Bando Investimenti sostenibili 4.0 PMI Mezzogiorno

Bando MIMIT Investimenti sostenibili 4.0 per PMI del Mezzogiorno, domande da ottobre

Il MIMIT ha definito il calendario e le modalità operative per accedere alla misura Investimenti sostenibili 4.0 per PMI del Mezzogiorno 2026, completando con il decreto direttoriale 5 agosto 2026 il quadro stabilito dal decreto ministeriale 18 marzo 2026.

La novità centrale riguarda l’apertura della procedura telematica della misura, già presentata nel nostro articolo sui 448 milioni dell’edizione 2026. Le imprese interessate possono compilare la domanda dal 10 settembre e trasmetterla dal 6 ottobre 2026 attraverso lo sportello dedicato.
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PMI beneficiarie e territori ammessi

Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese che realizzano il programma presso un’unità produttiva localizzata in Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia o Sardegna.

L’intervento deve sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, rispettando i principi di tutela ambientale e gli obiettivi climatici perseguiti dal Programma nazionale Ricerca, innovazione e competitività 2021-2027.

Tecnologie e programmi di investimento

I progetti devono avere un contenuto tecnologico elevato e aumentare efficienza o flessibilità attraverso tecnologie abilitanti coerenti con il Piano Transizione 4.0.

  • Produzione avanzata: advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, simulazione e realtà aumentata.
  • Integrazione digitale: integrazione orizzontale e verticale, Internet of Things, Industrial Internet e cloud.
  • Dati e sicurezza: cybersecurity, big data e analytics, intelligenza artificiale e blockchain.

Per distinguere i beni interconnessi e le principali agevolazioni disponibili è utile il quadro dedicato ai beni strumentali 4.0, fermo restando che ogni strumento mantiene requisiti e modalità autonome.
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Importo e spese ammissibili

Il programma deve avere spese comprese tra 750.000 e 5 milioni di euro. L’investimento può essere avviato soltanto dopo la presentazione della domanda e deve essere completato entro 18 mesi.

  • Beni produttivi: macchinari, impianti e attrezzature nuovi funzionali al programma.
  • Opere e software: opere murarie fino al 40% dei costi, programmi informatici e licenze.
  • Servizi e certificazioni: certificazioni ambientali e, nei limiti previsti, consulenze specialistiche ed energetiche.

Come funziona il contributo

La copertura nominale massima raggiunge il 75% delle spese ammissibili attraverso il concorso di due forme di sostegno, che devono essere considerate insieme nella pianificazione finanziaria.

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Come fare domanda per il bando Investimenti sostenibili 4.0

La presentazione si articola in due fasi distinte. La compilazione sarà disponibile dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026, così da consentire alle PMI di inserire dati, progetto e documentazione prima dell’apertura effettiva dello sportello.

  • Prima fase: compilazione della domanda a partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026.
  • Seconda fase: invio dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026, nei giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, tra le ore 10:00 e le ore 17:00.

La selezione segue una procedura valutativa a sportello. L’ordine di presentazione assume quindi un peso concreto, ma l’accesso alle agevolazioni resta subordinato alla verifica dei requisiti e alla valutazione del programma.

La descrizione completa della misura e della dotazione da 448 milioni resta il riferimento generale, mentre questo aggiornamento si concentra sugli adempimenti necessari per l’apertura.

Cosa controllare prima dell’invio della domanda

Prima del 6 ottobre è opportuno completare il piano tecnico ed economico, verificare l’unità produttiva, classificare le spese e raccogliere i documenti richiesti dalla procedura informatica.

La funzione di precompilazione già attiva deve essere utilizzata per eliminare incongruenze e carenze documentali. Il progetto deve collegare tecnologie, risultati attesi, sostenibilità, cronoprogramma e copertura della quota non agevolata.

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Fonte: MIMIT – Investimenti sostenibili 4.0 (2026)


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bandi STEP Regione Umbria 2026

Bandi STEP Regione Umbria: finanziamenti e sovvenzioni per oltre 31 milioni

Regione Umbria ha pubblicato due avvisi dedicati agli investimenti nelle tecnologie strategiche, con una dotazione complessiva superiore a 31 milioni di euro nell’ambito della Strategic Technologies for Europe Platform.

Le misure sostengono transizione digitale, innovazione deep tech, biotecnologie e tecnologie pulite. Le due linee hanno però beneficiari, forme di agevolazione e procedure differenti e devono essere valutate separatamente.
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Come funziona lo strumento finanziario per le MPMI

Il primo avviso è rivolto a micro, piccole e medie imprese, singole o aggregate, che realizzano l’intervento presso un’unità produttiva o una sede di esercizio situata nel territorio regionale.

Il finanziamento agevolato prevede un tasso fisso dell’1% e una durata di 84 mesi, articolata in 24 mesi di preammortamento e 60 mesi di ammortamento, con rimborso mediante rate semestrali costanti posticipate.

  • Remissione con occupazione: la riduzione del debito può arrivare fino al 50% del finanziamento quando ricorrono le condizioni di incremento occupazionale previste dall’avviso.
  • Remissione senza occupazione: in assenza di incremento occupazionale, la percentuale massima è pari al 45%.
  • Procedura: la misura è gestita da Gepafin attraverso una procedura valutativa a sportello.

Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 1° ottobre alle ore 12:00 del 30 novembre 2026. La preparazione anticipata è importante perché lo sportello combina ordine di arrivo e verifica della qualità del programma.
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La linea a sovvenzione diretta

La seconda linea, concessa come sovvenzione diretta a fondo perduto, è destinata alle grandi imprese con sede operativa in Umbria. La partecipazione in forma singola è riservata esclusivamente alle grandi imprese; in alternativa è possibile costituire un raggruppamento temporaneo con PMI indipendenti.

  • RTI: la grande impresa assume il ruolo di capofila o mandataria e il raggruppamento può comprendere fino a sei soggetti complessivi: una GI e non più di cinque PMI.
  • Quota dei partner: ciascuna impresa del raggruppamento deve sostenere almeno il 10% dei costi complessivi del progetto.
  • Interventi: sono finanziati sviluppo e fabbricazione di tecnologie critiche, con attività complementari di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Le istanze devono essere inviate online tramite la piattaforma di Sviluppumbria dalle ore 10:00 del 1° ottobre alle ore 12:00 del 30 novembre 2026. La selezione avviene con graduatoria di merito e richiede almeno 55 punti su 100.

I settori tecnologici interessati

Entrambe le linee operano nei settori individuati dal programma europeo STEP, con l’obiettivo di ridurre le dipendenze strategiche e rafforzare la capacità produttiva nei comparti essenziali per la competitività europea.

  • Digitale e deep tech: soluzioni digitali avanzate e innovazioni ad alta intensità di conoscenza.
  • Tecnologie pulite: investimenti efficienti sotto il profilo energetico e nell’uso delle risorse.
  • Biotecnologie: sviluppo e fabbricazione di tecnologie critiche riconducibili al relativo ambito STEP.

Per i progetti di intelligenza artificiale può essere utile consultare anche il precedente bando AI for Umbria, prestando attenzione alle differenze di platea, spese e calendario.

Come scegliere la linea corretta

La prima verifica riguarda dimensione dell’impresa, sede del progetto e forma di partecipazione. Le MPMI trovano nello strumento finanziario un prestito agevolato con remissione; la sovvenzione è invece costruita per grandi imprese singole o capofila di RTI.

Occorre poi collegare investimenti, tecnologia critica e risultati attesi. Un progetto credibile descrive avanzamento tecnologico, capacità produttiva, ricadute economiche, fabbisogno finanziario e, quando rilevante, incremento occupazionale.

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Fonti: Gepafin – Bando STEP 2026


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


AI acquisition nelle PMI

Intelligenza artificiale nelle PMI: la tecnologia non basta senza competenze e dati

L’intelligenza artificiale è già entrata nel lessico delle imprese, ma tra curiosità e trasformazione organizzativa resta una distanza rilevante. Solo l’8% delle PMI italiane dichiara progetti attivi o in sperimentazione, mentre il confronto con le grandi imprese, oltre il 70%, mostra quanto incidano dimensione e struttura. Il vero tema non è più conoscere l’AI, bensì costruire le condizioni per usarla in modo continuativo, sicuro e collegato agli obiettivi aziendali.

Le PMI rappresentano una parte decisiva del sistema produttivo, con oltre 245 mila imprese che generano il 42% del fatturato privato totale, il 38% del valore aggiunto e il 35% dell’occupazione privata. La loro maturità digitale influenza quindi la competitività del Paese, non soltanto quella delle singole aziende. Dati, automazione e capacità decisionale stanno diventando fattori con cui proteggere margini, tempi e posizionamento in mercati sempre più incerti.
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Interesse e adozione nelle PMI

Nel 2025 una PMI su due ha aumentato la spesa digitale, segnalando che la trasformazione è ormai una priorità riconosciuta. Tuttavia, solo il 24% investe intensamente e in modo trasversale nelle diverse aree aziendali, mentre il 22% considera il digitale marginale nel proprio settore. Questa discontinuità limita l’effetto degli investimenti, perché strumenti isolati e sperimentazioni occasionali difficilmente modificano processi, responsabilità e modelli decisionali.

L’adozione cresce soprattutto nelle medie imprese, dove la quota di progetti attivi o sperimentali raggiunge il 15%. La maggiore articolazione organizzativa favorisce gli investimenti, ma non elimina la necessità di definire priorità chiare e competenze interne. Il punto di partenza resta il fabbisogno aziendale: un progetto utile nasce da un problema misurabile, non dalla semplice disponibilità di una nuova applicazione.

Il quadro conferma e aggiorna le criticità già emerse nell’analisi Golden Group sulla digitalizzazione delle PMI italiane. Il divario non riguarda soltanto la disponibilità di software: coinvolge qualità dei dati e competenze specialistiche, capacità di integrare le tecnologie nei flussi e continuità degli investimenti. La maturità digitale è quindi un sistema, non una collezione di strumenti.

I tool pronti all’uso abbassano la soglia d’ingresso

Le applicazioni generative e le piattaforme cloud semplificano l’accesso, consentendo anche a realtà piccole di sperimentare senza sviluppare modelli proprietari. Il 19% delle PMI ha già usato o sta provando soluzioni ready-to-use, comprese licenze a pagamento. L’approccio è spesso pragmatico: classificazione dei documenti, creazione di testi, automazione di attività ricorrenti e chatbot per assistere clienti e collaboratori.

Questa facilità produce risultati rapidi, ma può creare un’illusione: utilizzare un assistente generativo non equivale ad avere una strategia di intelligenza artificiale. Il valore arriva quando il caso d’uso entra nel processo, dispone di dati affidabili e ha un responsabile capace di misurare qualità e benefici. La sperimentazione deve diventare apprendimento organizzativo, altrimenti resta un insieme di prove scollegate e difficili da governare.

L’interesse complessivo è aumentato di undici punti percentuali, includendo progetti, valutazioni, analisi esplorative e scouting tecnologico. Manifattura e logistica mostrano una spinta più vivace, perché efficienza produttiva, manutenzione e pianificazione offrono indicatori immediati. Il passaggio successivo è selezionare pochi casi prioritari, definendo obiettivi, dati necessari, rischi, responsabilità e criteri con cui decidere se estendere la soluzione.

Dove l’AI crea benefici operativi

Le imprese che hanno avviato progetti segnalano vantaggi concreti in efficienza, produttività e qualità operativa. I modelli elaborano dati storici per supportare previsioni, dalla domanda commerciale alle scorte, dalla manutenzione alla pianificazione delle consegne. La rapidità decisionale è un beneficio centrale, perché permette di intervenire prima che un’anomalia si trasformi in fermo, spreco, ritardo o perdita di servizio.

Nella produzione l’analisi in tempo reale può ridurre gli scarti, come nel caso di una media impresa dei materiali impermeabilizzanti che mappa difetti e anomalie degli impianti. Sensori IoT e algoritmi possono migliorare l’uso delle risorse, come mostra l’impresa dell’irrigazione che ha ridotto acqua e fertilizzanti fino all’80% e al 40%. Efficienza economica e sostenibilità possono così convergere, quando tecnologia e processo sono progettati insieme.

Il riconoscimento visivo apre applicazioni nella qualità e nella sicurezza: nel farmaceutico può distinguere i prodotti da mantenere o rimuovere dai lotti, riducendo errori; nelle costruzioni può riconoscere situazioni di pericolo attraverso videosorveglianza o dispositivi indossabili. L’AI non sostituisce la responsabilità umana, ma amplia la capacità di rilevare segnali. Il risultato dipende da addestramento e supervisione, oltre che dalla qualità delle immagini e delle regole operative.

Marketing e customer care sono spesso il primo laboratorio, perché i modelli generativi aiutano a produrre contenuti, personalizzare messaggi e rispondere in linguaggio naturale. I chatbot possono recuperare informazioni dai database aziendali, rendendo la relazione più tempestiva e liberando tempo dalle richieste ripetitive. La qualità dell’esperienza resta legata alle fonti: dati incompleti o procedure non aggiornate generano risposte deboli, anche quando l’interfaccia appare convincente.

Competenze: la barriera più difficile da rimuovere

Meno del 10% delle PMI ha avviato formazione strutturata sull’AI, e solo una parte segue percorsi organici e continuativi. La tecnologia corre più velocemente della preparazione organizzativa, mentre molte imprese continuano a percepire la formazione come costo rinviabile. Il 46% non prevede impatti significativi nel breve periodo, una convinzione che amplia la distanza fra attenzione mediatica e capacità concreta di decidere.

La formazione deve coinvolgere vertici, responsabili e persone operative, con obiettivi diversi ma complementari. Non basta imparare a formulare istruzioni: occorre capire limiti, dati, controlli e impatti sul lavoro. La competenza è la prima misura di sicurezza per un’adozione responsabile.

L’85% delle PMI che utilizza o sperimenta l’AI riconosce la necessità di personale altamente qualificato, ma segnala difficoltà nel reperirlo. Le grandi imprese competono con risorse maggiori per attrarre i profili migliori, mentre poche realtà piccole dispongono di figure dedicate. La risposta non può essere solo assumere specialisti: serve diffondere una capacità minima nelle funzioni aziendali e costruire collaborazioni esterne senza perdere il presidio interno.

Dati, competenze e governance

Il 90% delle PMI analizza i propri dati, ma spesso lo fa in modo discontinuo, con fogli di calcolo e attività manuali. La frammentazione rallenta l’analisi e indebolisce l’affidabilità, perché definizioni diverse, duplicazioni e aggiornamenti irregolari impediscono ai modelli di lavorare su una base coerente. Prima dell’algoritmo viene la disciplina informativa: proprietà dei dati, qualità, accessi e aggiornamenti devono essere comprensibili e verificabili.

Solo il 26% dispone di una figura o di un team interno che gestisca progetti e linee guida. L’assenza di policy favorisce la shadow AI, ossia l’impiego non autorizzato di applicazioni da parte dei dipendenti, con rischi per riservatezza e proprietà delle informazioni. Governare significa stabilire ruoli e limiti, individuare strumenti ammessi, dati utilizzabili, controlli umani e procedure per segnalare errori o incidenti.

Privacy, sicurezza e reputazione non sono verifiche finali, ma requisiti da considerare già nella scelta del caso d’uso. La scarsa conoscenza delle implicazioni normative aumenta l’esposizione, soprattutto quando vengono trattati dati sensibili o informazioni riservate. Una cultura condivisa riduce i comportamenti impropri, protegge l’impresa e rende più credibile l’adozione verso clienti, partner e persone coinvolte.
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Dalla sperimentazione a una PMI orientata all’AI

Il percorso richiede una visione che unisca tecnologia e organizzazione, in continuità con le sfide strategiche della trasformazione digitale europea. Qualità dei dati, formazione continua e governance devono avanzare insieme, altrimenti il progetto resta fragile. La cultura dell’innovazione completa il quadro, perché rende possibile sperimentare, misurare e correggere senza affidarsi a mode o aspettative irrealistiche.

Una PMI può iniziare con un processo circoscritto, scegliendo un problema frequente, dati disponibili e un indicatore economico o operativo. Il progetto pilota deve avere un responsabile e una soglia di successo, oltre a regole sull’uso dei dati e sulla revisione umana. Solo dopo la verifica conviene scalare, collegando la soluzione agli altri sistemi e trasferendo competenze alle persone che la useranno ogni giorno.

La formazione è il ponte tra tecnologia e valore, perché permette alle persone di interpretare informazioni, governare processi e mantenere un ruolo centrale nelle decisioni. L’AI può aumentare efficienza e aprire nuovi mercati, ma il risultato non nasce dall’acquisto di una licenza. La svolta arriva quando l’impresa costruisce capacità: dati affidabili, responsabilità chiare, competenze diffuse e una strategia che trasforma ogni sperimentazione in conoscenza riutilizzabile.

Vuoi trasformare un progetto digitale in un investimento sostenibile? Analizza con Golden Group le opportunità di finanza agevolata più coerenti con la tua impresa, dalla formazione alle tecnologie abilitanti, e costruisci un percorso capace di coniugare innovazione, competenze e risultati misurabili.

Fonte: Agenda Digitale


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Credito d'imposta gasolio agricolo domande

Credito d'imposta gasolio agricolo: domande AGEA fino al 30 settembre

Con le istruzioni operative AGEA n. 72/2026 la misura diventa pienamente operativa. Il documento completa il decreto ministeriale 27 luglio 2026 n. 365846 e la circolare AGEA del 31 luglio 2026 n. 64702, definendo adempimenti e tempistiche per le imprese agricole.

La domanda deve essere inviata ad AGEA entro il 30 settembre 2026. Il beneficio riguarda gli acquisti di gasolio e benzina effettuati nel periodo dal 1° marzo al 31 maggio 2026, secondo le condizioni previste dal provvedimento.
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Credito d'imposta gasolio agricolo: beneficiari e aliquota

Possono accedere le imprese agricole qualificate come agricoltori in attività, indipendentemente dalla forma giuridica adottata e dal regime contabile. Il richiedente deve rispettare i requisiti previsti dalla disciplina e documentare correttamente gli acquisti agevolati.

L’aliquota può raggiungere il 20% della spesa ammissibile. Se il valore complessivo delle richieste rimane entro le risorse stanziate, viene applicata la percentuale piena; in caso contrario AGEA ridetermina l’aliquota in modo proporzionale al plafond disponibile.

L’agevolazione concessa non può superare 50.000 euro per impresa. Il quadro normativo era stato anticipato nell’analisi del Decreto Fiscale 2026, che ha introdotto il sostegno per gli acquisti di carburante del comparto agricolo.

Fatture da allegare alla domanda

Alla richiesta deve essere allegata copia delle fatture di acquisto relative al gasolio e alla benzina del periodo agevolato. Se una fattura comprende anche beni o importi estranei al beneficio, nell’apposito campo della domanda deve essere indicata soltanto la quota effettivamente ammissibile.

  • Periodo di acquisto: sono rilevanti le consegne effettuate dal 1° marzo al 31 maggio 2026.
  • Importi promiscui: quando la fattura contiene altre voci, il richiedente deve isolare l’importo riferibile ai carburanti agevolati.
  • Documentazione: le copie delle fatture devono essere leggibili e coerenti con i dati riportati nell’istanza telematica.

Come funziona il credito per fatture successive al 31 maggio

Sono ammissibili anche fatture emesse dopo il 31 maggio 2026, purché si riferiscano a gasolio o benzina consegnati entro tale data. Il diritto al credito sorge infatti al momento della consegna del bene, nel rispetto delle regole di fatturazione richiamate dalle istruzioni.

Quando la fattura è successiva, nel quadro B devono essere indicati i riferimenti dei documenti di trasporto. I DDT consentono di dimostrare che la consegna è avvenuta entro il periodo ammesso, anche se la fattura riepilogativa è stata emessa entro il giorno 15 del mese successivo.
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Concessione e utilizzo del credito d'imposta gasolio agricolo

Entro il 20 ottobre 2026 AGEA determina l’aliquota effettiva e l’importo riconosciuto a ciascun richiedente ammesso, pubblicando il provvedimento di concessione. Soltanto a quel punto ogni impresa conoscerà il credito effettivamente utilizzabile.

Il credito può essere utilizzato dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento esclusivamente in compensazione tramite modello F24 ed entro il 31 dicembre 2026. Non è prevista la possibilità di ripartire l’importo negli anni successivi. Il calendario ristretto rende essenziale verificare per tempo documenti e capienza fiscale.

Controlli da completare prima dell’invio

Prima di trasmettere l’istanza è utile riconciliare fatture, date di consegna, importi e DDT. Ogni valore inserito deve trovare riscontro nei documenti allegati, soprattutto in presenza di fatture cumulative o emesse dopo il termine del periodo agevolato.

  • Verificare il requisito: confermare la qualifica di agricoltore in attività e gli altri requisiti richiesti.
  • Ricostruire gli acquisti: separare le sole spese per gasolio e benzina ammesse dal provvedimento.
  • Programmare l’utilizzo: considerare che la compensazione deve avvenire entro il 31 dicembre 2026 e non può essere rinviata agli anni successivi.

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Fonti: Istruzioni operative AGEA n. 72/2026; approfondimento Eutekne


Martina Moretti

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Bando Lombari per lo sviluppo tecnologico Startup innovative

Bando Lombardia per lo sviluppo tecnologico delle Startup innovative: contributi fino all’80%

La Regione Lombardia ha pubblicato l’avviso attuativo destinato alle startup innovative ad alto contenuto tecnologico, approvato con decreto n. 10622 del 4 agosto 2026. L’intervento accompagna i progetti early stage nelle attività di ricerca, sviluppo, prototipazione e test.

La dotazione finanziaria ammonta a 15.637.408,95 euro e punta ad aumentare la maturità tecnologica delle soluzioni, favorendo il passaggio dal prototipo alla validazione industriale e riducendo il rischio percepito dagli investitori. L’avviso attuativo aggiorna il quadro del precedente bando Lombardia per startup innovative.
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Obiettivi e progetti sostenuti

I progetti devono dimostrare un percorso concreto di avanzamento tecnologico misurato attraverso il Technology Readiness Level (TRL). Le attività possono comprendere ricerca applicata, sviluppo della soluzione, realizzazione di prototipi, prove tecniche e validazione in condizioni rilevanti per il mercato.

L’obiettivo è verificare efficacia, affidabilità e scalabilità del prodotto o servizio, creando le condizioni per un successivo ingresso sul mercato o per la raccolta di capitali privati. Il progetto deve essere svolto nella sede operativa lombarda indicata nella domanda.

Il nuovo intervento integra quel quadro con date, requisiti e massimali definitivi dell’avviso attuativo.

Chi sono i beneficiari

Possono partecipare le startup innovative costituite come micro o piccole imprese, iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese italiano da non più di 36 mesi, attive alla data di presentazione e in possesso degli ulteriori requisiti previsti dall’avviso.

Sono ammesse anche micro e piccole imprese costituite da non oltre 60 mesi, a condizione che la specifica soluzione tecnologica, il prodotto o il servizio oggetto del progetto presenti un livello di maturità pari o inferiore a TRL 6.

  • Sede del progetto: il beneficiario deve disporre in Lombardia di una sede operativa, rilevabile dalla visura camerale, presso la quale saranno realizzate le attività.
  • Stato dell’impresa: l’impresa deve risultare regolarmente costituita, iscritta e attiva al momento della domanda.
  • Maturità tecnologica: per le imprese iscritte da oltre 36 e fino a 60 mesi deve essere rispettata la soglia massima di TRL 6 prevista dall’avviso.

Contributo a fondo perduto e massimali

Il sostegno è concesso come contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili. La quota restante del progetto deve essere coperta dal beneficiario, secondo le condizioni economiche e finanziarie stabilite dalla misura.

  • Massimale ordinario: fino a 1.000.000 di euro per le startup innovative ammesse.
  • Massimale nelle zone assistite: fino a 1.500.000 euro quando la sede operativa di realizzazione del progetto ricade nelle aree dell’Allegato D.12.c, ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE.

La combinazione tra intensità dell’aiuto e dimensione del progetto richiede una pianificazione finanziaria accurata. È utile verificare anticipatamente la localizzazione della sede, la coerenza delle attività e la disponibilità delle risorse necessarie a coprire la parte non agevolata.
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Domande misura per lo sviluppo tecnologico delle Startup innovative

Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 28 settembre 2026 fino alle ore 15:00 del 25 novembre 2026. La selezione avverrà attraverso una procedura valutativa a graduatoria e non in base al solo ordine cronologico.

La qualità del progetto, il livello di innovazione e la credibilità del percorso di sviluppo assumono quindi un ruolo centrale. La documentazione dovrà rendere chiari il punto di partenza tecnologico, i risultati attesi, le attività, le risorse e le modalità di validazione.

Per costruire un progetto competitivo può essere utile confrontare la misura con altri strumenti regionali per ricerca e innovazione in Lombardia, verificando con attenzione finalità, beneficiari e regole di cumulabilità applicabili al caso concreto.

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Fonte: Regione Lombardia


Martina Moretti

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