domande per il bando STEP Campania potranno essere presentate dalle ore 00:00 del 4 febbraio 2026 alle ore 16:00 del 26 febbraio 2026.

Cerchi altri bandi regionali per la tua impresa? Consulta la nostra guida: bandi regionali e nazionali per imprese.

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Fonte: prfesr2127.regione.campania.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


legge di bilancio 2026

Legge di Bilancio 2026: le principali novità per il mondo delle imprese

Il panorama normativo per le imprese si appresta a vivere una fase di significativa trasformazione, con la Legge di Bilancio 2026 che si cristallizza in queste settimane decisive. Le bozze circolanti e le recenti anticipazioni politiche delineano un quadro complesso, dove a misure di forte incentivazione si affiancano necessarie razionalizzazioni e strette fiscali.

L’architettura della manovra poggia su due pilastri fondamentali: il ritorno dell'iperammortamento come strumento cardine per gli investimenti e una serie di interventi correttivi per la gestione dei crediti d’imposta. In un contesto reso incandescente dalla chiusura anticipata dei piani Transizione 4.0 e 5.0, il Governo sta mettendo a punto le ultime contromisure, come dimostra un nuovo e cospicuo pacchetto di finanziamenti annunciato in extremis. Questo articolo offre una disamina completa e aggiornata delle misure, dando risalto alle novità più recenti che definiranno il prossimo anno fiscale per il tessuto produttivo italiano.

Le ultime novità: un pacchetto da 3,5 miliardi per le imprese

Proprio mentre il dibattito sulla manovra sembrava avviato verso la conclusione, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato, lunedì 15 dicembre, l’arrivo di un nuovo pacchetto di modifiche dal valore complessivo di 3,5 miliardi di euro, interamente dedicato a sostenere il mondo delle imprese. Questo emendamento governativo, atteso in Commissione Bilancio al Senato, si presenta come una risposta diretta alle criticità emerse nelle ultime settimane. Le risorse aggiuntive hanno obiettivi precisi e strategici, mirati a sanare le situazioni più urgenti e a garantire la continuità degli incentivi.

La fetta più consistente dell'intervento, stimata in circa 1,7-1,8 miliardi di euro, sarà destinata a finanziare la lista d'attesa delle imprese rimaste escluse dal piano Transizione 5.0, che si è chiuso prematuramente per esaurimento fondi.

Un'altra porzione fondamentale del pacchetto, pari a 1,3 miliardi, servirà a evitare un taglio drastico ai crediti d'imposta spettanti alle aziende che hanno investito nella ZES Unica del Sud. Infine, una quota delle risorse andrà a rinforzare il fondo per il caro materiali, una richiesta pressante proveniente dal settore dell'edilizia. Questa iniezione di liquidità testimonia la volontà dell'esecutivo di non lasciare indietro le aziende che avevano pianificato i propri investimenti facendo affidamento su strumenti ormai chiusi.

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La transizione dall’incertezza del piano 5.0 al nuovo iperammortamento 2026

Il passaggio di consegne tra le vecchie e le nuove misure di incentivazione non è stato indolore. La fine dei piani Transizione 4.0 e 5.0 ha generato un periodo di profonda incertezza per le aziende, risolto solo in parte dall'introduzione del nuovo Iperammortamento 2026. Le recenti analisi emerse durante il convegno del Competence Center MADE 4.0 hanno fatto luce sulle criticità del sistema precedente e sulle direttrici del futuro strumento.

Le caratteristiche principali dell'Iperammortamento 2026

L'obiettivo del Governo è rendere l’Iperammortamento uno strumento più stabile e di più semplice accesso. Una delle principali ambizioni è renderlo pluriennale, almeno biennale, per offrire alle aziende un orizzonte di pianificazione più ampio. Tale estensione, tuttavia, si scontra con la necessità di reperire nuove risorse e con la richiesta di rispetto dei saldi di bilancio da parte del MEF.

Qualora non fosse possibile, il "piano B" consiste nell'estendere la finestra per la consegna dei beni da giugno a settembre 2027, riconoscendo i tempi tecnici, spesso di 8-9 mesi, necessari per la produzione e l'installazione di macchinari complessi.

Un ulteriore vantaggio strategico sarà l'immediata operatività della misura, senza la necessità di un decreto attuativo, con una piattaforma gestita dal GSE che potrebbe essere pronta per le prenotazioni già a inizio gennaio. Infine, il MIMIT sta valutando un aggiornamento degli allegati A e B, per includere aree tecnologiche emergenti come l'intelligenza artificiale e la cybersecurity.

La chiusura di transizione 5.0 e le risorse in sospeso

Il vero nodo gordiano del piano Transizione 5.0, come sottolineato da Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le politiche per le imprese del MIMIT, risiede nella profonda discrepanza tra le risorse prenotate e gli investimenti effettivamente portati a termine. A fronte di prenotazioni che hanno raggiunto i 4,8 miliardi di euro, superando di gran lunga la dotazione originaria di 2,75 miliardi, i progetti completati a poche settimane dalla scadenza del 31 dicembre ammontano ad appena 1,2 miliardi.

Questo squilibrio suggerisce che molte prenotazioni non si trasformeranno in spesa effettiva, ma ha comunque creato una lunga coda di domande in attesa. Il dato definitivo sarà noto solo il 28 febbraio, termine ultimo per gli oneri documentali, ma il recente stanziamento annunciato dal Ministro Giorgetti mira proprio a risolvere questo deficit finanziario.

Altre misure chiave nella Bozza di Bilancio 2026

Oltre al nuovo iperammortamento, la Legge di Bilancio 2026 introduce altre importanti disposizioni che avranno un impatto diretto sulla gestione aziendale e su specifici settori produttivi.

Il nuovo credito d’imposta 4.0 per l’agricoltura

L'articolo 97 della bozza introduce un nuovo credito d'imposta specificamente destinato alle imprese della produzione agricola, nella pesca e nell'acquacoltura. La misura, valida per gli investimenti effettuati nel 2026 (con consegna possibile fino al 30 giugno 2027), prevede un'aliquota unica del 40% sul costo di acquisizione di beni strumentali 4.0, fino a un tetto massimo di spesa di 1 milione di euro. Tuttavia, lo stanziamento previsto è molto limitato (1,4 milioni per il 2026 e 700.000 euro per il 2027), suggerendo una natura selettiva dell'intervento, la cui efficacia dipenderà dal decreto attuativo.

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Stretta sulle compensazioni dei crediti d’imposta

Una delle novità più dirompenti è contenuta nell'articolo 26, che introduce una stretta significativa sulle compensazioni. A partire dal 1° luglio 2026, sarà vietato utilizzare in compensazione tramite modello F24 la quasi totalità dei crediti d’imposta per saldare i debiti verso INPS e INAIL.

Questo divieto, inizialmente limitato, viene esteso a tutti i contribuenti e a tutti i crediti diversi da quelli emergenti dalle dichiarazioni fiscali. In aggiunta, la soglia di debito iscritto a ruolo che blocca la possibilità di compensare viene dimezzata, passando da 100.000 a 50.000 euro, rendendo le condizioni di accesso molto più stringenti.

Stop al credito d’imposta formazione

Infine, il MIMIT ha deciso di non rinnovare il credito d'imposta per la formazione che era stato incluso nel piano Transizione 5.0. La decisione scaturisce dalla scarsissima richiesta registrata: la linea dedicata alla formazione ha assorbito meno dell'1% delle risorse disponibili. La nuova strategia del Governo prevede di indirizzare i fondi per l'aggiornamento delle competenze in via prioritaria verso i Competence Center e la rete del trasferimento tecnologico, soggetti ai quali la Legge di Bilancio assicura un finanziamento pluriennale.

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 MARTINA


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Prestiti agevolati per le imprese

Finanziamenti agevolati per imprese 2026: la guida a bandi, requisiti e come ottenerli

La capacità di adattamento, crescita e innovazione è fondamentale per il successo e la longevità di qualsiasi impresa. Un elemento chiave in questo contesto è la finanza agevolata, una forma di supporto economico che offre alle aziende l’opportunità di perseguire i propri obiettivi grazie a risorse finanziarie erogate da enti statali e comunitari, spesso nella forma di prestiti agevolati.

Questo tipo di finanziamento è uno strumento di grande valore per le imprese, poiché facilita l’accesso a fondi cruciali per lo sviluppo e la competitività nel panorama imprenditoriale italiano. Consentendo investimenti che altrimenti risulterebbero molto gravosi per le finanze dell’imprese e, in alcuni casi, persino inaccessibili.

Ma cosa sono esattamente i finanziamenti agevolati per le imprese? Come funzionano e chi li concede? Vediamo insieme il funzionamento di questo strumento di finanza agevolata, dal quadro normativo alle procedure per accedere ai finanziamenti agevolati.

Cosa sono i finanziamenti agevolati

I prestiti agevolati sono finanziamenti destinati a promuovere lo sviluppo economico delle imprese. Sono concessi a condizioni particolarmente favorevoli rispetto ai tassi di mercato. Possono includere tassi di interesse agevolati, condizioni di rimborso più flessibili, o altre agevolazioni che rendono l’accesso al credito più semplice e vantaggioso per le aziende.

È importante confonderli con i contributi a fondo perduto, ovvero somme di denaro erogate alle imprese che non devono essere restituite. Mentre i finanziamenti agevolati sono prestiti offerti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di mercato, ma che prevedono un piano di rimborso.
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Come funzionano i prestiti agevolati: caratteristiche principali

La definizione di prestiti agevolati è più ampia di quanto ci si aspetterebbe: è un prestito agevolato qualunque finanziamento concesso a condizioni vantaggiose e concepito per dare vantaggio al beneficiario. Non si tratta quindi di un prestito erogato a condizioni di mercato, sia pure competitive. La natura stessa del prestito agevolato rispecchia il suo scopo: mettere il beneficiario in una condizione di vantaggio rispetto a quanto accadrebbe se ricorresse ai tradizionali canali di accesso al credito.

Fatta questa fondamentale premessa, è importante capire che un prestito agevolato può assumere diverse forme. La sua agevolazione può infatti estrinsecarsi sia tramite l’applicazione di un tasso di interesse minore rispetto alle medie di mercato, sia tramite altre condizioni.

Tra le varie forme del prestito agevolato per le imprese, le più comuni sono:

  • prestito a tasso di interesse agevolato;
  • prestito a tasso zero;
  • prestito con tasso di interesse agevolato e una quota di finanziamento a fondo perduto;
  • prestito agevolato con una quota di finanziamento a fondo perduto e la restante parte erogata a condizioni di mercato da una banca convenzionata con l’ente pubblico di riferimento;
  • prestito con garanzia pubblica.

Di queste casistiche, la più comune rimane la prima, anche se non mancano bandi pubblici per l’attivazione di garanzie pubbliche su finanziamenti erogati da banche private (scenario che corrisponde all’ultimo punto del nostro elenco).

Alla luce di quanto detto, appare chiaro che prima di sottoscrivere un prestito agevolato per imprese vanno approfondite le condizioni del contratto. Sì, perché è certo che i prestiti agevolati per le imprese siano più vantaggiosi dei prestiti a condizioni di mercato, tuttavia l’impresa deve avere ben chiaro a cosa va incontro. A prescindere dal tasso e condizioni, infatti, un prestito presuppone un piano di rimborso pluriennale con il pagamento di rate che impattano sui bilanci.
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Perché i finanziamenti agevolati sono vantaggiosi per le imprese

Come abbiamo spiegato nelle righe precedenti, i prestiti agevolati consentono alle imprese di accedere al credito a condizioni migliori rispetto a quelle di mercato. Vale a dire che, a fronte della necessità di nuova liquidità, è possibile ottenere credito a costi più bassi e/o a fronte di garanzie minori rispetto a quelle normalmente richieste.

A seconda del tipo di prestito ottenuto è quindi concessa una somma più alta rispetto a quella che si otterrebbe altrimenti (nel caso dei prestiti con garanzia pubblica) o sono applicati costi minori.

In ogni caso, un minor costo del denaro facilita l’impresa beneficiaria nell’accesso al credito e consente di sviluppare progetti ambiziosi. Progetti che spesso, senza il ricorso ai prestiti agevolati, potrebbero risultare irrealizzabili perché troppo onerosi.

L'accesso a capitale a costi ridotti permette alle imprese di svilupparsi in vari modi, tra cui:

  • implementare progetti di innovazione tecnologica;
  • espandere la propria presenza sui mercati internazionali;
  • migliorare l'efficienza produttiva;
  • investire in ricerca e sviluppo.

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Cosa si intende per tasso agevolato

Il tasso agevolato è un tasso di interesse inferiore rispetto a quello di mercato. Generalmente offerto da enti pubblici o privati per supportare determinati settori o categorie di beneficiari, come giovani imprenditori o soggetti in difficoltà economica.

È il tratto tipico dei finanziamenti agevolati per le imprese e consiste in una forma di agevolazione volta a ridurre il costo del finanziamento. Facilitando così l’accesso al credito per le imprese che necessitano di fondi per investimenti, espansione o innovazione.

È importante distinguere tra tasso agevolato e tasso zero. Mentre il tasso agevolato è semplicemente ridotto rispetto ai normali tassi di mercato, il tasso zero implica l’assenza totale di interessi sul prestito. Il tasso zero viene solitamente offerto come promozione temporanea o incentivo all’acquisto, mentre il tasso agevolato è una misura più strutturata e continua. In ogni caso, il tasso agevolato proposto alle imprese da regioni ed enti nazionali può essere un tasso zero. Non c’è però una regola per cui i prestiti tasso agevolato corrispondono a prestiti a tasso zero.

A chi sono destinati i prestiti agevolati per le imprese

I finanziamenti agevolati per le imprese sono destinati a una vasta gamma di beneficiari, tra cui:

  • Piccole e medie imprese (PMI) che necessitano di fondi per espandere o migliorare la propria attività.
  • Startup e nuove iniziative imprenditoriali che richiedono sostegno finanziario per avviare il proprio business.
  • Donne imprenditrici e giovani imprenditori, con l’obiettivo di incentivare l’imprenditoria femminile e giovanile.
  • Imprese situate in aree economicamente svantaggiate o a rischio di abbandono, per favorire lo sviluppo economico regionale.
  • Imprese che operano in settori specifici come l’agricoltura, la tecnologia, la sostenibilità ambientale e l’innovazione tecnologica.

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Chi eroga i finanziamenti agevolati imprese

I finanziamenti agevolati per imprese sono sempre legati a bandi per imprese, avvisi, misure di finanziamento e altre azioni di finanza agevolata promosse e/o gestite da enti pubblici. Possono essere erogati da una varietà di enti, tra cui:

  • Governo e amministrazioni pubbliche: a livello nazionale, regionale e locale, attraverso fondi destinati allo sviluppo economico.
  • Unione Europea: tramite programmi e bandi specifici che supportano l’innovazione e la competitività delle imprese.
  • Istituti di credito e banche: spesso in collaborazione con enti pubblici, erogano finanziamenti agevolati utilizzando fondi stanziati da programmi regionali o nazionali.
  • Confidi (consorzi di garanzia collettiva dei fidi): offrono garanzie e finanziamenti agevolati alle PMI, operando come intermediari tra le imprese e le istituzioni finanziarie.

Quali sono i requisiti da rispettare

Poiché i prestiti agevolati per imprese sono di fatto strumenti di finanza agevolata, si inseriscono in progetti e piani di supporto alle imprese di ampio respiro. Ed è per questa ragione che i requisiti possono fortemente variare da un caso all’altro.

Facciamo un esempio. Un prestito agevolato che viene concesso per incentivare l’assunzione di disoccupati e figure professionalmente svantaggiate potrebbe prevedere la presentazione di un progetto di assunzione e richiedere un business plan orientato all’espansione dell’impresa (in modo da giustificare l’assunzione di nuovo personale). Mentre un finanziamento agevolato concesso all’interno di un progetto comunitario per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti potrebbe richiedere la presentazione di un piano per la revisione dei processi produttivi in ottica green.

I requisiti per l’accesso al credito dipendono quindi da caso a caso. Non esite infatti una regola che stabilisce le condizioni per ottenere contributi e prestiti da parte degli enti pubblici. Tutto sta a rispondere ai requisiti del bando, che ovviamente variano da caso a caso. È evidente quindi la necessità di analizzare con grande attenzione il bando o avviso cui si fa riferimento per avere la certezza di soddisfare i requisiti necessari e rispettare le scadenze per l’invio della domanda.

L'importanza del supporto di un consulente

Navigare in questo panorama complesso richiede tempo, competenza e un aggiornamento costante. Un errore formale, una valutazione errata del proprio progetto o il mancato rispetto di una scadenza possono compromettere l'esito di una domanda. È qui che il supporto di un consulente specializzato diventa non solo un aiuto, ma un fattore strategico per il successo.

Spesso, la complessità delle procedure e dei requisiti rende consigliabile rivolgersi a una società di consulenza in finanza agevolata che può guidare le imprese nel percorso di accesso ai fondi. Una delle società leader in questo settore è Golden Group, che offre un servizio di consulenza personalizzata.

Golden Group supporta le aziende nel processo di accesso alle opportunità offerte dalla finanza agevolata, monitorando costantemente il quadro legislativo e identificando le migliori opportunità di finanziamento. Questo supporto consente alle imprese di risparmiare tempo e di aumentare le possibilità di ottenere i finanziamenti necessari per la loro crescita e sviluppo.
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Come si accede ai finanziamenti agevolati

Accedere ai finanziamenti agevolati richiede la presentazione di una domanda attraverso specifici bandi o programmi. Le modalità di accesso possono variare a seconda del tipo di prestito agevolato e dell’ente erogatore. Le principali modalità sono:

  • A sportello: le domande di finanziamenti a tasso agevolato vengono valutate in ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento dei fondi disponibili.
  • Con graduatoria: i progetti vengono selezionati e valutati comparativamente sulla base di determinati parametri.
  • Negoziale: destinata ai grandi progetti che richiedono investimenti elevati, prevede la stipula di accordi tra le imprese e la pubblica amministrazione.

La documentazione da presentare per i finanziamenti agevolati alle imprese

Come per i requisiti, la documentazione per i prestiti agevolati alle imprese varia da caso a caso. Vi sono però alcuni documenti ricorrenti, i più frequenti sono:

  • Documento del titolare/legale rappresentante in corso di validità;
  • Copia Visura Camerale rilasciata da non più di 3 mesi;
  • Copia modello attribuzione Partita IVA;
  • Modello Unico della società;
  • Ultimi due bilanci depositati;
  • Perizie tecniche;
  • Preventivi per l’acquisto dei beni o servizi per cui si richiede il finanziamento;
  • Preventivi di eventuali lavori strutturali nei locali interessati dall’investimento;
  • Preventivi per eventuali spese per l'avvio del progetto;
  • Preventivi delle eventuali coperture assicurative necessarie.

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Processo di presentazione della domanda

Essendo uno strumento di finanza agevolata, i prestiti agevolati per imprese seguono lo stesso iter delle altre agevolazioni pubbliche. È quindi necessario individuare un bando che risponda alle proprie esigenze e necessità, per poi inviare la domanda, avendo cura di soddisfare i requisiti fissati dall’ente erogatore.

La fase successiva è la preparazione della documentazione, che deve essere completa, accurata e ben organizzata per massimizzare le possibilità di accesso al credito. Solo a questo punto è possibile procedere con la presentazione della domanda, rigorosamente secondo le modalità indicate nel bando.

Infine, è importante monitorare lo stato della domanda ed essere pronti a fornire eventuali integrazioni. La tempestività e una comunicazione proattiva con l'ente erogatore possono influenzare positivamente l'esito della valutazione e l'accesso al credito.

I principali finanziamenti agevolati alle imprese del 2026

Per il 2026, il panorama dei finanziamenti agevolati disponibili per le imprese italiane è ricco di opportunità strutturali. Di seguito, una panoramica aggiornata delle principali misure attive e verificate.

On Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

ON - Oltre Nuove imprese a Tasso Zero” è l’incentivo, sempre attivo, per la creazione e lo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile (under 35) o femminile. Sostiene progetti fino a 3 milioni di euro con un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni, coprendo fino al 90% delle spese. Lo sportello è gestito da Invitalia ed è sempre aperto, salvo brevi sospensioni tecniche per aggiornamenti della piattaforma.
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Resto al Sud 2.0 2026

La misura "Resto al Sud" è stata sostituita da Resto al Sud 2.0, la nuova e potente agevolazione attiva dal 15 ottobre 2025 e operativa per tutto il 2026. Questo incentivo si rivolge esclusivamente a giovani under 35 (inoccupati, disoccupati o "working poor") che vogliono avviare attività nel Mezzogiorno. L’agevolazione è composta al 100% da contributi a fondo perduto, con un voucher di avvio (fino a 50.000 euro) e un contributo sugli investimenti (fino al 75%).

Smart&Start Italia

Smart&Start Italia è l'incentivo a sportello, sempre attivo e gestito da Invitalia, che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Offre un finanziamento a tasso zero che copre l'80% delle spese ammissibili (elevabile al 90% per imprese femminili, giovanili o con dottori di ricerca). Per le startup con sede nel Sud Italia, si aggiunge un contributo a fondo perduto pari al 30%. Le domande vengono esaminate in ordine di arrivo, senza graduatorie.

Beni Strumentali Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini è una misura strutturale e a sportello, sempre disponibile per le imprese che investono in macchinari, attrezzature e tecnologie digitali. L’agevolazione consiste in un contributo ministeriale che abbatte il costo degli interessi su un finanziamento bancario o leasing. È uno degli strumenti più utilizzati dalle PMI per sostenere gli investimenti in beni strumentali.

Finanziamenti agevolati alle imprese vittime di mancati pagamenti

Questa misura a sportello, gestita dal MIMIT, è attiva e offre finanziamenti a tasso zero fino a 500.000 euro per PMI e professionisti. È uno strumento molto specifico: per accedervi è necessario essere parte offesa in un procedimento penale avviato per reati come truffa, estorsione, insolvenza fraudolenta o bancarotta.
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Altri canali per l'accesso ai finanziamenti agevolati per imprese

Oltre alle singole misure, che hanno spesso scadenze e requisiti specifici, esistono canali di finanziamento strutturali a cui le imprese possono rivolgersi in modo continuativo. Generalmente si tratta di forme di finanziamenti agevolati per le imprese affidati ad enti che non offrono un'opportunità singola, ma vari strumenti per supportare la crescita, l'innovazione e l'export. Proponendosi come veri e propri partner istituzionali che aiutano le imprese a crescere e consolidarsi. Comprendere il loro funzionamento è fondamentale per costruire una strategia finanziaria completa.

Come ottenere finanziamenti alle imprese con Cassa Depositi e Prestiti (CDP)

Cassa Depositi e Prestiti non è un singolo bando, ma un'istituzione che supporta le imprese attraverso diversi canali. Tra i principali troviamo il Fondo Rotativo Imprese (FRI), che co-finanzia a tasso agevolato grandi programmi di investimento in innovazione e sostenibilità insieme al sistema bancario. Altri strumenti includono il Fondo 394 per l'internazionalizzazione (fiere, e-commerce, transizione digitale) e l'Export Finance, che finanzia i clienti esteri per incentivare l'acquisto di prodotti italiani.

Cosa sono i finanziamenti agevolati Confidi

I Confidi sono consorzi di imprese che agiscono come partner strategici per le PMI, facilitando il loro accesso al credito. Il loro ruolo principale è quello di rilasciare garanzie collettive che riducono il rischio per le banche, permettendo alle imprese socie di ottenere prestiti a condizioni migliori. In alcuni casi, i Confidi più strutturati possono anche erogare finanziamenti diretti a tassi agevolati, utilizzando fondi pubblici.

Fondo di Garanzia per le PMI

Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno strumento gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che non eroga un prestito diretto, ma rilascia una garanzia pubblica per facilitare l'accesso al credito bancario da parte di imprese e professionisti. La garanzia dello Stato copre una parte significativa del finanziamento (fino all'80% per gli investimenti), riducendo il rischio per la banca e rendendo più semplice per le PMI ottenere liquidità o fondi per nuovi investimenti. L'importo massimo garantito per singola impresa è stato elevato a 5 milioni di euro per tutto il 2026. Possono beneficiarne micro, piccole e medie imprese (PMI) economicamente sane e, recentemente, anche le Mid Cap (fino a 499 dipendenti). Sono inoltre previste condizioni di favore per specifiche categorie come imprese femminili, startup innovative e aziende del Sud.

Trasforma la complessità in opportunità con i finanziamenti agevolati alle imprese

Per il 2026, i finanziamenti agevolati per imprese non sono solo un'opzione, ma una leva strategica fondamentale per la crescita. Permettono di accedere al capitale necessario per innovare, competere e rendere la propria azienda più solida. Tuttavia, come questa guida ha mostrato, il panorama è complesso e in continua evoluzione. Orientarsi tra bandi, requisiti e scadenze richiede un impegno costante, e un singolo errore può compromettere l'accesso ai fondi. È qui che il supporto di un consulente specializzato trasforma la complessità in un'opportunità concreta, garantendo che ogni possibilità di ottenere finanziamenti per la tua impresa venga massimizzata.
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Domande Frequenti (FAQ) sui Finanziamenti Agevolati per Imprese 2025 2026

Quali sono i principali tipi di finanziamenti per le imprese e in cosa si differenziano i finanziamenti agevolati?

Esistono due grandi categorie di finanziamenti per le imprese: i prestiti di mercato, erogati dalle banche a tassi standard, e i finanziamenti agevolati per le imprese. Questi ultimi si distinguono perché sono supportati da fondi pubblici (nazionali o europei) e offrono condizioni molto più vantaggiose, come tassi d'interesse ridotti (spesso a tasso zero) e piani di rimborso più lunghi. Il loro scopo è incentivare specifici investimenti, come l'innovazione, la digitalizzazione o la crescita di nuove attività.

Come posso accedere ai finanziamenti agevolati per le imprese?

L'accesso ai finanziamenti agevolati per le imprese avviene partecipando a specifici bandi o misure a sportello. I passaggi chiave sono: 1. Definire con precisione il progetto da finanziare (es. acquisto di un macchinario); 2. Individuare la misura attiva più adatta (es. Nuova Sabatini, Resto al Sud 2.0); 3. Verificare attentamente di possedere tutti i requisiti richiesti; 4. Preparare la documentazione necessaria (business plan, preventivi, ecc.) e presentarla secondo le modalità previste.

La mia banca mi chiede troppe garanzie. Esistono finanziamenti per imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito?

In questo caso, lo strumento più importante è il Fondo di Garanzia per le PMI. Non è un finanziamento diretto, ma una garanzia pubblica che lo Stato concede alla banca per tuo conto. Questa garanzia riduce il rischio per l'istituto di credito, che sarà quindi molto più propenso a erogare i finanziamenti alle imprese a condizioni più favorevoli. È uno strumento fondamentale per superare l'ostacolo delle garanzie richieste.

Per ottenere questi finanziamenti per le imprese è necessario rivolgersi a un consulente?

Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato. Il mondo dei finanziamenti agevolati per imprese è estremamente complesso, con bandi che hanno requisiti tecnici e scadenze rigide. Un consulente esperto non solo ti fa risparmiare tempo prezioso, ma massimizza le tue probabilità di successo, preparando una domanda corretta e completa ed elaborando la migliore strategia per i tuoi finanziamenti d'impresa.

Devo acquistare un nuovo macchinario 4.0. Quali finanziamenti per le imprese posso utilizzare?

Per l'acquisto di beni strumentali, come macchinari, attrezzature e software, la misura di riferimento è la Nuova Sabatini. Si tratta di uno dei più noti finanziamenti agevolati specifici per questo scopo. Funziona come una misura a sportello sempre attiva e ti permette di abbattere il costo degli interessi sul prestito necessario per l'acquisto, rendendo l'investimento molto più sostenibile.

Chi eroga i prestiti agevolati per le imprese?

prestiti agevolati per le imprese sono concessi principalmente da enti pubblici o da banche in convenzione con essi. I principali attori in Italia sono il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e la sua agenzia operativa Invitalia, che gestisce bandi come Resto al Sud 2.0 e Smart&Start Italia. Anche Cassa Depositi e Prestiti (CDP) gioca un ruolo chiave, spesso in collaborazione con il sistema bancario, per supportare i finanziamenti alle imprese di maggiori dimensioni o con focus su export e innovazione.

Quali sono i principali incentivi per le startup innovative e le PMI nel 2026?

Per il 2026, tra i principali finanziamenti agevolati per imprese attivi troviamo: ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, che supporta la creazione di aziende a prevalenza giovanile o femminile; Smart&Start Italia, specificamente dedicato alle startup innovative ad alto contenuto tecnologico; e la Nuova Sabatini, una misura sempre attiva che facilita l'acquisto di macchinari e beni strumentali. A questi si aggiunge il nuovo e potente Resto al Sud 2.0 per giovani under 35 nel Mezzogiorno.

Ci sono aiuti specifici per le imprese in difficoltà?

Sì, ma sono strumenti molto mirati. Un esempio è il fondo per i finanziamenti agevolati a tasso zero per le imprese vittime di mancati pagamenti. Questa misura è attiva ma è destinata esclusivamente a quelle PMI e a quei professionisti che possono dimostrare di essere parte offesa in un procedimento penale avviato per reati specifici come truffa, estorsione o bancarotta. Non si tratta quindi di un aiuto generalizzato per crisi di liquidità, ma di un supporto legato a precise circostanze legali.

I finanziamenti agevolati per le imprese sono disponibili anche per chi non rientra nelle categorie "giovani" o "donne"?

Assolutamente sì. Sebbene molte misure come "ON - Oltre" e "Resto al Sud 2.0" abbiano requisiti anagrafici specifici, la maggior parte dei finanziamenti per le imprese non ha vincoli di età o di genere. Strumenti fondamentali come la Nuova Sabatini per l'acquisto di macchinari, il Fondo di Garanzia per le PMI e molti dei canali gestiti da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) sono accessibili a tutte le PMI e grandi imprese, indipendentemente dalla composizione della compagine sociale.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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