Contributo perequativo: presentazione delle istanze fino al 28 dicembre
Contributo perequativo: presentazione delle istanze fino al 28 dicembre.
Contributo perequativo: via alla presentazione delle istanze.
Fissato per il 28 dicembre 2021 il limite temporale di presentazione delle istanze per l’accesso al contributo a fondo perduto “perequativo” del DL “Sostegni-bis”.
L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 336196, delinea contenuto, modalità e termini di presentazione della domanda per il riconoscimento del contributo a fondo perduto e approva il modello di istanza e le relative istruzioni.
Coloro che vogliono richiedere il contributo sono tenuti a presentare un’istanza all'Agenzia delle Entrate, esclusivamente tramite canali telematici, servendosi dello specifico modello approvato.
La trasmissione dell’istanza può essere effettuata direttamente o tramite intermediari, sempre comunque attraverso il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Se l’istanza viene presentata tramite l’applicazione desktop telematico, il limite temporale è fissato per il 28 dicembre 2021; qualora ci si avvalga del servizio web, l’istanza può essere presentata a partire dal 30 novembre 2021 e non oltre il 28 dicembre 2021.
Durante quest'arco temporale sarà possibile, in caso di errore, presentare una nuova domanda, che sostituisca l'istanza precedentemente trasmessa.
L’istanza può essere presentata solo dopo che il richiedente ha presentato la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 entro il 30 settembre 2021 e la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 entro i novanta giorni successivi al temine di presentazione e comunque non oltre il 30 settembre 2021. Il contributo, invece, non spetta nel caso in cui le dichiarazioni risultino assenti o presentate successivamente ai predetti termini.
Il contributo spetta, tra l’altro, a condizione che vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore al 30%.
Il DM 12 novembre 2021, registrato alla Corte dei Conti in data 24 novembre 2021, ha delineato questa percentuale.
L’Agenzia delle Entrate, nelle guida presentata, specifica che per la verifica di questo requisito, il risultato economico d’esercizio che esprime un utile deve essere preceduto dal segno positivo, mentre il risultato economico d’esercizio che esprime una perdita deve essere preceduto dal segno negativo.
Quanto alla base di calcolo del contributo, se l’ammontare complessivo dei contributi ottenuti è uguale o maggiore alla differenza tra il risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta 2020 e quello relativo al periodo d’imposta 2019, il contributo perequativo spettante è pari a zero e l’Agenzia delle Entrate non dà corso all’istanza.
Inoltre, qualora, sommando il contributo perequativo richiesto con l’istanza all’importo complessivo di aiuti di Stato ricevuti per la sezione 3.1, il richiedente dovesse superare il limite massimo previsto per tale sezione dal 28 gennaio 2021, potrà richiedere il contributo limitatamente all’importo che consente di non superare il limite di aiuti di Stato.
Nel caso in cui, con gli aiuti percepiti precedentemente alla richiesta del contributo perequativo, colui che vuole richiedere il beneficio avesse già superato il limite massimo di aiuti di Stato previsto per la sezione 3.1 dal 28 gennaio 2021, l'istanza non potrà essere richiesta.
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PMI creative: fondo da 40 milioni per promuove la nuova imprenditorialità
PMI creative: nuovo fondo da 40 milioni per promuove la nuova imprenditorialità.
PMI creative: nuovo fondo da 40 milioni.
Porta la firma di Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico, il decreto che dà il via al Fondo per le piccole e medie imprese creative istituito presso il Ministero.
La finalità è quella di incentivare e supportare una nuova imprenditorialità e lo sviluppo del settore, tramite contributi a fondo perduto, interventi di sostegno nel capitale sociale e finanziamenti agevolativi che saranno indirizzati all’acquisto di macchinari innovativi, servizi specialistici, finalizzati anche alla valorizzazione di brevetti.
Sono stati stanziati 20 milioni di euro per ciascun anno 2021 e 2022, per un totale di 40 milioni di euro.
Chi potrà beneficiare del fondo per le PMI creative?
Potranno beneficiare delle agevolazioni per le PMI creative tutte le attività d’impresa dirette allo sviluppo, alla creazione, alla produzione, alla diffusione e alla conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative e, in particolare, quelle relative all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei, all’artigianato artistico, all’audiovisivo, tra cui il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, al software, ai videogiochi, al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti dello spettacolo.
Il ministro Giorgetti ha dichiarato: “Le imprese culturali e creative rappresentano un settore chiave per lo sviluppo del nostro Paese, che però ha molto sofferto durante l’emergenza Covid. E’ tra i nostri impegni prioritari sostenere queste attività che puntano a valorizzare quelle che sono in molti campi le eccellenze del nostro Made in Italy, favorendo un rilancio del settore sia in termini economici ma anche di opportunità per i numerosi giovani che investono nelle loro idee e nella creatività”.
Il provvedimento, che è stato firmato anche dal Ministro della Cultura, è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.
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Tech Fast Lombardia: contributi a fondo perduto per le imprese della regione nel 2022
Tech Fast Lombardia: contributi a fondo perduto per le imprese della regione.
Tech Fast Lombardia: le attività finanziabili.
Il bando Tech Fast è rivolto alle PMI lombarde affinchè possano riposizionarsi competitivamente, subendo un incremento della propria produttività e attrattività.
L'obiettivo è quello di intercettare progetti di sviluppo tecnologico con un importante grado di maturità tecnico-scientifica, eventualmente abbinati ad attività di innovazione di processo, che possano fare da attivatori e acceleratori dell'innovazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle PMI.
Le tipologie di progetti ammissibili sono quelle di:
a) Sviluppo sperimentale e di innovazione di processo (nell’ambito dei quali possono essere ricomprese anche attività di trasformazione digitale quali, ad
esempio, advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data);
b) Solo sviluppo sperimentale, afferenti alle aree di specializzazione intelligente (S3) di Regione Lombardia, rilette in chiave di ecosistemi legati alla centralità della persona e dei relativi bisogni in attuazione della LR 29/2016, finalizzati ad incrementare il valore aggiunto innovativo delle imprese lombarde attraverso la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative.
La sede operativa nella quale verranno realizzati i progetti deve essere ubicata sul territorio lombardo.
Chi potrà avere accesso al bando Tech Fast?
Sono ammesse al bando Tech Fast le PMI ai sensi dell’allegato I del Regolamento (UE)n. 651/2014 del 17 giugno 2014, che:
- Abbiano sede operativa attiva in Lombardia alla data di presentazione della domanda o che intendano costituire una sede operativa attiva in Lombardia,
presso la quale realizzare le attività di progetto; non saranno ammesse all'agevolazione le spese non sostenute nella sede operativa dichiarata; - Siano già costituite e iscritte al Registro delle imprese e dichiarate attive alla data di presentazione della domanda; le imprese non residenti nel territorio italiano devono essere costituite secondo le norme del diritto civile e commerciale vigenti nello Stato di residenza e iscritte nel relativo Registro delle imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese.
Quali sono le spese ammesse da Tech Fast?
Sono ammissibili le spese per attività di sviluppo sperimentale nonché le spese per attività di innovazione di processo in funzione degli interventi ammissibili previsti nei progetti, ossia:
- Le spese di personale mediante il ricorso alle opzioni di semplificazione dei costi di cui alla DGR n. 4664 del 23/12/2015, in funzione delle rispettive ore
lavorate, valorizzate in base al costo unitario standard orario per le imprese beneficiarie pari a 30,58 euro; nel caso di attività inerenti lo sviluppo
sperimentale, le spese di personale rendicontabili devono essere relative a ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario, purché impiegati per la
realizzazione del progetto; - I costi relativi a strumentazione e attrezzature (nuove o usate), all’acquisto dei quali non hanno contribuito sovvenzioni pubbliche;
- I costi per la ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato, nonché costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini del progetto, nell’ambito di un’operazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
- Gli altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto;
- Le spese generali supplementari calcolate con tasso forfettario pari al 15% delle spese di personale.
Tipo di sovvenzione.
L’agevolazione sarà concessa ed erogata sotto forma di contributo in conto capitale nella misura del 50% e non potrà essere superiore a 250.000 euro per soggetto beneficiario.
I progetti devono:
- Prevedere un importo di spesa non inferiore a 80.000 euro;
- Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di partecipazione;
- Essere realizzati entro 12 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL del decreto di concessione;
- Avere termine massimo di realizzazione e trasmissione della rendicontazione entro e non oltre il 31/05/2023.
Tempistiche di presentazione delle domande.
Le domande di accesso al bando Tech Fast possono essere presentate a partire dalle ore 14:00 del 5 luglio 2021 ed entro e non oltre le ore 14:00 del 31 dicembre 2021.
Riapertura sportello: a partire dalle ore 14.00 del 10 novembre 2021 e sino ad esaurimento della dotazione finanziaria aggiuntiva e, comunque, entro le ore 14.00 del 31 dicembre 2021.
La riapertura dello sportello consente il completamento della procedura di presentazione per le domande bloccate il 5 luglio al momento della sospensione dello sportello.
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Microcredito d’Impresa 2021: nuovo bando per le PMI marchigiane
Microcredito d’Impresa 2021: nuovo bando per le PMI marchigiane.
Microcredito d’Impresa 2021: le attività finanziabili.
Al fine di supportare finanziariamente le imprese della regione e l'accesso al credito, la Camera di Commercio delle Marche ha messo in campo il Bando Microcredito Impresa.
Tra gli obiettivi della misura c'è il sostegno alle micro e piccole imprese marchigiane nella richiesta di accesso al Microcredito durante fase di avvio o sviluppo di una attività imprenditoriale, tramite un intervento che valorizzi l'offerta dei servizi non finanziari e sia di supporto per il progetto tramite una riduzione del costo finanziario del finanziamento.
Potranno essere ammesse a contributo le domande delle imprese che hanno ottenuto un Microcredito, per le seguenti finalità ammesse dalla normativa e cioè:
- Acquisto di beni, ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o di servizi strumentali
all'attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative. I finanziamenti possono essere concessi anche nella forma di microleasing finanziario; - Retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori;
- Pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali, dell'imprenditore e dei relativi dipendenti.
Chi potrà beneficiare del bando Microcredito d'Impresa?
Sono ammesse al bando Microcredito d'Impresa le micro, piccole e medie imprese (MPMI) che hanno richiesto e dunque ottenuto un finanziamento di microcredito approvato ed erogato da istituti di credito o da intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia o da Operatori di Microcredito.
Le imprese, al momento della presentazione della domanda dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti:
- Avere sede legale e/o unità locale nelle Marche;
- Essere imprese iscritte al Registro imprese della Camera di Commercio delle Marche;
- Rispettare i requisiti fissati dalla normativa per i beneficiari di Microcredito all'Impresa (DM 176/2014 – Titolo I, art.1) e cioè imprese titolari di partita IVA
da non più di cinque anni, organizzate in forma individuale con un numero di dipendenti non superiore alle 5 unità, o in forma di società di persone, di
società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa con un numero di dipendenti non superiore alle 10 unità.
Tipo di sovvenzione.
I finanziamenti di Microcredito ottenuti dall’impresa richiedente l’agevolazione dovranno avere un importo minimo di almeno Euro 5.000,00.
L'agevolazione, in seguito alla presentazione della documentazione necessaria, consente l'assegnazione a ciascuna impresa di un contributo pari a 500 euro. Il contributo viene erogato al netto delle ritenute di legge tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato dall'impresa beneficiaria.
Sono ammesse a contributo le domande delle imprese per finanziamenti approvati ed erogati dall’1 Maggio 2021 al 31 Ottobre 2021.
A seguito dell'avvenuta erogazione del microcredito e a termine dell'istruttoria avviata su presentazione dei documenti di rendicontazione dell'impresa, sarà concesso il contributo in soluzione unica.
Tempistiche di presentazione delle domande per il bando Microcredito d'Impresa.
Tutti coloro che vorranno accedere al bando, potranno presentare le istanze entro il 31 Dicembre 2021.
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Veicoli ecologici e autotrasporto: incentivi all’acquisto e rinnovo di mezzi pesanti
Veicoli ecologici e autotrasporto: incentivi all’acquisto e rinnovo di mezzi pesanti.
Veicoli ecologici e autotrasporto: incentivi all’acquisto e rinnovo di mezzi pesanti.
“E’ un passo significativo verso la trasformazione in senso ecologico e una maggiore sicurezza stradale dei mezzi utilizzati dall’autotrasporto": queste le parole del ministro Giovannini che ha firmato i decreti.
Sono due i decreti firmati dal Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, che si pongono l'obiettivo di incentivare l’acquisto di mezzi ecologici e tecnologicamente all'avanguardia, da parte delle imprese di autotrasporto in modo tale da contribuire alla riduzione dell’inquinamento e al miglioramento della sicurezza stradale.
Sono previsti complessivamente 100 milioni di euro per le imprese da impiegare per l’acquisto di mezzi green e tecnologici.
“Dopo gli incentivi previsti per l’eliminazione degli autobus più inquinanti, i fondi del Pnrr dedicati al rinnovo dei treni e degli autobus, gli investimenti per porti più green, l’introduzione degli incentivi destinati alle aziende di autotrasporto conferma l’impegno del Governo verso una trasformazione in senso ecologico dell’intero sistema della mobilità e della logistica.
L’autotrasporto è di fondamentale importanza per il funzionamento del sistema economico ed è chiamato, come altri settori, a contribuire in modo significativo alla transizione ecologica e all’aumento della sicurezza stradale”, ha affermato il Ministro Giovannini.
“Il parco veicolare esistente ha un’elevata età media e mi auguro che le aziende di autotrasporto colgano questa opportunità per contribuire al rinnovamento dei mezzi in linea con le politiche dell’Unione europea volte alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti”.
Veicoli ecologici e autotrasporti: cosa è previsto dai due decreti.
50 sono i milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 messi in campo dal primo decreto per gli “Investimenti ad alta sostenibilità” e destinati all’acquisto di veicoli:
- Ad alimentazione alternativa;
- Ecologici di ultima generazione;
- In particolare ibridi (diesel/elettrico);
- Elettrici e a carburanti di ultima generazione (CNG, LNG).
Gli incentivi variano in base alla tipologia e alla massa complessiva del veicolo partendo da un minimo di 4.000 euro fino a 24.000 euro per i veicoli elettrici oltre le 16 tonnellate. A ciò si somma un contributo di 1.000 euro in caso di contestuale rottamazione di un veicolo diesel.
Il secondo decreto, per gli “Investimenti finalizzati al rinnovo e all’adeguamento tecnologico del parco veicoli”, vede 50 milioni di euro per il biennio 2021-2022 a disposizione delle imprese di autotrasporto per supportare la sostituzione dei mezzi, rottamando quelli più inquinanti e meno sicuri.
Da decreto, viene riservata una quota di 35 milioni di euro per l’acquisto di mezzi diesel Euro 6 solo con contestuale rottamazione di automezzi commerciali vecchi e inquinanti.
Gli incentivi variano da un minimo di 7.000 a un massimo di 15.000 euro.
Per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri Euro 6-D Final ed Euro 6 il contributo è pari a 3.000 euro.
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